Le note dell’”Isola che non c’è” di Edoardo Bennato fanno da colonna sonora. Lo slogan “tuttAppost” introduce al programma. E una coincidenza, quella che ruota attorno al concetto di fame – la fame di sapere che spinse 790 anni fa Federico II a fondare l’università napoletana perché digiuni e affamati del regno avessero di che soddisfare la loro brama e il”siate folli e affamati” di Steve Jobs, il fondatore e l’anima della Apple -, carica di significato l’avventura dell’azienda di Cupertino a Napoli. Dove è stata inaugurata oggi la Apple Academy.

La cerimonia si è svolta in una moderna aula magna, con pareti a vetro che proiettano la struttura su San Giovanni a Teduccio, quartiere di periferia da oggi inserito nel cuore di un programma che vede Napoli “sede di un cambiamento globale”, come ha sottolineato Gaetano Manfredi, rettore della Federico II. “In questa zona c’era un tempo la grande fabbrica della Cirio, oggi nasce una fabbrica del sapere per formare menti capaci di interpretare il cambiamento e il mondo”, ha aggiunto il rettore, ringraziando le istituzioni per aver contribuito alla realizzazione di un sogno in soli quattro mesi. “Era maggio quando si è deciso di far nascere qui l’Academy e con un grande lavoro di squadra, coordinato dai docenti Giorgio Ventre e Edoardo Cosenza, siamo riusciti a renderlo possibile”.

La materia prima di questa fabbrica del sapere saranno i giovani. A loro si è rivolta Lisa Jackson, numero due di Apple. “Il bello di questo grande mercato mondiale è che è aperto a tutti, e questo è meraviglioso. Vi auguriamo i migliori successi. Se avrete buone idee, potrete realizzarle. E lo farete lavorando in spazi aperti e creativi, con i vostri professori. Siete i primi cento studenti, poi ce ne saranno altri. La nostra Accademia è aperta a tutti. Questo è per voi”. E ha citato la App music match sviluppata da un giovane laureato in informatica della Federico II. C’è anche un minorenne tra gli studenti che per nove mesi parteciperanno al corso: compirà diciotto anni tra un mese. Ed è il più giovane studente dell’academy.

Il campus della Apple a Napoli sorge nel cuore di un quartiere popolare, tra palazzine con panni stesi e architetture varie. “Non sarà una cittadella chiusa – ha assicurato il sindaco Luigi De Magistris -: avere i giovani qui significa far muovere concretamente l’economia e puntare sulla nostra forza, sul coraggio, la creatività, la passione, la conoscenza. È stato fatto un lavoro enorme e c’è ancora da fare. Mi auguro che il governo non faccia mancare mai il suo sostegno”. Il presidente della Regione Vincenzo De Luca ha ringraziato la Jackson sottolineando come la Apple a Napoli rappresenti “una grande occasione per risalire la china, senza demagogia e populismo ma con il sapere, l’organizzazione, la capacità di affrontare le sfide e vincerle”. “Abbiamo investito 100 milioni di euro – ha detto – e siamo pronti a darne altri 30 milioni. Abbiamo previsto 7 milioni di euro per finanziare borse di studio e finanzieremo il trasporto gratuito per gli studenti” ha aggiunto evidenziando l’importanza di sostenere la ricerca in settori strategici come l’agroalimentare, l’aerospaziale, l’automotive, la moda e annunciando 800 milioni complessivi di finanziamenti.

“L’obiettivo è creare lavoro e ce la metteremo tutta” ha assicurato. “Qui ho percepito un’espressione fondamentale, un clima che rimanda alle parole di Steve Jobs: tirare fuori da sé il meglio di sé – ha affermato il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini -. La parola che meglio esprime questo clima è libertà, la libertà di pensiero” ha aggiunto ponendo l’accento sulle opportunità nel mercato del lavoro “non solo come modo per rilanciare l’economia ma come possibilità di avere dignità perché il lavoro dà dignità”. E ha poi annunciato l’impegno del governo: “Abbiamo 2,5 miliardi di risorse a disposizione e nuove politiche da attuare”.