Intervista a Simon Willison
Simon Willison è un brillante programmatore free-lance ed è tra i creatori di Django, uno dei più popolari framework di sviluppo per il web. Oggi è tra gli evangelisti di Open Id, un sistema di single sign on decentralizzato che sta diventando uno standard de facto grazie alla scelta di grandi aziende come Aol, Six Apart e Verisign di sostenerlo. Nicola Mattina ha incontrato Simon Willison a Londra per approfondire il funzionamento di Open Id e capire quali sono i progressi nella sua diffusione. Nel corso della vorticosa intervista (Willison parla a raffica) si è discusso anche dei rischi legati al phishing e di quali sono gli accorgimenti che gli identity provider stanno mettendo in campo per evitare il furto di identità.
Nicola Mattina. Simon, raccontaci cosa fai nella vita.
Simon Willison. Oggi sono un libero professionista e questo mi permette di dedicare molto tempo a spiegare alla gente come funziona Open Id e quali sono i suoi vantaggi.
NM. Come funziona Open Id? Quali sono le parti coinvolte nel sistema e quali sono le informazioni che vengono scambiate?
SW. Open Id è un sistema di single sign on, ovvero un sistema che permette di avere un unico account per accedere a diversi siti. La cosa che lo rende diverso da sistemi analoghi è che si tratta di un sistema decentralizzato e quindi ognuno può scegliere il proprio identity provider. Il funzionamento è molto semplice: ogni utente ha una proprio identificativo univoco che ha la forma di un indirizzo web (nel mio caso è simonwillison.net); per effettuare la login o la registrazione a un sito che supporta Open Id, deve solo indicare il suo identificativo e il sito si metterà in contatto con l’identity provider, che - dopo aver chiesto l’autorizzazione all’utente - fornirà tutte le informazioni necessarie.
NM. Chi sta offrendo il servizio di identity provider oggi?
SW. Oggi ci sono alcuni grandi player che sono diventati identity provider, come Aol (che ha 68 milioni di utenti), Live Journal, Typepad, Vox e molte altre aziende hanno implementato lo standard per permettere agli utenti di fare login con questo sistema.
NM. Quali sono i benefici per un sito? Perché dovrebbe adottare Open Id?
SW. Open Id è un sistema di identità basato sull’utente ed è estremamente semplice da usare: questo semplifica moltissimo la vita delle persone che non devono più ricordare decine di user id e password. Se si è una start up, l’adozione di Open Id rende molto più fluido il processo di registrazione.
NM. Come hai detto, tramite Open Id si può effettuare la registrazione a un sito. Quali sono i dati conservati dall’identity provider e scambiati con un sito?
SW. In un account Open Id possono teoricamente essere conservati molti dati. In fase di registrazione, il sito può chiedere all’identity provider una serie di informazioni come il nome o la data di nascita. A questo punto l’identity provider chiede all’utente se può condividere queste informazioni con il sito: la cosa non avviene sempre automaticamente.
NM. Quanti Open Id può avere una persona?
SW. Io ne ho tanti, ma lo faccio perché sono un entusiasta della tecnologia. In linea generale, però, è prevedibile che un utente abbia più di una identità a cui sono associati dati diversi e che sono usate in contesti diversi: lavoro, vita privata, gioco online e così di seguito.
NM. Oggi c’è un grande problema con il phishing. Cosa fa Open Id per affrontare questo problema?
SW. Open Id ha dei vantaggi e degli svantaggi se si parla di phishing. Infatti il sito in cui vogliamo fare login ha la responsabilità di indirizzarci verso l’identity provider corretto, ma se è in malafede può spedirci verso un’imitazione per rubare i nostri dati. Molti identity provider stanno aggiungendo dei sistemi per combattere questo tipo di attacchi. Allo stesso tempo, però, il fatto di avere un solo gestore della tua identità online ti permette di stringere un rapporto fiduciario molto stretto e la conoscenza dettagliata delle sue caratteristiche dovrebbe rendere molto difficile l’imitazione da parte dei male intenzionati.








A mio avviso OpenID è una grande invenzione. Ma non mi piace come la stanno usando i grandi provider.
Mia suocera - americana - è una utente AOL. Se le dici di collegarsi ad Internet, lei ti dice che lei non si collega ad Internet, si collega ad AOL. E questo già la dice lunga.
Ora mia suocera, suo malgrado, ha un OpenID gentilmente fornito da AOL che lei lo voglia o no. Dal momento che usa una password veramente ridicola, qualcuno potrebbe scoprirla e spacciarsi per lei. Lei non se ne accorgerebbe perché mai e poi mani andrebbe a verificare cose che non capisce. E così un bel giorno potrebbe arrivare la polizia per contestarle tutti i reati che ha commesso, ecc. ecc.
Non mi piace.
Scritto da: Francesco Sullo | giovedì 12 luglio 2007 at 10:08