Tracciabilità delle merci, logistica del container e gestione dei documenti. In questi ambiti blockchain darà ai porti il contributo più efficace nei prossimi anni.

La società che si è buttata a capofitto è A.P. Moller Maersk. A gennaio il colosso danese ha annunciato una joint venture con Ibm per fornire metodi più sicuri ed efficienti nel commercio globale attraverso proprio l’utilizzo della tecnologia blockchain. La società metterà sul mercato una piattaforma digitale, sviluppata su open standard e disegnata per un l’intero ecosistema dello shipping, per rispondere al bisogno di maggior trasparenza e semplicità nella movimentazione delle merci. La piattaforma utilizzerà quindi la blockchain, così come altre tecnologie cloud su open standard – incluse intelligenza artificiale, internet of things e analytics fornite da Ibm Services – per aiutare le organizzazioni a muovere e tracciare digitalmente le merci.

Sul versante dei documenti l’esperienza di Anversa mostra quello che potrà essere il futuro dei traffici marittimi, se venisse ridotta la burocrazia relativa ai documenti. L’autorità portuale ha appena annunciato una soluzione, sviluppata dalla società T-Mining, che rende più sicuro ed efficiente il flusso dei documenti. In particolare i certificati di origine e i certificati fitosanitari saranno trasferiti via blockchain e il flusso dei documenti sarà automatizzato grazie ai cosiddetti small contract. Il pilot si è svolto sull’import di frutta e verdura dalla Nuova Zelanda, in collaborazione con Belfruco ed Enzafruit. Normalmente i certificati vengono mandati via corriere con dispendio di tempo e soldi. Con blockchain i certificati fitosanitari digitali sono stati mandati direttamente dalla Nuova Zelanda alle autorità competenti di Anversa.

Proprio da una visita al porto belga è appena tornata Antonella Querci, dirigente della Direzione sviluppo e innovazione dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale: «Stiamo collaborando con loro, con Amburgo e altri porti per capire quali sono le innovazioni più avanzate e portiamo avanti progetti congiunti all’interno di Horizon 2020». In particolare su blockchain Livorno partirà l’anno prossimo nell’ambito del Vgm, ovvero la documentazione relativa alla pesa del container. Blockchain consentirà di ridurre i costi pesando i container anche fuori dal porto, dimezzerà la procedura (ora doppia) e ridurrà il rischio di contenzioso grazie alla certificazione. «Altri settori su cui lavoreremo sono relativi alle industrie del territorio – spiega Querci – Pensiamo all’industria farmaceutica, con la necessità di garantire la catena del freddo. E pensiamo al vino e all’olio toscani esportati ovunque, soprattutto negli Stati Uniti. Blockchain potrebbe dare un valore ulteriore a queste produzioni di qualità, scongiurando per esempio truffe e contestazioni»

Infine, sul versante della documentazione, è stata annunciata la prima assicurazione via blockchain per il settore marittimo e il cliente del progetto pilota sarà sempre A.P. Moller Maersk. Il progetto mette insieme la consulenza di Ey, il software di Guardtime e compagnie assicurative come Willis Towers Watson, Ms Amlin e Xl Catlin. La piattaforma Insurwave supporterà più di mezzo milione di transazioni contabili automatizzate e aiuterà a gestire i rischi per oltre mille navi il primo anno.

Tracciabilità delle merci, logistica del container e gestione dei documenti. In questi ambiti blockchain darà ai porti il contributo più efficace nei prossimi anni. La società che si è buttata a capofitto è A.P. Moller Maersk. Il colosso danese ha annunciato una joint venture con Ibm per fornire metodi più sicuri ed efficienti nel commercio attraverso la tecnologia blockchain. La società metterà sul mercato una piattaforma digitale, sviluppata su open standard e disegnata per un l’intero ecosistema dello shipping, per rispondere al bisogno di maggior trasparenza e semplicità nella movimentazione delle merci.

La piattaforma utilizzerà quindi la blockchain, così come altre tecnologie cloud su open standard – incluse intelligenza artificiale, internet of things e analytics fornite da Ibm Services – per aiutare le organizzazioni a muovere e tracciare digitalmente le merci.

Sul versante dei documenti l’esperienza di Anversa mostra quello che potrà essere il futuro dei traffici marittimi, se venisse ridotta la burocrazia relativa ai documenti. L’autorità portuale ha appena annunciato una soluzione, sviluppata dalla società T-Mining, che rende più sicuro ed efficiente il flusso dei documenti. In particolare i certificati di origine e i certificati fitosanitari saranno trasferiti via blockchain e il flusso dei documenti sarà automatizzato grazie ai cosiddetti small contract. Il pilot si è svolto sull’import di frutta e verdura dalla Nuova Zelanda, in collaborazione con Belfruco ed Enzafruit. Normalmente i certificati vengono mandati via corriere con dispendio di tempo e soldi. Con blockchain i certificati fitosanitari digitali sono stati mandati direttamente dalla Nuova Zelanda alle autorità competenti di Anversa.

Proprio da una visita al porto belga è appena tornata Antonella Querci, dirigente della Direzione sviluppo e innovazione dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale: «Stiamo collaborando con loro, con Amburgo e altri porti per capire quali sono le innovazioni più avanzate e portiamo avanti progetti congiunti all’interno di Horizon 2020». In particolare su blockchain Livorno partirà l’anno prossimo nell’ambito del Vgm, ovvero la documentazione relativa alla pesa del container. Blockchain consentirà di ridurre i costi pesando i container anche fuori dal porto, dimezzerà la procedura (ora doppia) e ridurrà il rischio di contenzioso grazie alla certificazione. «Altri settori su cui lavoreremo sono relativi alle industrie del territorio – spiega Querci – Pensiamo all’industria farmaceutica, con la necessità di garantire la catena del freddo. E pensiamo al vino e all’olio toscani esportati ovunque, soprattutto negli Stati Uniti. Blockchain potrebbe dare un valore ulteriore a queste produzioni di qualità, scongiurando per esempio truffe e contestazioni»

Infine, sul versante della documentazione, è stata annunciata la prima assicurazione via blockchain per il settore marittimo e il cliente del progetto pilota sarà sempre A.P. Moller Maersk. Il progetto mette insieme la consulenza di Ey, il software di Guardtime e compagnie assicurative come Willis Towers Watson, Ms Amlin e Xl Catlin. La piattaforma Insurwave supporterà più di mezzo milione di transazioni contabili automatizzate e aiuterà a gestire i rischi per oltre mille navi il primo anno.