Vostro figlio urla alla televisione utilizzando termini a voi sconosciuti e che, per quanto ne sapete, potrebbero anche appartenere a un dialetto della lingua sanscrita? Parte della sua paghetta sembra scomparire nel nulla e siete arrivati al punto da non non escludete l’affiliazione con una baby gang? Tranquilli cari genitori, potrebbe essere semplicemente Fortnite, il gioco che nel giro di un anno ha saputo conquistare oltre 125 milioni di giocatori, trasformandosi in un vero e proprio fenomeno culturale da cui probabilmente voi vi sentite terribilmente esclusi. Ma non temete, grazie a questa sorta di corso accelerato potrete recuperare il tempo perduto, imparando a capire i motivi del suo successo e, cosa ben più importante, a prevenire eventuali pericoli in cui potrebbero incappare i più giovani. Ma partiamo dalle basi.

Il fenomeno “sbagliato”Inizialmente Fortnite era tutt’altro: un gioco in cui quattro persone cooperavano raccogliendo risorse e costruendo forti per resistere alle ondate, sempre più aggressive, di famelici zombie. Nei primi mesi il gioco era venduto a un prezzo budget e venne accolto con una freddezza tale che gli sviluppatori americani decisero di trasformarlo radicalmente. Quel che ne esce fuori è un ibrido tra il Fortnite di prima e il popolare Player’s Unknown Battleground, ovvero il più popolare Battle Royale in circolazione in quel momento. Per chi non lo sapesse, i Battle Royale sono giochi d’azione in cui cento e passa persone vengono catapultate su un’isola senza equipaggiamento per combattere tra di loro; per ridurre al minimo i tempi morti, il campo di gioco si restringe periodicamente, uccidendo chi ne rimarrà fuori e rendendo la battaglia di chi rimarrà in vita sempre più intensa. Fortnite funziona esattamente così, ma in più permette di costruire strutture strategiche che diventano sempre più importanti man mano che lo scontro procede.

Un po’ scacchi, un po’ Call of DutyIl gioco inizia con i concorrenti che si paracadutano insieme sulla mappa, un’isola con diverse strutture da smontare e casse di armi e munizioni sparse un po’ ovunque, da lì in poi si procede con cautela verso la direzione ritenuta più opportuna in base ad eventuali avvistamenti nemici o nella direzione in cui il cerchio inizierà a restringersi. Durante gli scontri a fuoco con gli altri giocatori è necessario naturalmente mirare e sparare prima dell’avversario, ma in molte situazione per avere la meglio si rivelerà essenziale costruire coperture con i materiali fin lì raccolti. Costruire diventa sempre più importante man mano che la partita va avanti, fino a diventare un elemento essenziale per la vittoria quando il campo da gioco sarà ridotto al minimo e i giocatori rimasti si conteranno sulle dita di una mano: da quel momento in poi, costruire più velocemente degli altri è utile sia per aumentare le difese, che per sovrastare le costruzioni altrui e avere finalmente il campo visivo necessario per colpire i nemici ancora in vita. Non si tratta di una procedura lenta e macchinosa, ma un costruire febbrile e tattico.

V-Buck, ovvero dove finiscono le paghetteNella sua versione più popolare e recente, Fortnite è un gioco ad accesso libero, totalmente gratuito, ma per fare in modo che ci sia un po’ di progressione e per mettere le mani su nuovi oggetti e gustose personalizzazioni del personaggio, è necessario acquistare un Pass di battaglia tramite la valuta di gioco, qui chiamata V-Bucks. I V-Bucks si possono conquistare gratuitamente con dedizione e risultati, ma si fa naturalmente molto prima acquistandone un po’ con soldi reali. La strategia del teenager medio, ma questo è un segreto e forse non dovremmo rivelarlo, è investire soldi reali per un Pass di battaglia che con il giusto impegno si ripagherà da solo fornendo abbastanza V-Bucks per l’acquisto di quello del mese successivo. Il marchingegno messo in piedi da Epic è semplice, geniale e intelligentemente inclusivo, esattamente come il suo accattivante stile grafico. Per questi stessi motivi, è facilissimo lasciarsi conquistare da Fortnite, e durissima mollare il pad e tornare a collezionare francobolli, a colorare miniature o a giocare a Minecraft come si faceva un tempo. Tra tanti colori anche qualche ombra: un gioco gratuito e così popolare, dove è possibile comunicare con un grandissimo numero di sconosciuti anche a voce, può essere sì un bel divertimento ma mai il migliore dei baby sitter.

Fuga da Fortnite.

Se vostro figlio non dovesse più rispondere agli stimoli esterni con un conseguente crollo delle prestazioni scolastiche; se ancora peggio anche voi siete caduti nel tranello e state cercando di battere tutti i record della prole, forse è il caso di prendere in considerazione una pausa. Fortnite però viene venduto soprattutto in versione digitale, quindi per sbarazzarsene definitivamente potrebbe non bastare spezzare il disco in due accompagnando il gesto a un urlo di battaglia. Un eseguibile potrebbe nascondersi all’interno di qualsiasi Pc, console, smartphone e tablet, e trovarle tutte, ci spiace dirvelo, non sarà facilissimo. Se mai servisse, buona fortuna.