21 gennaio 2010 - 9:00
La nascita del Culto Udenoida di Massimo Famularo
Ecco il testo integrale del racconto pubblicato oggi su nova24
La Wikipedia Galattica
L’aggiustamento K e J è stato
elaborato, dopo diversi anni di costosissimo lavoro, da una famosa società di
consulenza strategica direzionale, che ha la fama di annoverare tra i suoi
esperti le migliori menti dell’universo conosciuto. La tesi di fondo è che,
qualsiasi informazione rinvenuta nella WG, può essere considerata completa e
attendibile, se moltiplicata per questi due fattori, diversi per ciascuna voce
e dalla determinazione assolutamente imperscrutabile (per maggiori informazioni
clicca sulla voce «K e J»).
A detta di alcuni detrattori,
i superconsulenti strapagati, si sono limitati a rielaborare un concetto già
noto in precedenza ai teorici della Nuova Economica Galattica (per maggiori
informazioni clicca sulla voce «Nuova Economia Galattica»). A questi
encomiabili pionieri della conoscenza, è infatti dovuto il noto principio
generale, in base al quale, per ottenere il risultato desiderato, basta
moltiplicare i numeri disponibili per una qualche lettera sapientemente scelta.
A ogni buon conto, il numero
delle pagine standard, dedicate al culto Udenoida, varia anche in base alla
modalità in cui si sceglie di interrogare la mediapedia (solo audio, solo
video, un po’ e un po’, mi sento fortunato, etc.). Le vicende che seguono, sono
tratte dalla versione tarata per umanoidi bipedi terroevoluti, pertanto le
unità di misura e gli ordini grandezza sono stati convertiti nel modo opportuno
e una serie di note chiarificatrici sono state inserite dove opportuno.
La data astrale 193.6.2.4 è
ufficialmente, per i fedeli del Culto Udenoida, la data della rivelazione. Per
completezza, occorre osservare che la Wikipedia Galattica
Insomma in una certa data
astrale, che in questa sede non è necessario dettagliare ulteriormente, sul
pianeta Rum Susuka, quarto in ordine di distanza dalla stella Eiol, ci furono
una serie di eventi particolari, in seguito ai quali a qualcuno venne in mente
di fondare una religione, il culto Udenoida appunto. I protagonisti di questi
eventi furono, in ordine rigorosamente casuale: un soldato, una prostituta, un
giudice, un barbone, un poeta, un cantante, un ladro, un assassino e un’altra
quarantina di soggetti che sarebbe troppo lungo menzionare. Sul fatto che i
soggetti in questione potrebbero non essere “esattamente” una quarantina, vi
rimandiamo a quanto detto per le costanti K e J nonché per l’effetto Soac.
Il barbone si chiamava Juses
e abitava sotto un massiccio albero di
Strunkox all’estremità orientale di piazza Klug. Il nome, in lingua
Bardlum, significa grande luogo racchiuso all’interno di un centro
abitato, più largo delle strade che vi
convergono, dove si ritrovano i santi disponibili a pagare il pranzo. E’
comprensibile che un luogo con questa denominazione attirasse numerosi
individui alla ricerca di un pasto
gratuito.
Juses era intento a
recriminare contro la scarsa corrispondenza del nome della piazza con la
realtà, e a maledire le donne, il tempo ed il governo, quando improvvisamente,
la sua attenzione fu attirata dalla suoneria di un telefono cellulare. Questo
evento aveva di per sé dello straordinario, perché da una ragguardevole
quantità di tempo, sul pianeta Rum Susuka non venivano più utilizzati i
telefoni cellulari, resi ormai obsoleti da altre più efficienti tecniche di
comunicazione quali la telepatia, gli innesti cibernetici, le protesi
microelettroniche e i segnali di fumo. Invece di chiedersi cosa fosse quel
curioso manufatto dalla foggia sconosciuta, Juses raccolse il telefono con
naturalezza e lo accostò all’orecchio.
La prostituta si chiamava Ia
Camarbian ed esercitava la sua professione prevalentemente a distanza. Oltre
l’ottanta per cento del sesso a pagamento sul pianeta, si svolgeva a distanza e
per due terzi aveva come controparti delle intelligenze artificiali. Sebbene
non vi fossero differenze concretamente apprezzabili, tra l’interazione con
queste oppure con entità organiche, e, nonostante quest’ultima fosse più
costosa, ne resisteva l’utilizzo presso una nicchia di amatori. Questi venivano
pertanto definiti fruitori amatoriali.
Ia Camarbian si stava
producendo in una delle attività per le quali era maggiormente rinomata, quando
udì la melodia. Con
Incurante della penale, nonché
del disappunto del malcapitato cliente, Ia si lanciò alla ricerca della fonte
del segnale. Non si trattava tuttavia di un’operazione facile. La fonte
sembrava in continuo movimento e, talvolta, sembrava scindersi in molteplici
fonti minori e poi riaggregarsi. Con una certa difficoltà tuttavia era
possibile inseguire una traccia e la donna cercò di farlo.
Quel giorno il giudice Lexcel
si era svegliato con un forte mal di testa. Non era un individuo
particolarmente alto e aveva un’espressione come perennemente assorta, con gli
occhi stretti come fessure. Il mal di testa era iniziato diverso tempo
addietro, con precisione nell’esatto istante in cui era stato nominato
dirimitore di controversie comunale, nel ridente sobborgo di Spitborough, sulla
faccia illuminata della seconda luna di Rum Susuka. Senza particolare stupore
per il dolore quindi, come tutte le mattine, il giudice si accinse ad assumere
la droga sintetica che generalmente utilizzava come palliativo. L’evento eccezionale avvenne nel momento in
cui sfiorò la superficie tattile attraverso la quale assumeva il farmaco. Il
somministratore non entrò in funzione e tuttavia per la prima volta il mal di
testa scomparve. Lexcel spalancò gli occhi come raramente gli succedeva. Quasi
immediatamente capì che non poteva essere l’effetto della droga, trovandone
immediata quando verificò il mancato funzionamento del somministratore.
Tuttavia la meraviglia per l’evento eccezionale e la ricerca di una spiegazione
plausibile, passò in secondo piano a causa dell’interferenza. Doveva, infatti,
trattarsi di un malfunzionamento nella schermatura del suo impianto cibernetico corticale: da quando
era terminato il mal di testa udiva come una specie di sottofondo musicale.
Ghengin Moghen, di professione assassino, non
era sul pianeta in quel fatidico giorno. Non ebbe pertanto modo di captare
alcuna melodia misteriosa, né di sperimentare alcun evento in qualche modo
straordinario. Ghengin visse, infatti, sul pianeta terra in un periodo distante alcune migliaia di anni
terresti dalla fatidica data di nascita del Culto Udenoida. Nella sua
pluriennale carriera aveva portato a termine circa ottanta omicidi su
commissione, tutti con la stessa pistola, una Winter P38. La sempre meticolosa
professionalità e l’efficienza del suo operato, ne avevano consolidato nel
tempo la reputazione nei confronti dei committenti. La sua vita terminò il
giorno in cui incontrò John Longun. Per la cronaca quest’ultimo era armato di
fucile. Inutile dire che Ghengin Moghen è stato tirato in ballo solo per
avvalorare la ben nota teoria sulla
diffusione casuale della conoscenza nell’universo.
Roxy Kerpo era un
assicuratore. Uomo gioviale, dal carattere estroverso, amava le donne, il buon
cibo e i videogiochi on line. Durante una partita di space soccer. si imbatté
anche lui nella misteriosa melodia. Fino a quel momento nulla era stato capace
di distoglierlo da una partita di space soccer e, meno che mai, da una partita
in cui era in vantaggio. Non le donne, non il cibo né nessun altra cosa. Quella
particolare melodia, però, non solo riuscì a staccarlo dal videogioco, ma lo
indusse anche ad uscire di casa con una certa fretta.
Senza dilungarci troppo, 70
persone ognuna per un motivo diverso, o forse tutte per lo stesso si
ritrovarono in piazza Gross. In lingua balurd, Gross significava molto estesa.
C’erano Lexcel, Ia Camarbian, Juses, Roxy Kerpo e molti altri ancora. Non c’era
Ghengin Moghen, ma per una curiosa combinazione c’era un suo discendente, Lunip
9417, così chiamato per distinguerlo dagli altri 32 Lunip che lo avevano
preceduto nell’aderire alla religione dei numeri successivi. Il nesso logico
tra 9417 e 32 rientra tra i misteri che solo agli iniziati di questo movimento
religioso è dato conoscere, sebbene ovviamente nella Wikipedia Galattica siano
presenti numerosi algoritmi esplicativi.
In piazza c’erano oltre mille
individui nell’accezione più ampia del termine esserci. Ia caparbia era
connessa in remoto attraverso le videocamere di sicurezza della piazza. Juses
era presete fisicamente e come lui altre 69 persone. Quest’ultima precisazione
è pensata soprattutto per i pignoli che già gustavano l’incongruenza tra
·
i settanta
partecipanti menzionati nel paragrafo precedente,
·
gli “oltre mille”
dell’inizio di questo e
·
la quarantina
dell’inizio del capitolo.
Riepilogando, circa quaranta
soggetti (nell’accezione che solo nella wikipedia Galattica può assumere il
termine circa) sperimentarono accadimenti poco usuali. Circa settanta, a
seguito di questi avvenimenti si radunarono in un certo luogo. Oltre
novecentotrenta (che se sommati ai circa settanta totalizzano il migliaio)
erano in qualche modo collegati con quel luogo. Queste precisazioni hanno
ovviamente lo scopo di far sentire stupidi i lettori eccessivamente fissati con
i numeri.
Ritornando alla piazza,
Ghengin Moghen era quindi presente in senso lato per il tramite del suo
discendente (alla faccia di quelli che pensavano che fosse stato tirato in
ballo solo per fare confusione). C’era Roxy Kerpo e tutti gli altri. A
prescindere da quanti e quali soggetti fossero presenti in piazza (dato che
come è ormai chiaro dipende da numerosi fattori), uno dei presenti
improvvisamente intonò:
-Via del campo c’è una
graziosa.
Un breve silenzio, poi tutti
risposero:
-gli occhi grandi color di
foglia.
-Tutta notte sta sulla soglia.
-Vende a tutti la stessa rosa.
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