Nesta è pronta a lanciare in Italia un fondo per sostenere le imprese artistiche e culturali, su modello dell’Arts Impact Fund inglese, un fondo pilota di oltre 7 milioni di sterline co-investito dall’Arts Council, Bank of America Merrill Lynch, Calouste Gulbenkian Foundation e Esmee Fairbairn Foundation. Il progetto sarà lanciato nella primavera 2019. L’intento è sostenere le organizzazioni artistiche e culturali ad avere successo attraverso lo sviluppo e la sperimentazione concreta di nuovi modelli imprenditoriali e modalità innovative di coinvolgimento del pubblico.

Per comprendere al meglio le caratteristiche e i bisogni delle organizzazioni italiane Nesta ha lanciato un survey da cui trarre indicazioni utili per disegnare lo strumento finanziario “Fu/inding Culture – Finanza ad Impatto per l’Arte e la Cultura” e calarlo nella realtà italiana. “Non vogliamo sostituirci a bandi e investimenti a fondo perduto, ma vogliamo affiancare a questi strumenti un modello che educhi all’imprenditorialità e guardi all’impatto di lungo periodo” spiega Simona Bielli, head of programmes di Nesta Italia. Le organizzazioni artistiche e culturali avranno tempo sino al 31 ottobre per partecipare al survey.

Da tempo Nesta Italia ha avviato confronti con hub culturali, operatori, investitori, fondazioni, incubatori e in questi mesi ha rilevato che esistono molte iniziative innovative in ambito artistico e culturale promosse da organizzazioni piccole o di medie dimensione che non hanno le risorse adeguate per garantire la sostenibilità dei propri progetti. Il modello di business molto spesso fa affidamento a donazioni e investimenti a fondo perduto che in Italia sono in gran parte offerti da fondazioni bancarie non equamente distribuite sul territorio. Nel centro e sud Italia prevalgono i grant pubblici, ma sono comunque insufficienti o incapaci di supportare progetti di valore in modo continuativo. Questo incide sulla capacità di creare impatto nel lungo periodo.

D’altro canto, l’organizzazione filantropica nata in Gran Bretagna e da un anno in Italia osserva che l’offerta di investimenti a fondo perduto dedicati a progetti culturali si presta a incentivare meccanismi di assistenzialismo anche quando si potrebbero sperimentare modelli di business mirati a garantire la sostenibilità. Inoltre osserva che teatri, musei e gallerie, che hanno maggiore capacità di spesa, tendono a limitare i rischi, producendo cultura e arte secondo logiche molto tradizionali. Tecnologia, nuovi modelli di business, innovazione di contenuti sono solo alcuni degli strumenti possibili, non ancora esplorati da molti.

In Gran Bretagna l’Arts Impact Fund è andato a buon fine e ha offerto in tre anni un finanziamento rimborsabile tra le 150mila e 600mila sterline a 22 organizzazioni artistiche e culturali con progetti ambiziosi in ambito sociale.