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E li chiamano screen-agers. Nòva numero 78

NovaprimaSono ragazzi. Vivono connessi, superdotati di cellulari e sempre in rete. Qualche volta sono difficili da capire, ma quasi sempre sono generatori di idee nuove. La generazione digitale sa farsi riconoscere: parla di gerontocrazia e rivendica la rete come arma di cambiamento, affidando a internet la propria voce. Un esercito di creatività visionaria... Non chiamateli scree-agers.

Commenti

E' giusto che le nuove tecnologie siano comprese ed utilizzate principalmente dai giovani.

Ma le nuove tecnologie, specialmente quelle che permettono una semplificazione della comunicazione e favoriscono la raggiungibilità della gente, dovrebbero facilitare il dialogo tra persone diverse, anche per età e cultura, e non aumentare la distanza.

Sarebbe veramente una limitazione aggiuntiva, che moltiplicherebbe gli effetti negativi del digital divide.

Capisco che NOVA abbia il compito di descrivere un quadro, ma potrebbe essere utile per l'intera collettività partecipare al cambiamento, promuovendo comportamenti e stili.

La popolazione "screenager" non può correre il rischio di appartenere ad una generazione a sè, quasi creando una "propria cultura".

Neppure condivido la capacità visionaria, se non proiettata ad una condivisione dei risultati e ad una creazione di valore globale: potrebbe apparire come una competizione generazionale, dove i più giovani sono destinati a superare le persone esperte, e se così fosse, suonerebbe più come un "allarme" che come una semplice constatazione.

NOVA potrebbe estendere la propria valutazione sui giovani e sui modelli di affermazione delle nuove tecnologie presso di loro, ricorrendo ad un'analisi sociologica dei fenomeni brevemente riportati.

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