Una volta nei personal computer andava di moda, e dettava legge, il paradigma Wintel, e cioè l’associazione fra il sistema operativo Windows e i processori di Intel. A combattere l’egemonia del colosso di Santa Clara, nei chip per desktop e notebook, c’era Amd, anch’essa schierata nella produzione di componenti al silicio su tecnologia x86. Da ieri il mondo del computing registra il battesimo di una new entry, per altro attesa da parecchio tempo: Microsoft ha svelato, al fianco di Qualcomm e Amd, i primi pc – prodotti e marchiati da HP e Asus – con a bordo una Cpu basata su piattaforma Arm, nello specifico i system on chip Snapdragon 835, gli stessi che equipaggiano molti smartphone Android top di gamma.

Il precedente: il flop dei Surface con Windows Rt

Non è certo la prima volta che il colosso di Redmond “rompe” il patto d’acciaio con Intel – la prima volta fu nel 2012 e fu un fiasco, con il lancio della prima generazione dei tablet Surface basati su Windows Rt e processori Nvidia – ma l’annuncio dato in occasione dell’evento annuale di Qualcomm (lo Snapdragon Summit), che segna l’avvento della prima infornata di “Always On, Always Connected” pc con connettività gigabit Lte integrata, è di quelli che non possono passare inosservati. Nel mondo dei semiconduttori, insomma, qualcosa si muove nonostante la perdurante situazione di stallo che caratterizza la domanda di personal computer a livello mondiale. E non è certo un caso che le mosse per scalfire il dominio di Intel arrivino all’insegna di prodotti destinati a un’utenza che fa della mobilità il proprio dogma.

Autonomia da record e connettività 4G i plus. Ma le prestazioni?

I punti di forza che accompagnano i due nuovi notebook di Hp e Asus – l’Envy X2 e il NovaGo 2-in-1 (i modelli di Lenovo sono attesi a breve), in tutto e per tutto simili nel look ai prodotti con a bordo Cpu Intel – sono senza dubbio la connettività e la durata delle batterie. Parliamo infatti di “macchine” ultra mobili che cavalcano il concetto dell’essere “always-on”, sempre connessi a rete mobile 4G e network Wi-Fi, per offrire agli utenti un’esperienza d’uso più simile a quella di un tablet e di un iPad che a quella di un portatile Windows tradizionale. Arrivano quindi ad esibire un’autonomia superiore alle 20 ore di utilizzo per compensare il possibile gap prestazionale rispetto ai notebook convenzionali, eventualità che potrebbe manifestarsi in ragione del fatto che le applicazioni Windows a 64 bit non sono ancora supportate (Microsoft non supporta neppure quelle, vedi molti antivirus, per esempio, che usano driver in modalità kernel). L’utilizzo della piattaforma Arm ha infatti costretto gli sviluppatori a integrare un emulatore per poter eseguire senza problemi le classiche applicazioni x86 per Windows 10. Un accorgimento che dovrebbe garantire agli utenti un’esperienza d’uso in linea con i comuni pc e che fa il paio con il vantaggio di avere fra le mani un computer a basso consumo energetico (grazie ai chip Snapdragon) sempre pronto a lavorare, che si attiva all’istante e che elimina quindi la necessità di doverlo spegnere e riavviare ogni volta per preservarne l’autonomia. Il sistema operativo installato di base nei nuovi pc è la versione S di Windows, quella “cloud” utilizzata anche nei Surface Laptop di Microsoft, in questo caso ricompilata per funzionare con i processori Qualcomm; chi lo vorrà, in ogni caso, potrà passare (a pagamento) alla versione Pro di Windows 10 ed utilizzare senza inconvenienti browser alternativi a Edge (come Chrome e Firefox) e, con qualche probabile limitazione, tutti i più comuni programmi software per pc, a cominciare da Photoshop.

I due modelli a confronto

L’Asus NovaGo è un dispositivo 2-in-1, e quindi trasformabile facilmente in un vero e proprio tablet extra large con display Hd da 13,3 pollici. Di serie sono disponibili due porte Usb 3.1, una Hdmi e una MicroSd. Il suo pregio maggiore, leggendo le specifiche tecniche, sono le 22 ore di autonomia della batteria (fino a 30 giorni in modalità standby) ma anche il prezzo di listino (599 dollari per il modello con 4 GByte di memoria Ram di sistema e 799 per la versione con 8 GByte) è sulla carta interessante.
Anche l’Envy X2 di HP è un ibrido, a metà strada quindi fra un computer a tavoletta e un notebook. Lo schermo è da 12,3 pollici con risoluzione di 1.920 x 1.080 pixel, la Ram di serie da 8 GByte e lo spazio di storage (unità Sdd allo stato solido) da 256 GByte. Dalla sua ha sicuramente la dote della portabilità, avendo un peso che non supera i 700 grammi e uno spessore è di 6,9 mm. Sul mercato arriverà nel corso della primavera del prossimo anno a un prezzo ancora non annunciato.

Un notepad all’orizzonte?

Il sasso è stato quindi lanciato. Difficile dire oggi quale accoglienza avranno gli ultraportatili (ibridi e 2 in 1) Windows 10 a tecnologia Arm. Se la promessa di connettività e autonomia sarà mantenuta, c’è chi prevede ottime prospettive di vendita per i nuovi nati. Di sicuro non appare come un primo passo per il ritorno di Microsoft nell’arena degli smartphone, dove la scommessa Windows Mobile (passata attraverso la fallimentare acquisizione di Nokia) è stata perduta per sempre. All’orizzonte c’è l’idea, ma siamo nel campo delle indiscrezioni, di un “notepad” con chip Arm in rampa di lancio per il 2018. Il presente, per il momento, si chiama “Always connected pc”. Vedremo.