Rovio Entertainment, l’azienda finlandese che produce il videogioco Angry Birds, sta studiando lo sbarco in Borsa entro il mese prossimo. L’Ipo porterebbe la valutazione della società a 2 miliardi di dollari, con una raccolta di 400 milioni in fase di collocamento. Lo riporta l’agenzia statunitense Bloomberg, citando una fonte a conoscenza dell’operazione.
Il debutto sul mercato di Rovio arriverebbe al termine di un anno già segnato dagli esordi sui mercati di grandi gruppi hi tech, a partire dal debutto esplosivo (e il successivo crollo) di Snap, l’azienda che realizza il servizio di messaggistica istantanea Snapchat. Non sono stati forniti dettagli sul listino di destinazione, anche se Bloomberg parla di un «mercato locale».

Anche Deutsche Bank tra i consulenti



Tra le banche arruolate come consulenti ci sarebbero anche istituti come la Deutsche Bank, Carnegie Bank e Danske Bank. Al momento non sono arrivate conferme o smentite né da Rovio né da potenziali adviser. L’azienda, fondata nel 2003 da tre studenti e di casa a Espoo, ha chiuso il 2016 con un fatturato di 190,3 milioni di euro (+34%) e un Ebitda positivo per 17,5 milioni di euro, in miglioramento rispetto al rosso dell’esercizio precedente. Ora sta cercando di aumentare i margini di redditività e mantenere il ritmo di crescita dopo l’exploit del suo prodotto più celebre, appunto Angry Birds: lanciato nel 2009, il videogame consiste nel lanciare via fionda gli “uccelli arrabbiati” sui propri nemici, totalizzando punti per ogni bersaglio eliminato. Da allora Rovio non è riuscita a raggiungere lo stesso successo con i suoi prodotti e soffre la concorrenza della connazionale Supercell, acquisita per 8,6 miliardi dal colosso cinese Tencent.

In marzo l’azienda ha ceduto parte dei suoi asset a Kaiken Entertainemnt, una startup fondata da ex soci della stessa Rovio che si è aggiudicata il business della Tv di animazione, le pubblicazioni di libri e alcune proprietà.