La famiglia di processori Intel Core ha salutato l’arrivo della nona generazione di questi chip, nome in codice Coffee Lake Refresh, con sette modelli basati su un aggiornamento dell’architettura Skylake-X a 14 nanometrie destinati ai computer desktop e alle workstation di fascia alta e altri tre (serie core i9-9900k, i7-9700k e i5-9600k) pensati per gli appassionati di videogiochi. Vien da dire che è una precisa scelta di campo quella operata da Intel, in attesa di togliere a dicembre i veli anche ai nuovi sistemi per server Xeon W-3175x con a bordo 28 cervelli e 56 thread (numero di processi eseguiti virtualmente da un singolo core, solitamente doppio rispetto al numero di cervelli integrati nella Cpu) e in grado di raggiungere i 4,3 GHz in single-core.Stesso numero di core ma più potenza rispetto alla generazione precedenteL’evento Fall Desktop Launch di New York è servito quindi alla casa di Santa Clara per ridefinire l’offerta per l’utenza professionale e business e uniformarla a quella in essere per il mercato consumer. Dal punto di vista strettamente tecnico, in estrema sintesi, non ci sono grandi rivoluzioni, visto che l’architettura di base non cambia, ma come spesso accade sostanziali avanzamenti. Il nuovo top di gamma, la serie i9-9980xe, disponibile a partire da novembre, replica infatti i 18 core fisici e i 36 “thread” del precedente 7980xe ma aggiunge potenza di elaborazione in virtù di una velocità di clock nominale di 3 GHz e la presenza della tecnologia Turbo Boost 2.0 che porta la frequenza di esercizio al limite dei 4,4 GHz.Sicurezza e dissipazione del calore i punti di forzaDetto dell’aumento delle frequenze di clock, Intel ha fatto un passo in avanti sulla capacità di dissipazione del calore e quindi in direzione di poter accrescere le possibilità di overclocking del chip, stressandone l’utilizzo alla massima potenza. Per fare questo ha saldato fra loro il corpo della Cpu e il dissipatore senza più ricorrere alla pasta termica (emulando quanto fatto da Amd con la famiglia Ryzen). Cresce inoltre a quattro il numero dei canali di memoria Ddr4 mentre il chipset di base rimane lo stesso per assicurare la compatibilità con schede madri basate su socket Lga 2066. Il vero punto di forza, anche se poco evidenziato in sede di annuncio, appare però un altro e cioè le protezioni hardware aggiuntive che Intel ha confermato di aver integrato, accanto ad aggiornamenti software e di microcodice, per contrastare eventuali code di attacco dei bug Meltdown e Spectre, che a inizio anno terrorizzarono l’intero universo tecnologico. Il colosso californiano ha quindi dato seguito alle rassicurazioni esternate la scorsa primavera e reingegnerizzato i nuovi processori dotandoli di barriere difensive maggiori, e più precisamente “partizionando” i percorsi logici dell’esecuzione speculativa (si tratta della funzionalità alla base delle prestazioni dei chip moderni e di fatto la falla dove si sono inserite prima di Meltdown e Spectre) per contrastare l’offensiva dei cybercriminali.Record di prestazioni per i chip dedicati al giocoI tre nuovi processori destinati agli appassionati di gaming, già disponibili in preordine e pronti a debuttare sul mercato il 19 ottobre, arrivano invece a un massimo di 8 core fisici e 16 thread con una velocità di clock nominale di 3,6 GHz per la configurazione di punta (il modello i9-9900K, che Intel ha presentato come il miglior processore al mondo per i gamer), velocità che può salire fino a 5 GHz in modalità Turbo Boost. Realizzate ancora con tecnologia di processo a 14 nanometri++, anche queste Cpu hanno il “die” saldato con il dissipatore come i nuovi chip professionali e integrano la stessa scheda grafica Uhd Graphics 630 dei chip Core di precedente generazione. Il vantaggio? Intel è pronta a confermare un frame rate superiore del 10% quando si gioca ai titoli più diffusi.