L’appuntamento è fissato per settimana prossima, per il 15 novembre. È quello il giorno in cui Bitcoin cash, quarta criptovaluta con una capitalizzazione attorno ai 10 miliardi di d0llari, scinderà la sua blockchain in seguito a quella che in gergo tecnico si chiama “hard fork”.

Di fatto quel giorno la blockchain di Bitcoin Cash, criptovaluta a sua volta nata da una scissione di Bitcoin lo scorso agosto, si dividerà in due, Bitcoin Cash ABC e Bitcoin Cash SV, guidata da Craig Wright, l’informatico australiano a lungo sospettato (anche per le sue stesse ammissioni) di essere Satoshi Nakamoto, il misterioso inventore del Bitcoin. Ciascuna delle due blockchain sarà governata da un software con un proprio standard, e il risultato sarà determinato dai miner che adotteranno il niuovo software. A quanto risulta dai primi test fatti da alcuni exchange, tra cui Poloniex, l’adesione al nuovo standard sarebbe molto bassa.

Le quotazioni di Bitcoin Cash sono così tornate nelle ultime settimane ai tempi d’oro di un anno fa, con un balzo che dai 420 dollari di inizio novembre è arrivato una settimana dopo a 630. Poi le previsioni di scarsa adesione alla “fork” hanno raffreddato il clima e il Cash è tornato a 570 dollari in serata. A dicembre dello scorso anno la valuta aveva toccato il suo picco sopra i 4mila dollari. Intanto il bitcoin rimane sostanzialmente stabile attorno a 6.400 dollari.

Mentre le quotazioni si sono placate, sono volate parole grosse, via mail, tra lo stesso Wright e Roger Ver, i due artefici della scissione del Cash arrivati ora ai ferri corti. Ver ha pubblicato una mail del rivale che lo accusa di essere il suo nemico che «odia Bitcoin», rivendicando ancora una volta di essere lui stesso il vero Satoshi. Una dichiarazione che non è mai stata suffragata da prove.