Il World Developer Forum ha pubblicato alcuni giorni fa il suo settimo "Global Information Technology Report", realizzato in collaborazione con la scuola parigina di management Insead. Sono molti gli aspetti che possono essere letti nel rapporto pubblicato online e in cui Danimarca, Svezia e Svizzera guidano la classifica mondiale. Uno studio accluso nel rapporto, curato dal professor Brino Lanvin dell'Insead e intitolato "Building E-Skills for the Information Age", aggiunge ad esempio un aspetto legato all'educazione.
Nei paesi del Nord America ed Europa occidentale il sistema scolastico sta fallendo nell'obiettivo di accendere la scintilla dello studio per l'information technology. Le nuove generazioni, secondo il docente, vedono la tecnologia "prevalentemente come un hobby, che si svolge o attraverso i giochi in rete o i siti di social networking come Facebook e MySpace". La conseguenza, argomenta il docente, è che non crescono i talenti necessari a riempire le fila dei lavoratori IT e dei conoscitori del cosiddetto eExpertise, cioè delle nuove tecnologie applicabili nella gran parte degli ambiti lavorativi.
Servirebbe qualcuno che aiuti ad attrarre l'attenzione sul problema, sostiene il professore: "Ci vorrebbe un Al Gore o un Bono degli eSkills, parallelamente all'attività di questi uomini-simbolo per la salvaguardia del pianeta terra. Ma non c'è. Forse perché la nostra civiltà non è in grado di gestire due grandi battaglie culturali nello stesso momento". Il riferimento implicito è proprio alla causa ambientale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Scrivi un commento
I commenti per questa nota sono chiusi.