L’hanno già ribattezzata la rivoluzione dei televisori. E in effetti trasmette abbastanza ansia a chi un televisore deve acquistarlo adesso, o lo ha acquistato da poco. Nel 2020 si entrerà nella seconda era del digitale terrestre con il passaggio a nuove frequenze televisive. Un cambiamento che impone nuove tecnologie di decodifica. Lo standard di trasmissione fino ad ora utilizzato è il DVB-T, mentre il nuovo formato alle porte sarà una sua estensione, ovvero il DVB-T2. Questa nuova tecnologia, secondo le direttive della Commissione europea, dovrà essere accolto da tutti i Paesi dell’Unione entro la fine del 2020, con una possibile proroga al 2022. Ma è probabile che già a partire dal 2019 il cambiamento sarà percepibile.

Chi dovrà cambiare tv?

E allora, come possiamo capire se il nostro televisore è idoneo e pronto a questo cambiamento? Innanzi tutto è meglio sgombrare il campo dai fantasmi dei televisori che non funzioneranno più. Quando lo switch-off sarà realtà, se la nostra TV non dovesse essere compatibile ai nuovi standard, basterà acquistare un decoder. Un po’ come è accaduto qualche anno fa con il passaggio dall’analogico al digitale. Se abbiamo acquistato un televisore negli ultimi due anni è molto probabile che la tecnologia presente sia quella valida per il nuovo sistema. Se invece il nostro televisore è stato acquistato prima del 2015 è molto probabile che non funzioni più se non con un decoder a parte.

Per chi deve comprare ora un tv i problemi sono meno, visto che il 1° gennaio 2017 è scattato l’obbligo, per i negozianti, di vendere ai consumatori televisori già Dvb T2 o quantomeno abbinati a un decoder compatibile. È comunque bene stare attenti e non lasciarsi trasportare da offerte e prezzi vantaggiosi, in particolare online, perché esiste il rischio che TV con vengano proposti tv con standard DVB-T. Bisogna accertarsi che il televisore supporti già lo standard DVB-T2 e il più recente codec H265/HEVC. Prima di acquistare è meglio leggere online le specifiche.

Cosa cambierà con il DVB-T2

Il passaggio allo standard DVB-T2 libera le frequenze mobili della banda 700, ovvero quelle comprese tra i 694 e i 790 MHz. Un passaggio che assegna queste frequenze alle telecomunicazioni mobili 4G e 5G. I benefici, in questo senso, sembrano importanti: le frequenze sulla banda 700 arrivano meglio all’interno degli immobili e superano gli ostacoli con più facilità rispetto a quelle con lunghezza d’onda più corte, garantendo una migliore copertura per smartphone e tablet. La nuova versione del digitale terrestre, invece, consentirà un aumento della qualità visiva e sonora, e più contenuti in HD.

C’è da aggiungere che nel nostro Paese il passaggio al nuovo standard comprenderà anche l’adozione del codec HEVC (High Efficiency Video Coding), che supporta l’ultra definizione delle immagini (fino a 8192×4320 pixel). Rai e Mediaset, però, hanno confermato che non effettueranno il passaggio dei loro canali principali fino al giorno in verrà affermato in Camera e Senato lo switch-off definitivo.