DNA
Analisi con il fungo
La ricetta sembra semplice: si prende una membrana, la si mette a contatto con un fungo chiamato Mycobacterium smegmatis, capace di fare buchi della dimensione di un nanometro, opportunamente modificato. Quindi si immerge il tutto in una soluzione che permette il passaggio di corrente, nella quale si pongono anche frammenti di Dna attaccati agli oligonucleotidi da analizzare, e il gioco è fatto: questi ultimi, grazie alla corrente, giungono in prossimità dei pori i quali, date le dimensioni, ne lasciano passare solo uno alla volta, mentre il Dna impedisce che il passaggio sia troppo rapido. Ognuno di essi fornisce un'impronta elettrica specifica, che viene letta e interpretata fornendo così la sequenza dei diversi nucleotidi, unica per ogni frammento. La tecnica, descritta su «Pnas» dai ricercatori dell'Università di Birmingham, è la prima in grado di analizzare la sequenza del Dna su scala nano e di fornire così una lettura precisa anche di un singolo nucleotide, e potrebbe quindi essere molto utile per analisi molecolari e genetiche dei difetti alla base di molte malattie. (a. cod.)
Analisi con il fungo
La ricetta sembra semplice: si prende una membrana, la si mette a contatto con un fungo chiamato Mycobacterium smegmatis, capace di fare buchi della dimensione di un nanometro, opportunamente modificato. Quindi si immerge il tutto in una soluzione che permette il passaggio di corrente, nella quale si pongono anche frammenti di Dna attaccati agli oligonucleotidi da analizzare, e il gioco è fatto: questi ultimi, grazie alla corrente, giungono in prossimità dei pori i quali, date le dimensioni, ne lasciano passare solo uno alla volta, mentre il Dna impedisce che il passaggio sia troppo rapido. Ognuno di essi fornisce un'impronta elettrica specifica, che viene letta e interpretata fornendo così la sequenza dei diversi nucleotidi, unica per ogni frammento. La tecnica, descritta su «Pnas» dai ricercatori dell'Università di Birmingham, è la prima in grado di analizzare la sequenza del Dna su scala nano e di fornire così una lettura precisa anche di un singolo nucleotide, e potrebbe quindi essere molto utile per analisi molecolari e genetiche dei difetti alla base di molte malattie. (a. cod.)
MEDICINA
Quanti terapeutici
Arriva la medicina quantistica. Una piastra messa a punto dai bioingegneri dell'Università del North Carolina riesce infatti a rilasciare nella cute quanti di sostanze ad azione terapeutica altamente selettive, ma anche marcatori di proteine specifiche, per poi seguirne l'andamento e le variazioni con un microscopio multifotonico e ottenere così diagnosi accurate di patologie quali i tumori della cute e di altro tipo. Il tutto è possibile – come sottolineato su «Faraday Discussion» – grazie all'uso di una piastra a sua volta ottenuta tramite un procedimento al laser che potrebbe essere utile per molti tipi di somministrazioni, perché facile da realizzare ed estremamente flessibile per quanto riguarda le caratteristiche degli aghi, variabili in base al tipo di soluzione. (a. cod.)
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