Non bastava andare a rompere le uova nel paniere alle grandi eciclopedie con Wikipedia. Adesso Jimmy Wales, il creatore dell'enciclodedia del lettore, lancia un'altra iniziativa non-profit: Wikia Magazine, tre periodici online open-source, fatti dai lettori stessi, che seguiranno temi rispettivamente di politica, spettacolo e notizie locali.
C'è spazio per tutti e per tutto: scelta delle notizie, loro editing, angolo e trattamento. Si apre la via ad un esercito di nuovi neo-giornalisti? E, soprattutto, ci saranno in futuri problemi con la non più fiorente industria della stampa periodica (in lingua inglese, almeno)?
In più, come funzionerà questo modello che, a differenza delle enciclopedie "anonime" nelle singole voce per definizione, fa ampio ricorso alla firma dei singoli autori? Sono tanti i quesiti su questa nuova iniziativa, che dovrebbe dimostrare anche - e non è poca cosa - che Wales è in grado di continuare l'ondata di rivoluzione creativa iniziata con Wikipedia e non ancora rinnovata.
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