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PressHere del 5 luglio

Una delle promesse della rete era rendere diretto l'accesso alla vita pubblica. Dieci anni fa c'era chi ipotizzava addirittura la possibilità, per i cittadini, di decidere con un voto da casa leggi e provvedimenti. Non è andata così: la democrazia rappresentativa esiste ancora. La rete è però diventato il più grande spazio pubblico di discussione. Con un rischio: la presenza del cittadino nei processi di e-government è sempre accompagnata da registrazioni dei suoi dati. Lo sottolinea Stefano Rodotà, ex Garante della Privacy, in un articolo su Repubblica dove sostiene l'esigenza di una costituzione per internet. Massimo Mantellini, noto blogger italiano, su Punto Informatico dice che si tratta di un'utopia di cui non c'è bisogno. E' la nuova puntata di PressHere. Buona visione.

Commenti

Una costituzione per Internet più che un'utopia, mi sembra applicare un sistema normativo sbagliato a un modello che non ha ancora formulato un suo sistema normativo (Internet).

Personalmente (come accennavo in un post di qualche giorno fa
http://hagakure.it/?p=39
) trovo affascinante l'ipotesi di una WIKITUTION una costituzione WIKI.

Una sorta di poterne normativo diffuso (certo anche questo può essere utopistico, ma resta comunque un'ipotesi affascinante culturalmente).

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