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settembre 2010

23 settembre 2010 - 12:58

Motto perpetuo | Alexander Pope

Dove cresce? Dove non cresce? Se vana è la nostra fatica, dobbiamo incolpare la nostra cultura, non la nostra terra.

Alexander Pope, poeta (1688-1744)

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Categorie: Motto perpetuo

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23 settembre 2010 - 12:54

Neuronews da Nòva

Al posto della cannabis
Un gruppo internazionale di studiosi – in prima fila ricercatori dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e delle Università di Parma, Urbino e Napoli Federico II –, potrebbe avere trovato la strada per una nuova strategia contro il dolore, senza controindicazioni. Gli studiosi sono partiti dall'analisi del funzionamento del recettore cannabinoide Cb1, la cui attivazione attenua il dolore. Purtroppo, le sostanze – come gli oppioidi – che attivano questo recettore spesso superano la barriera tra il sangue e il cervello producendo effetti indesiderati come la dipendenza. La molecola prodotta dai ricercatori, tra i quali Daniele Piomelli e Roberto Russo, agisce inibendo un enzima che degrada una sostanza prodotta naturalmente dal corpo umano, l'anandamide, che a sua volta attiva il recettore cannabinoide agendo come antidolorifico. Il vantaggio di questa nuova molecola, chiamata Urb937, è quello di agire sul sistema nervoso periferico senza coinvolgere il cervello. I ricercatori hanno spiegato su «Nature Neuroscience» che questa scoperta offre una visione innovativa «per il controllo intrinseco del dolore», e ha le potenzialità per condurre allo sviluppo di un nuovo tipo di analgesico. (an.car.)

Di geni ne basta uno
Sembravano 21, ma quello che conta davvero è uno solo, perché solo uno dirige e coordina l'attività degli altri 20. Cambia profondamente l'idea della regolazione genica della sintesi e del funzionamento dei motoneuroni, le cellule nervose responsabili del movimento, dopo la pubblicazione dei dati ottenuti dai neurologi della Howard Hughes Medical School di New York sugli animali.
E, con essa, potrebbe mutare l'approccio a malattie devastanti quali la sclerosi laterale amiotrofica, o morbo di Lou Gherig. Secondo i risultati riportati su «Neuron» (ottenuti sopprimendo un gene alla volta negli animali), infatti, tutti e 20 i geni della famiglia Hox, conosciuti come regolatori dell'espressione, da molti anni, hanno bisogno dell'attività di uno solo, chiamato Hoxc9, per funzionare armoniosamente e permettere la maturazione dei motoneuroni spinali. (a.cod.)

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Categorie: neuro

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23 settembre 2010 - 12:46

Bionews da Nòva

Assorbimento di Co2
La capacità di una foresta di assorbire la Co2 cambia in funzione della composizione del suolo, dell'età geologica, delle attività umane. Tutti elementi tenuti in considerazione nel nuovo, accurato modello proposto sulle pagine di Pnas dai climatologi del Department of Global Ecology del Carnegie Institute di Stanford, che lo hanno messo alla prova nella regione peruviana di Madre de Dios. Incrociando dati morfologici satellitari, rilevazioni laser al suolo e campionamenti del terreno, i fisici californiani hanno scoperto che la situazione cambia molto anche nel raggio di pochi chilometri; per esempio, quando la zona è vecchia di 60 milioni di anni, la vegetazione trattiene circa il 25% di Co2 in meno rispetto a quando è più giovane, anche se contigua a quella antica. Inoltre hanno dimostrato che le vecchie stime sono poco attendibili: secondo loro la zona analizzata ogni anno in media trattiene 395 milioni di tonnellate di anidride carbonica e ne emette 630mila tonnellate, mentre secondo l'Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) il valore di Co2 trattenuta nella stessa zona è 587 milioni di tonnellate. (a.cod.)

L'Artico legge il futuro
Ha superato l'inverno artico e violente tormente di neve. Anzi, i 30 metri di tecnologia che il Cnr ha installato esattamente un anno fa nell'arcipelago delle Svalbard quei venti gelidi boreali li ha registrati, ed i dati sono ora pronti per le prime analisi. Dopo diversi anni di difficoltà, nel 2009 il Dipartimento Terra e Ambiente del Cnr ha ottenuto un contributo straordinario dal Cnr e dal Miur per riprendere le ricerche nell'artico: un territorio delicato, minacciato dal cambiamento climatico. La torre aiuterà a comprendere la circolazione nella bassa atmosfera, un parametro fondamentale per prevedere il futuro dell'Artico ma ancora poco studiato. (ja.p.)

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Categorie: bio

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23 settembre 2010 - 12:42

Nanonews da Nòva

Il movimento del litio
Nel tentativo di migliorare le performance delle batterie agli ioni di litio, i ricercatori del Laboratorio nazionale statunitense Oak Ridge hanno sviluppato un nuovo tipo di microscopio a scansione chiamato Esm, «electrochemical strain microscopy». Come hanno spiegato su «Nature Nanotechnology», questo strumento offre un tale dettaglio da permettere di osservare il flusso degli ioni all'interno delle batterie ricaricabili. La sua risoluzione, secondo uno degli studiosi coinvolti nel progetto – Sergei Kalinin – supera «di sei o sette ordini di grandezza» quelle ottenibili con altre tecniche. L'Esm potrà essere utilizzato per comprendere come le caratteristiche su scala nanometrica dei materiali usati negli elettrodi influenzino le performance complessive delle batterie agli ioni di litio. Nel frattempo un'industria privata dell'Arizona, la Spheric Technologies, ha annunciato di avere sviluppato una tecnologia che riduce di 20 volte il tempo necessario per la produzione di un materiale usato nei catodi. Questa tecnica si basa sull'utilizzo delle microonde, e potrebbe contribuire a ridurre il costo di fabbricazione delle batterie ricaricabili. (an.car.)

Nanomaciste
Fino a 117 volte più forte dell'acciaio, e 30 più del kevlar, il tessuto sintetico utilizzato nelle vele, nei giubbotti antiproiettile e in molte altre applicazioni in cui è richiesta la massima resistenza. Anche questo sono i nanotubi di carbonio: elementi che possono resistere a pressioni e tensioni enormi, molto superiori ai limiti suggeriti finora. A dimostrarlo sono alcuni esperimenti condotti da Stephen Cronin, del dipartimento di ingegneria dell'Università di Los Angeles, durante i quali i singoli nanotubi, sottoposti a forze di diverso tipo, ma sempre molto più grandi di quelle provate fino a oggi, hanno svelato un'elasticità mai sospettata. La scoperta, di cui dà conto Acs Nano, lascia intravvedere nuove, futuristiche applicazioni tra le quali – esempio fatto dallo stesso Cronin – l'utilizzo come cavi per ascensori spaziali, che proiettino oggetti al di fuori dell'atmosfera terrestre. (a.cod.)

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Categorie: nano

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23 settembre 2010 - 12:40

Infonews da Nòva

Una Ngn nazionale
L'obiettivo è inizi 2011. Per allora il ministero allo Sviluppo Economico mira a partire con una Ngn nazionale (Next generation network), una volta definiti gli accordi tra i vari attori che ne stanno costruendo una (Telecom Italia, Fastweb, Vodafone, Wind, Tiscali, pubbliche amministrazioni come la Regione Lombardia e Provincia Autonoma di Trento). L'aspetto meno complesso, quello tecnico, è stato risolto: se ci sarà una Ngn comune sarà con un modello ibrido, in grado di ospitare sia l'architettura Gpon (preferita da Telecom) sia la point to point (degli altri operatori). Resta da sciogliere il nodo finanziario, su come fare gli investimenti comuni; se riuscirà o no a nascere una società per la nuova rete. La Commissione Ue suggerisce azioni comuni e coordinate, nella raccomandazione appena pubblicata. Telecom già dice che comunque vada, accordi o no, l'Ngn la farà. Anche da sola. (al.lo.)

Spazi bianchi wireless
Negli Usa fervono i lavori per consentire agli operatori wireless di utilizzare i white space, "spazi bianchi": sono porzioni di spettro ora occupati dai servizi televisivi e in futuro destinati alla banda larga mobile. In settimana dovrebbero arrivare da Fcc (Authority tlc Usa) le regole su come utilizzarle in modo da soddisfare le esigenze di tutti gli attori (le emittenti tv temono di subire interferenze e perdite di copertura per via dell'uso contiguo con la banda larga mobile). Si pensa a database di frequenze gestiti da varie aziende (tra cui Microsoft, Google) per evitare le interferenze tra servizi diversi. Microsoft stima di 100 miliardi in 15 anni il valore dei white space e sta già progettando hot spot wireless in grado di collegarsi alle nuove frequenze. La Commissione Ue ha appena chiesto a Parlamento e Consiglio di elaborare un iter perché entro il 2013 si liberi per la banda larga abbastanza spettro sugli 800 MHz. (al.lo.)

Evoluzioni di internet
Le piattaforme collaborative online allargano i confini della partecipazione ai processi creativi: è il caso, per esempio, di Wikipedia. Ma riguarda anche altri settori, come la pubblicità, il giornalismo, la gestione aziendale. Al crowdsourcing è dedicato oggi un incontro della "Social media week" a Milano. Domani interverrà Naveen Salvadurai, cofondatore della rete sociale online Foursquare, per descrivere gli scenari della geolocalizzazione. (lu.d.i.)

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Categorie: info

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23 settembre 2010 - 12:33

La ricerca del cibo. Nòva numero 240

Ricerca_cibo Mentre la scienza coltiva nuove tecniche di produzione, l'infinita rivoluzione agricola prosegue nei laboratori privati e pubblici di tutto il mondo. 

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Categorie: In edicola

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23 settembre 2010 - 8:51

La street art di Princess Hijab

Questa settimana Cristina Tagliabue racconta, su Nòva, la storia di Princess Hijab: una street artist francese che mette i burqa ai manifesti. Guarda il video (via Babelgum).

 

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Categorie: Video

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9 settembre 2010 - 13:02

Motto perpetuo | Franklin D. Roosvelt

La spesa per la scuola è l'ultima sulla quale dovremmo risparmiare.

Franklin D. Roosvelt, presidente Usa (1882-1945)

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Categorie: Motto perpetuo

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9 settembre 2010 - 12:58

Neuronews da Nòva

CORTECCIA CEREBRALE
Anche il verme ce l'ha

In maniera totalmente inaspettata, un gruppo di ricercatori del Laboratorio europeo di biologia molecolare di Heidelberg ha scoperto in un verme marino l'antenato della nostra corteccia cerebrale. Gli studiosi, guidati da Detlev Arendt, hanno infatti individuato nel Platynereis dumerilii la presenza del pallio, ossia della struttura nervosa che corrisponde a quella umana. Questo verme condivise un antenato comune con la nostra specie 600 milioni di anni fa, e potrebbe spiegare come mai negli invertebrati non si sia poi sviluppato un organo cerebrale analogo a quello dei mammiferi. Secondo Arendt, questa scoperta dimostra anche che «il pallio è molto più antico di quanto si fosse mai supposto, probabilmente antico quanto gli stessi animali». Inoltre, la presenza di questo antenato della corteccia cerebrale in un verme proverebbe che il pallio emerse nel Precambriano come adattamento alla vita oceanica. La ricerca è stata pubblicata su «Cell». (an.car.)

APPRENDIMENTO
Difficoltà linguistiche

Apprendere l'inglese è più facile che imparare l'arabo. Durante il processo iniziale di studio di questa seconda lingua, infatti, l'emisfero cerebrale destro non viene coinvolto a causa della complessità dei segni grafici utilizzati, e ciò indicherebbe la maggiore fatica richiesta allo studente. È questa la conclusione alla quale è giunto un gruppo di ricercatori dell'Università di Haifa, guidato da Zohar Eviatar e Raphiq Ibrahim, che è partito dalla constatazione dell'esistenza statistica di diversi tempi di apprendimento linguistico a seconda degli idiomi. Come hanno spiegato su «Neuropsychology», l'utilizzo nella scrittura araba di segni grafici simili per indicare suoni e lettere diversi costituisce una sfida particolarmente difficile per l'emisfero destro, che normalmente si serve di informazioni globali per identificare le lettere. Lo studio fornisce anche alcune indicazioni pratiche per ottimizzare l'insegnamento di questa lingua. (an.car.)

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Categorie: neuro

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9 settembre 2010 - 12:56

Bionews da Nòva

RESISTENZA
Batteri contro batteri

Compassionevole. Così il biologo Jim Collins ha definito, in un articolo pubblicato su «Nature», il comportamento dei batteri, descrivendo un fenomeno finora sconosciuto ma potenzialmente di grande rilevanza. Collins infatti ha dimostrato che in una popolazione batterica basta la presenza di pochi individui resistenti per far sì che tutti diventino tali. L'altruismo risiede nel fatto che i resistenti, per fortificare i compagni, secernono indolo, una sostanza che rinforza i sistemi di difesa altrui, ma indebolisce fortemente chi la sintetizza e la rilascia. La scoperta cambia radicalmente la visione classica secondo la quale basta colpire le cellule più forti per annientare l'intera popolazione. Collins,
padre della biologia sintetica,
pensa di poterla sfruttare per realizzare batteri con caratteristiche del tutto nuove e utili tanto per aggirare la resistenza quanto per ulteriori studi. (a.cod.)

ANTIMALARICI
Farmaco in prova

L'annuncio è stato dato diverse volte, ma questa potrebbe essere quella buona. I dati ottenuti negli animali, e riportati su «Science», dicono infatti che il Nitd609, nuovo antimalarico della Novartis (sponsor del progetto) dopo una sola somministrazione assicura la guarigione da due dei plasmodi più insidiosi, il Falciparum e il Vivax, e anche da alcuni ceppi resistenti. Il farmaco agisce contro una proteina mai sfruttata prima, è somministrabile per via orale e sarebbe anche facile da produrre su larga scala. Nel frattempo si attendono i risultati finali di Mosquirix, il vaccino della GlaxoSmithKline che dovrebbe essere presto sottoposto ad approvazione per cercare di arginare con la profilassi una malattia che ancora oggi colpisce quasi 250 milioni di persone, uccidendone ogni anno poco meno di uno. (a.cod.)

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Categorie: bio

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