L’ora di Open-nòva si avvicina. Nella seconda metà di aprile, Nòva24 (ogni giovedì in edicola in il Sole-24 Ore) comincerà a pubblicare, sparsi nelle sue pagine, articoli scritti da 16-25enni. Di articoli ne sono arrivati ancora pochi, ma solo ieri se ne sono aggiunti tre. In compenso, dalle email e dai blog si sono levate un gran numero di domande, alle quali cominciamo a rispondere da oggi, sotto forma di frequently asked questions...
Perché Open-nòva è aperta solo ai giovani che «abbiano compiuto il sedicesimo anno di età e che non abbiano ancora spento ventisei candeline»?
L’idea di Open-nòva è semplicissima: trovare giovani talenti del giornalismo. Ovvero dare un’opportunità di mettersi alle prova, di imparare, di sperimentare. Potevamo scegliere limiti diversi – magari non solo d’età – ma abbiamo pensato che, fra i 16 e i 26 anni, avremmo fatto la cosa giusta. Qualcuno l’ha interpretato come una sorta di sbarramento, ma non è così. Nòva ha dato (e vuole dare) voce al mondo dei blog, come ai tutti gli altri mondi nel macrocosmo dell’innovazione, della ricerca e della creatività. Open-nòva è su un altro piano: non dà voce a dei commentatori, ma a dei cronisti. (Il che, è strettamente legato alla prossima domanda).
Come si fa a «centrare il taglio di Nòva» (come richiesto al punto 3 del regolamento)?
La maggior parte degli articoli arrivati sono dei commenti. Ora, non voglio dire che i commenti siano banditi: ma devono essere straordinariamente originali e brillanti. La via maestra è un’altra. Scrivere articoli per i giornali significa prima di tutto raccontare delle storie. Il mondo intorno a noi è pieno di storie da raccontare.
All’Università ci si può imbattere in un professore con delle idee brillanti e controcorrente. A un concerto si può ascoltare un’artista che ha aperto qualche nuova strada: artistica, o magari tecnologica. In treno si può incontrare un tizio che passa le notti a scrutare il cielo con un telescopio fatto in casa – magari con l’aiuto di qualche software – e scoprire che altre decine di persone fanno lo stesso: parlando con 4 o 5 di loro, raccontando le loro passioni, le loro scoperte, può venire fuori una grande storia. Di questi esempi se ne possono fare all’infinito, proprio perché il mondo è pieno, di storie di esseri umani.
Ovviamente, per centrare il «taglio» di Nòva bisogna partire dai suoi argomenti preferiti: scienza, tecnologia, creatività, ricerca, innovazione. Ma anche: media, salute, alimentazione, ambiente, diritto della tecnologia, elettronica di consumo, arte digitale e via di seguito. Però c’è poco da fare: per farsi un’idea del taglio di un giornale (e ogni giornalista free-lance lo sa benissimo) bisogna leggerlo attentamente.
Qualcuno ci ha inviato anche dei buoni articoli di cronaca su notizie scientifiche delle ultime settimane. Inutile dire che Nòva pubblica già le notizie più rilevanti della settimana e non avrebbe senso pubblicarne di vecchie. Diverso è prendere spunto da una notizia di cronaca, anche recente, per raccontare una storia nuova. Oppure si possono incrociare tre o quattro notizie recenti per fare una riflessione originale (ma qui si entra nei commenti e le cose possono farsi più difficili).
Altre domande?
Nei prossimi giorni, aggiungeremo un nuovo post con altre risposte. Per chi ha altre domande da porre, può scriverle nei commenti a questo post. Grazie!
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Commenti
septienna 16/feb/2007 22:07:09
Matteo 07/giu/2006 11:24:17
Davide Tinghino 19/apr/2006 12:46:17
Anna 07/apr/2006 14:22:42
Willy 31/mar/2006 14:14:29
Silvio 29/mar/2006 13:03:40
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