(ò) neuro
Kant aveva ragione: il senso dello spazio è un a priori, e non si acquista con l'esperienza. È questa la conclusione cui sono giunti due distinti gruppi di ricercatori del Collegio universitario di Londra e dell'Università norvegese di scienza e tecnologia. Gli studiosi, coordinati da Tom J. Wills e Rosamund F. Langston, hanno seguito lo sviluppo delle cellule che elaborano le informazioni spaziali nel cervello dei giovani ratti. In particolare, i due gruppi di ricerca hanno descritto su «Science» come i neuroni che elaborano il senso della direzione e dello spazio siano già presenti nei ratti neonati prima che aprano gli occhi. Per Francesca Capucci, ricercatrice italiana, «la questione di come noi acquistiamo consapevolezza del mondo esterno e formiamo il nostro senso dello spazio ha costituito una sfida lungo i secoli per scienziati e filosofi. Questo lavoro mostra che l'idea dello spazio è qualcosa che sviluppiamo molto presto». (an.car.)
Kant aveva ragione: il senso dello spazio è un a priori, e non si acquista con l'esperienza. È questa la conclusione cui sono giunti due distinti gruppi di ricercatori del Collegio universitario di Londra e dell'Università norvegese di scienza e tecnologia. Gli studiosi, coordinati da Tom J. Wills e Rosamund F. Langston, hanno seguito lo sviluppo delle cellule che elaborano le informazioni spaziali nel cervello dei giovani ratti. In particolare, i due gruppi di ricerca hanno descritto su «Science» come i neuroni che elaborano il senso della direzione e dello spazio siano già presenti nei ratti neonati prima che aprano gli occhi. Per Francesca Capucci, ricercatrice italiana, «la questione di come noi acquistiamo consapevolezza del mondo esterno e formiamo il nostro senso dello spazio ha costituito una sfida lungo i secoli per scienziati e filosofi. Questo lavoro mostra che l'idea dello spazio è qualcosa che sviluppiamo molto presto». (an.car.)
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