Tara Hunt è una delle fi-gure più attive del marketing legato al web 2.0 e ha lavorato in molti settori concentrandosi in particolare sulla creazione di community di successo. E’ spesso invitata a conferenze di rilievo come il Future of Web Apps, ETech e Web 2.0 Expo. Nicola Mattina l’ha incontrata a Londra per Nòva24 per parlare di come gestire con successo una community.
Nicola Mattina. Vorrei iniziare questa intervista con una curiosità. Perché il tuo nickname è Miss Rogue e come mai il tuo blog si chiama Horse Pig Cow?
Tara Hunt. Miss Rogue viene dal nome della mia prima azienda che si chiamava Rogue Strategies: credo sia diventato il mio nick name da quando ho cominciato a usarlo a Toronto in un karaoke bar. Horse Pig Cow, invece, è un modo di dire di mia madre, che lo usa quando non si ricorda qualcosa.
NM. Oggi sei uno dei partner di Citizen Agency insieme con Chris Messina. Ci puoi raccontare cosa hai fatto in precedenza?
TH. Mi sono sempre occupata di marketing e comunicazione a partire dalla mia formazione universitaria. Prima di Citizen Agency ho lavorato in Riya come responsabile del marketing on line.
NM. In questi giorni si sta svolgendo il Future of Web Apps e tu hai presentato una relazione su come gestire con successo una community. In particolare hai parlato di tre modelli di comunità...
TH. Un modo abbastanza immediato per suddividere le community è il livello di impegno che richiedono ai propri membri. C’è un primo stadio in cui gli utenti devono fare delle cose molto semplici: è questo il caso di Digg o Last.fm. Poi c’è un secondo livello, per esempio Flickr o Twitter, che prevedono delle azioni abbastanza semplici, ma un livello di coinvolgimento consapevole maggiore. Infine, ci sono le comunità che richiedono un notevole dispendio di energia da parte dei propri partecipanti, come Wikipedia.
NM. Nel corso del tuo intervento hai proposto delle riflessioni attorno a dei temi che consideri importanti per il successo di una community. Adesso te ne riproporrò alcuni, partendo da “usate i vostri prodotti”...
TH. Può sembrare strano, ma ci sono moltissime start-up i cui fondatori non usano il prodotto che hanno creato. Accade perché questi prodotti sono pensati per degli utenti che hanno delle caratteristiche diverse da quelle dei loro creatori. Eppure solo con un’esperienza di prima mano si possono individuare eventuali problemi: è accaduto per esempio a uno dei fondatori di Twitter.
NM. Secondo tema: “rispondi ai tuoi utenti personalmente...”
TH. Serve per mantenere un contatto diretto con gli utenti, capire quali sono le loro reazioni. Anche quando si ricevono migliaia di email al giorno, è necessario che chi si occupa della progettazione del prodotto ritagli del tempo per rispondere direttamente ad alcune delle richieste.
NM. Terzo e quarto: “dai il benvenuto ai nuovi utenti e premia i tuoi utenti”
TH. L’abitudine dei fondatori di Flickr di dare il benvenuto personalmente ai nuovi utenti è ormai diventata una case history famosa. Ma loro non si limitavano a questo: presentavano anche gli utenti tra di loro, esattamente come si fa a una festa. Allo stesso modo, quasi tutte le community hanno un sistema di premi anche simbolici per gratificare gli utenti più attivi e di più lunga data. E’ un modo di dire alle persone che sono importanti e che noi ci interessiamo a loro.
NM. Quinto: “rendi la tua piattaforma estensibile”
TH. Rendere estensibile una piattaforma significa semplicemente permettere agli utenti di sperimentare nuovi modi di usare un prodotto. In particolare, alcuni utenti amano creare nuove funzionalità mettendole a disposizione anche degli altri: non c’è motivo di non farglielo fare.
NM. Tu hai contribuito in modo sostanziale al fenomeno dei barcamp. Oggi questo fenomeno sta diventando molto popolare in Italia. Qual è il suo segreto?
TH. Credo che sia una questione di tempi. In fin dei conti il barcamp è semplicemente la traduzione nel mondo reale di quello che sta accadendo online. C’è una grande volontà di partecipare e di condividere e le un-conference permettono proprio di fare questo anche fuori dalla rete.
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