Nel pensiero totalizzante che accomuna i progetti delle big company, le transazioni finanziarie ricoprono un ruolo di primo piano. Se una folta schiera di visionari ritiene che i futuri competitor delle banche saranno Facebook, Amazon e Google, il motivo è abbastanza semplice: la corsa alla digitalizzazione del denaro e le società sempre più cashless. In quest’ottica si inserisce l’ultima indiscrezione riguardante WhatsApp, colosso della messaggistica istantanea che molto presto offrirà ai suoi utenti un servizio chiamato Payments in grado di consentire scambio di denaro fra gli utenti.

Tutto è cominciato con alcuni leak comparsi in rete relativi a una versione beta dell’applicazione (la 2.17.295), solo per dispositivi Android, che conferma il lavoro degli sviluppatori su Payments. In sostanza gli ingegneri di Menlo Park stanno lavorano all’integrazione di un’interfaccia che consenta spostamenti di denaro da banca a banca. L’obiettivo finale è quello di fare in modo che gli utenti possano scambiarsi pagamenti elettronici attraverso dei semplici sms. Va detto che una funzionalità simile esiste già su altre piattaforme. Facebook la sta sperimentando con Messenger negli Stati Uniti. Mentre la cinese WeChat, piattaforma di messaggistica istantanea molto simile a WhatsApp e leade del mercato cinese, consente lo scambio di denaro attraverso la chat, proprio in Cina, già da qualche mese.

Se dal lato tecnologico, dunque, WhatsApp Payments non farà urlare all’innovazione, sarà l’impatto sulla finanza globale a meritare un’attenta valutazione. Perché i numeri di WhatsApp sono imponenti: un miliardo e trecento milioni di utenti mensili e un miliardo di utenti attivi quotidianamente. Numeri che, abbinati alla possibilità di effettuare pagamenti peer to peer attraverso uno smartphone e in una manciata di secondi, potrebbero dar vita a spostamenti di denaro enormi.

L’ecommerce nel mirino

Una soluzione del genere, inoltre, cambierebbe molte cose in fatto di eCommerce. È molto plausibile, infatti, che non appena WhatsApp Payments sarà attivo, un po’ tutti i siti di eCommerce (dai marketplace giganti fino ai più piccoli) offriranno la possibilità di pagare gli oggetti attraverso un numero telefonico collegato a WhatsApp. L’immediatezza del pagamento, del resto, anche in questi casi è destinata a fare la differenza.

Incognita commissioni

Da queste prime indiscrezioni non è emerso nulla rispetto alla possibilità che WhatsApp possa introdurre dei costi di commissione (un po’ come PayPal, per intenderci). È molto probabile che Facebook Inc (proprietario di WhatsApp) possa valutare eventuali percentuali in base all’utilizzo, con costi di commissione previsti solo nei casi in cui la piattaforma venga utilizzata per pagamenti in ambito eCommerce.