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Cinque per mille stabile e senza limiti

Sul numero oggi in edicola Nòva24 lancia una petizione per rendere stabile e senza limiti il cinque per mille: una misura che permette agli italiani di versare parte delle proprie tasse a favore  la della ricerca e del volontariato.

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Ecco il testo dell'appello, che ha già raccolto molti aurorevoli consensi tra i quali quelli di Carlo Rubbia, Renato Dulbecco, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, Umberto Veronesi e altri.

on. Romano Prodi
Presidente del Consiglio dei ministri

on. prof. Tommaso Padoa-Schioppa
Ministro per l’economia e la finanza

e p.c. on. Enrico Letta
Sottosegretario alla Presidenza del consiglio

Signor Presidente, signor Ministro,

la destinazione del 5 per mille del gettito fiscale a sostegno della ricerca e del volontariato, introdotta a titolo sperimentale con la Finanziaria 2006, ha ottenuto l’adesione di quasi due terzi dei contribuenti italiani. Nella denuncia dei redditi 2006 oltre 15.800.000 cittadini, superando ogni aspettativa, hanno deciso di vincolare una quota dell’Irpef a settori della vita sociale per i quali è essenziale un investimento di risorse pubbliche, garantendo risorse per 329 milioni. L’indicazione vincolante dell’uso di una parte, per quanto piccola, delle imposte va nella direzione di una responsabilizzazione del contribuente e individua una nuova forma di sovranità che investe direttamente i cittadini.

Questo fatto, di straordinario rilievo, dovrebbe essere in sé sufficiente a giustificare la stabilizzazione del 5 per mille nella nostra legislazione. E dovrebbe anche suggerire l’abolizione di ogni "tetto" massimo (prima di 250 milioni e ora di 400 milioni di euro) che rischia di limitare l’effetto della volontà dei cittadini. Crediamo che l’impegno dei contribuenti a sostenere le attività di università, enti di ricerca e organizzazioni no profit rappresenti un valore importante, specie nel nostro Paese che passa per essere non sufficientemente attento a questi fondamentali settori. Come scienziati, ricercatori, docenti promuoviamo quindi questo appello – convergente negli scopi con analoghe iniziative nate dalle organizzazioni no profit – per chiedere che la norma del 5 per mille:

  • divenga contenuto stabile della nostra legislazione;
  • per la sua copertura non vengano previsti "tetti" o analoghe riduzioni.

Siamo convinti che le risorse destinate dal 5 per mille alla ricerca e al volontariato siano importanti non per il volume finanziario in sé ma per l’intenzionalità espressa dai cittadini. Per questo crediamo sinceramente che il nostro appello non debba restare inascoltato e chiediamo al Governo di farlo proprio in sede di stesura della Legge finanziaria 2008.

Con i nostri migliori saluti

Leggi le ragioni dell'appello

Leggi l'elenco dei primi firmatari

Leggi la storia del 5 per mille

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE

Commenti

Volevo giusto segnalare il paradosso delle Associazioni sportive dilettantistiche escluse dal beneficio del 5 x mille. Per usufruire del regime fiscale agevolato della Legge 398 e' obbligatoria l'iscrizione al Registro delle Associazioni sportive tenuto dal Coni, per accedere al beneficio del 5 x mille lo stesso Registro Coni non costituisce titolo per il riconoscimento delle Asd. Vi sembra normale tutto cio', eppure di ragazzi e ragazze ne togliamo dalla strada, forse lo sport in Italia e' solo immagine dei grandi club di calcio, ma quelle sono Spa tutta un'altra storia. Grazie

Condivido e do' la mia adesione a questa lodevole iniziativa, sperando che questa volta venga rotto il solito silenzio distratto dei nostri "dipendenti" che ahime' ci governano.

Totalmente contrario sia al 5 per mille che all'8 per mille e d'accordo con quanti hanno scritto le ragioni di tale contrarietà.
In breve: nelle liste ci sono troppe associazioni che con il volontariato e la ricerca non c'entrano niente. Tra un po' ogni singolo cittadino fonderà una associazione per farsi restituire questa piccola parte delle tasse versate giustificandolo con la sua necessità di sopravvivere (è a fin di bene...).
Il finanziamento di tali attività deve essere di competenza dello Stato, che dovrebbe finanziare più generosamente sia la ricerca che il vero volontariato utile e vigilare che i fondi vengano spesi bene. So bene che in Italia ci sono troppi furbetti perché la cosa sia veramente seria ma il concetto rimane.
Invece di contare solo quelli che aderiscono, contate anche quanti sono contrari.
Frecciatina politica: i promotori di questa iniziativa sono tutti di sinistra... ma come? adesso non gli sta più bene quello che fa il moribondo governo che sorreggono da due anni? Per una volta che per sbaglio fa una cosa buona...

Il 5 per mille attualmente è una mezza patacca in stile 8 per mille. Gli elenchi degli enti accreditati sono zeppi di istituti-catena-di-sant'antonio: una miriade di associazioni cattoliche che portano i preti a gestire risorse ancora maggiori di quelle cospicue già garantite dal concordato clerico-sfascista (per dirla con Pannella).

Aderisco all'appello, 5xmille stabile e senza limiti
Francesco Narracci

Chi l'ha detto che in democrazia non c'è libertà di scelta?
Ripeto: basta scegliere bene quando si va a votare (e non votare qualcuno perché si ottiene un favore, o perché l'ha detto l'amico di un amico, o perché è più telegenico di un altro, o perché è abile a fare in TV dichiarazioni pompose, ecc. ecc.
Impariamo a usare bene l'arma (o meglio lo strumento) del voto e saremo un popolo più felice.

Vorrei poter destinare l'8 per mille alla ricerca (e non alla chiesa o allo stato).

Ciò che più mi infastidisce è l'impossibilità di scelta, in una così detta "democrazia".

E qui in Ufficio siamo in tanti a pensarla così!!!

Aderisco all'appello "conque per mille stabile e senza limiti"
Marco Vitale

Un commento precedente dice: "reputo positivo che i cittadini possano quantomeno cercare di influire sulle opzioni di politica economica".
Mi sembra ben poca cosa influire con il 5 per mille. Non sarebbe meglio, invece, influire davvero su TUTTA la politica economica? E questo lo si può fare in un solo modo: cercando di scegliere bene i nostri governanti quando è tempo di elezioni!
(a proposito: che Dio ci conservi TPS e ci scampi da GT)

Sono completamente CONTRARIO al 5 per mille (e anche all'8 per mille) e cercherò di spiegare in breve la ragione:
Lo Stato con le tasse che ciascuno dovrebbe pagare in proporzione ai propri redditi (come dice anche la Costituzione) dovrebbe finanziare le sue attività, e cioè TUTTE le attività che ritiene di dover esplicare: quindi l'istruzione, il welfare, la difesa (spese militari), il servizio pubblico radiotelevisivo, ecc. ecc.
Che senso ha far decidere ai singoli cittadini la destinazione delle proprie tasse, o anche di una parte delle proprie tasse? I cittadini lo dovrebbero già decidere quando eleggono i loro rappresentanti a governare lo Stato, o no?
Altrimenti si dovrebbe dare ai singoli cittadini la possibilità di scegliere anche su mille altre cose, e allora perché non istituiamo il modulo per destinare, ad esempio, il 6 per mille alle spese militari, o il 7 per mille alle scuole pubbliche o private, o il 29 per mille agli stipendi dei parlamentari, e così via all'infinito?

ENTUSIASTI ADERIAMO: Dr. Giorgio Vermiglio dottore commercialista; Dr. Enrico Vermiglio Funzionario Tributario; Dr. Ferri Ida Funzionario Tributario; Dr. Guido Vermiglio Funzionario Tributario; Avv. Sicari Antonella; Prof. Lorena Flori Dottore in lettere; Fallani Ilade pensionata; Dr. Roberto Angeli dottore commmercialista.

favorevole alla stabilità del 5 x mille ma a patto che ci siano dei paletti, delle limitazioni e dei controlli alle associazioni che lo ricevono. Molto spesso, e purtroppo ne sono a conoscenza, alcune associazioni sono soltanto fittizie e non si sa' dove veramente viene speso il nostro contributo. Praticamente tutte le associazioni italiane e non si sono iscritti nela lista di chi può ricevere il 5x1000.
Controlli e sanzioni severe a chi imbroglia...................ma siamo in italia

Favorevole

aderisco
Cristiana Mastropietro

Il 5 per mille è una tra le molte iniziative che fanno bene a tutti, senza se e senza ma...infatti in Italia spesso, per non dire quasi sempre, le cose oggettivamente pure, pulite ed impeccabili riscontrano mille problemi e ostacoli. Questa vicenda del 5 per mille, infatti, non ha ancora trovato una collocazione decente, stabile e definitiva; tutti gli anni devono prorogarla, devono ricordarsi di inserirla in Finanziaria, quando non viene inserita viene detto che è una svista, se è inserita ci sono problemi di soldi e quindi mettono un tetto ridicolo (con tutti i soldi che sperperano e scialacquano)...ed ancora, tempi biblici per sapere quanto è l'ammontare spettante alle varie Associazioni ed Enti, tempi altrettanto indecenti e vergognosi per destinare i soldi ecc. Nella speranza che il buon senso e l'intelligenza prevalga sempre, non posso che sostenere questa lungimirante iniziativa.

Investire in ricerca significa credere nel futuro del Paese
Faccio mia questa frase perchè la condivido pienamente. Quindi, sono per il 5°/°° permanente, prevalentemente per la ricerca e sostegno a quelle associazioni che fanno veramente onore al loro scopo sociale.

Ma avete dato un'occhiata alla lista delle associazioni che possono accedere al 5x1000?
La lista completa è qui: http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/connect/Nsi/Strumenti/Modulistica/Altri+modelli+Anno+2006/Domanda+5+per+mille+nuovo/

Sfogliando qui e là, si possono trovare (copio e incollo):
CLUB RADIO C. B. BARCELLONA P.G.
PROFESSIONAL SERVICES SOC. COOP.
ARCHEOMONTAGNA
TREKKING ITALIA ASS. AMICI DEL TREKKING

Secondo me è giusto dare il 5x1000 alle associazioni di vera solidarietà sociale o per la ricerca medica; sennò tutto questo serve solo a buttare via denaro.
Ci vorrebbero dei paletti molto più stretti nell'identificazione delle associazioni che possono accedere a questi fondi, per evitare inutili interventi a pioggia e l'erogazione di soldi che vanno ad associazioni che non hanno nulla a che fare con la solidarietà sociale.

Sono d'accordo e ho sottoscritto. Andrebbe esteso anche alle IPAB di modeste dimensioni.

Non dimentichiamo mai che le associazioni di volontariato offrono gratuitamente alla cittadinanza servizi che costerebbero a Comuni, Province e Regioni una cifra spropositata tanto da far "arrossire" i rispettivi bilanci economici. Tutti noi dovremmo considerare il 5 per mille un obbligo morale prima ancora che questo venga tradotto dal legislatore come un dovere civile.

Non ho firmato...non perchè non concordi con lo spirito ed il testo della petizione, ma per queste note sul trattamento dei dati che mi vengono richiesti per aderire:

Finalità della raccolta dei dati
La raccolta e il trattamento dei dati personali sono finalizzati allo svolgimento, da parte del titolare, di attività di propaganda elettorale.
I dati personali, quali l’anagrafica ed i riferimenti utili potranno essere utilizzati dal titolare per informare e/o comunicare all’interessato, anche a distanza di tempo, e mediante e-mail, sms, mms, telefax e corrispondenza cartacea notizie e suggerimenti di carattere politico-elettorale.

Il 5 per mille è un importante strumento di civiltà e di partecipazione che aumenta l'interessse della società italiana per il progresso e la ricerca, rinforzando le iniziative che meritano un aiuto concreto.

Non sono certo per il finanziamento del volontariato,il concetto si presta a troppe "interpetrazioni"

Aderisco anche se non si comprende bene l'associare il concetto di ricerca con quello di volontariato...

SONO D'ACCORDO. ADERISCO E SOTTOSCRIVO

aderisco!

Ho firmato per 2 ragioni, come semplice cittadino: perché reputo positivo che i cittadini possano quantomeno cercare di influire sulle opzioni di politica economica e perché la ricerca è essenziale per lo sviluppo di un paese.

aderisco e sottoscrivo

sono assolutamente d'accordo..aderico e sottoscrivo

Sono un un'invalido Inail e senza lavoro al momento.Se solo potessi firmare per il 5 per mille saprei già a chi darlo...e senza limiti.Provare per credere

lodevole inziativa che ho sottoscritto
chiederei ai signori ministri anche di reintrodurre, tra le opzioni di scelta, la devoluzione al comune di residenza, per poter sostenere in ambito locale iniziative sociali di interesse pubblico
grazie

lodevole inziativa che ho sottoscritto
chiederei ai signori ministri anche di reintrodurre, tra le opzioni di scelta, la devoluzione al comune di residenza, per poter sostenere in ambito locale iniziative sociali di interesse pubblico
grazie

lodevole inziativa che ho sottoscritto
chiederei ai signori ministri anche di reintrodurre, tra le opzioni di scelta, la devoluzione al comune di residenza, per poter sostenere in ambito locale iniziative sociali di interesse pubblico
grazie

lodevole inziativa che ho sottoscritto
chiederei ai signori ministri anche di reintrodurre, tra le opzioni di scelta, la devoluzione al comune di residenza, per poter sostenere in ambito locale iniziative sociali di interesse pubblico
grazie

L'idea della petizione è valida ma NON la firmo in quanto nel testo ho rilevato una omissione che reputo quanto meno strana : infatti nel secondo capoverso che inizia con " Questo fatto..... ", viene scritto " .... abolizione di ogni tetto massimo ( prima di 250 milioni e ora di 400 milioni di euro) ....". Reputo avvilente e fazioso che non sia stato scritto che prima ancora NON esisteva tetto alcuno ! e cioè nella Legge 23.12.2005 n° 266 - art.1 - comma 337 che ha istituito il 5 per mille ! Ma naturalmente si trattava di una legge del Governo Berlusconi (la finanziaria per il 2006 ). Per firmare vorrei prima leggere il testo della petizione con la precisazione - doverosa - di cui sopra. Cordiali saluti, Roberto Renzo Di Prima, Genova

aderisco - Pino Zappalà

Aderisco alla iniziativa di rendere stabile il prelievo del 5 per mille e di non prevedere un limite massimo.
Ho passato la mia lunga vita professionale in Università e condivido quanto riportato da Andrea il 18 Ottobre sui concorsi universitari: complicati e inefficienti, purtroppo come molte cose italiane. Condivido anche il pessimismo sul possibile uso clientelare dei fondi, talora ho avuto l'impressione che siano distribuiti agli amici (anche qui come in molte cose italiane). Ma allora favoriamo il mantenimentio e il potenziamento del 5 per mille, non buttiamo via tutto.
I finanziamenti rendono liberi: di fare ricerca, di offrire al ricercatore uno stipendio basato sull'impegno e sui risultati (IF), di indirizzare la propria ricerca e non di farsela indirizzare.

Ci sto!

aderisco anche se e` molto poco

aderisco anche se e` molto poco

Visto che con qualsiasi governo non c'è speranza rivolgiamoci al popolo.

Lucio Bianco

E' una vergogna che ogni attività italiana sia sempre associata ad un prelievo fiscale. Il volontariato è diventato un'altra struttura burocratica dai confini indefiniti ed integrata con i partiti. La ricerca spesso è in situazioni analoghe. Lo Stato, invece di prelevare a monte e distribuire ai protetti, dovrebbe premiare a valle i risultati pubblici e verificabili tramite l'eliminazione di ogni imposta o balzello locale o centrale.

Gianluca Salvatori, assessore alla ricerca e innovazione in Trentino, è un politico atipico. Non è un politico se si considera che non è stato eletto ma chiamato dal governatore Lorenzo Dellai a dare una prospettiva ad un settore strategico per la regione alpina piccola, ricca e ambiziosa. Lui, con un passato di ricercatore e un presente da politico (non amministratore, si badi bene). E politico, Gianluca lo è nei fatti, nel senso che in quattro anni ha messo in piedi una riforma sulla ricerca e ha annodato i fili di un Trentino aperto al mondo (e non chiuso in se stesso) e innovatore. Non stupisce, quindi, se oggi Salvatori, sull’home page del Sole 24 Ore, rilancia la proposta del 5 per mille “stabile e senza limiti” a favore della ricerca. Destinare il 5 per mille al futuro del paese è non solo una buona idea ma un obbligo per quanti credono che nella ricerca come fattore di sviluppo di una nazione, di un territorio. La ricerca non è un’isola felice, a sé stante, ma deve entrare a far parte nell’agenda politica e nei piani economici del paese. L’Italia ha bisogno di politici anomali.

Leggi il post sul mio blog: http://pieffeeffe.wordpress.com/

E' strano che la Confindustria, editore di Nòva, chieda il rafforzamento di un prelievo fiscale, visto che il Sole-24Ore protesta contro le tasse? No, è solo molto demagogico.

Il 5 per mille, infatti, non è una tassa come un'altra. Le tasse, stabilisce la Costituzione, sono progressive: i ricchi pagano una percentuale del proprio reddito più alta dei poveri per redistribuirlo. Invece il 5 per mille è un'aliquota uguale per tutti. Perciò, più si rafforza il 5 per mille e meno tasse pagano i ricchi, in proporzione. Per di più, questi contributi non sono nemmeno obbligatori: la tassa perfetta per gli evasori fiscali. Dunque gli imprenditori hanno solo da guadagnare da cinque per mille, otto per mille eccetera. Non a caso, Berlusconi propone da sempre l'aliquota unica, o "flat tax": il principio per cui ognuno paga la stessa percentuale indipendentemente dal reddito. Se Nòva vuole fare qualcosa di davvero innovativo, proponga di alzare le tasse ed eliminare il 5 per mille: scommettiamo che la Confindustria non glielo lascerà fare?

Ho letto bene 5 per mille? Forse intendevano 5 per cento, che e' quello che forse ci vorrebbe per la ricerca. In ogni caso, non firmero'. Innanzitutto non comprendo cosa c'entri la ricerca con il volontariato, se non che molti ricercatori italiani fanno ricerca come volontariato, visti i salari prossimi allo zero per chi e' a inizio carriera. Per proseguire, osservo che secondo me in Italia il male peggiore nella ricerca e' il cancro dei parrucconi, che avendo tutto il potere, e non essendo sottoposti ad alcun tipo di valutazione ne' sulla didattica ne' sulla ricerca, promuovono con concorsi fasulli (rammento, a beneficio di chi non lo sappia, che si tratta di un illecito penale) non gia' i piu' bravi, bensi' i piu' asserviti, quelli che pensano meno e obbediscono di piu' - questo nel caso migliore: accade anche che si spinga per la carriera di parenti o di amanti. Tale criterio di promozione adottato dai parrucconi dell'accademia produce generazioni di accademici in tutto simili alle precedenti, precludendo ogni speranza di miglioramento. Deduco pertanto che una iniezione di finanziamenti ad un sistema simile produrrebbe soltanto un aumento del potere dei parrucconi, i quali continuerebbero a schiavizzare gli aspiranti ad una carriera, tenendoli a stecchetto con stipendi da fame, e promuovere una casta di mummie burocratizzate, incapaci di qualunque attivita' scientifica. Abusando (in lungaggine) di questo spazio, aggiungo una considerazione sui salari: quando i ricercatori precari manifestarono in massa, credo 3 o 4 anni fa, volevano soltanto essere assunti a tempo indeterminato: nessuno che abbia sollevato il problema dello stipendio, che per un ricercatore non confermato allora si aggirava attorno ai 1100 euri netti, cosicche' un accademico, entrando in ufficio, puo' salutare un portiere che guadagna piu' di lui (e magari lo sbeffeggia). E poi se si vuole assumere un ricercatore particolarmente brillante, non lo si puo' pagare di piu': tutti uguali, allineati e coperti. Questo sistema finto-egualitario e di stampo socialista ha reso nella pratica la carriera impossibile a chi non viene da una famiglia ricca che possa compensare il magro salario. Per tutte queste ragioni e per molte altre di cui non scrivo ora, ribadisco che il pannicello caldo del 5 per mille potrebbe essere solo un modo per raccattare qualche voto, ma non scalfirebbe in alcun modo il monolito del baronato e della corruzione.

Aderisco anch'io. La ricerca è il motore dell'innovazione nel nostro paese, e non si puo più permettere che altri cervelli espatrino perchè qui non ci sono fondi.
Biagio Davide Tinghino

Aderisco volentieri. Ritengo però sia più giusto distinguere tra ricerca scientifica e volontariato. Spesso il volontariato è un business, e a quest'ultimo non dovrebbe essere destinata gran parte della donazione.

aderisco

ADERISCO

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