HELSINKI – A pochi chilometri da Helsinki, a Espoo, c’è il quartiere generale di Hmd Global. In linea d’aria sono una manciata di minuti d’auto dalla sede di Nokia. Se non ci fossero le case a coprire la visuale gli uomini nuovi e i vecchi della telefonia finlandese potrebbero guardarsi dalle finestre dei loro uffici. Il ritorno del marchio più famoso della telefonia europea riparte proprio da qui con il lancio di tre nuovi smartphone con prezzi che vanno da 199 a 459 euro e puntano con decisione alla fascia media mettendo nel mirino Oppo e Xiaomi, i nuovi colossi cinesi che intendono presidiare questo mercato.

L’operazione si preannuncia ambiziosa. Il reboot di Nokia annunciato due anni fa era una mission impossibile che solo la testardaggine finnica poteva concepire (l’hobby dei finlandesi è spaccare la legna nei week end). Oggi, archiviata l’operazione nostalgia, la società fondata da due ex dipendenti Nokia sembra volere guardare con realismo ai mercati emergenti (Medio Oriente, india e Africa). “La nostra comunità è globale – dichiara orgoglioso Pekka Rantala, ex ceo di Rovio, l’inventore di Angry Bird e oggi vice presidente di Hdm -. Ancora oggi il marchio Nokia ha fan in tutto il mondo, in India, in Texas persino in Namibia. Quando al Mobile World Congress dell’anno scorso abbiamo lanciato il nostro primo prodotto, il nome Nokia è stato twittato più dei vincitori degli Oscar che si tenevano proprio in quesi giorni”.

Attualmente il grosso del fatturato (intorno al miliardo di euro) continua ad arrivare però dai feature phone, quei telefonini low cost e senza applicazioni “smart” che rappresentano la quasi totalità dei 70 milioni di device venduti nel 2017. Secondo Idc nel terzo trimestre di quest’anno sono saldamente i numeri uno al mondo nei feature phone. Parliamo di un mercato che rappresenta il 10% di tutta la telefonia e che, a sentire gli analisti, non accenna a calare di un punto percentuale (e non solo nei Paesi emergenti ma anche in Europa). Tuttavia, Apple insegna, i profitti veri oggi si fanno con gli smartphone di prima linea e con prezzi da maison del lusso. E questo Hmd Global lo sa bene. Per giocare in Serie A la nuova Nokia vuole aggredire quella fascia media di smartphone con prezzi che non superano i 500 euro.

Parliamo di dispositivi che non fanno cose molto diverse da quelli da oltre mille euro e proprio per questo sono sempre più ambiti dal pubblico. Ci puntano con decisione i nuovi “oggetti non identificati” provenienti dal continenti Rosso che portano il nome di Oppo e Xiaomi. Inserirsi in questo nuovo mondo che non vede più saldamente al comando Samsung e Apple non sarà facile. Una spazio si apre però per le utenze business (per i telefoni aziendali) e infatti Nokia ci punta con forza: “Siamo scandinavi, ci piacciono le cose semplici, cose che funzionano – commenta il manager di Hmd che indica anche naturalmente nei Paesi emergenti il vero terreno di confronto.

Come sono i modelli. Il più interessante è naturalmente il Nokia 8.1. Sarà il primo smartphone ad avere lancio Android 9 Pie. Le caratteristiche hardware descrivono un buon telefono di fascia media: schermo da 6.16 pollici on risoluzione full HD+, ottiche Zeiss, tecnologia Pure Display compatibile con lo standard Hdr10, Snapdragon 710 e l’intelligenza artificiale di Google. Sarà disponibile da febbraio in tre colori Blue/Silver, Steel/Copper, Iron/Steel. Quanto agli altri due modelli ci muoviamo sul fronte giovanissimi. Il Nokia 5.1 plus nasce per i gamer, promette grandi performance e monta il chipset Mediatek Helio P60. Le caratteristiche tecniche descrivono uno smartphone con feature studiate per selfie e una camera da 13MP/5MP e un display contenuto da 5,8 pollici, Come il prezzo: 259 euro. Low cost è Il Nokia 3.1 plus versione 3GB/32GB che uscirà al prezzo di 199 euro. Ma il vero punto di forza sembra tuttavia essere Android One che garantisce una esperienza Android sicura e aggiornamenti che spesso su altri modelli arrivano in ritardo.

Chi è Hmd Global? Nasce nel maggio del 2016 si riprende da Microsoft quel che resta della divisione Devices and Services telefonia e firma un accordo per potere usare il marchio sui suoi nuovi smartphone per i prossimi dieci anni. Ci mette mezzo miliardo di euro e l’ambizione di produrre cellulare per i prossimi tre anni. Nessuno vuole parlare di quello che accadde nel 2007 quando la nascita di iPhone, l’avvento degli schermi touch e una lunghissima serie di scelte sbagliati li condannò all’oblio. Puntare su Microsoft si rivelò fatale, il gigante di Redmond prima li acquistò per 9,4 miliardi per rivenderli due anni dopo per poco più di sette miliardi. Nokia dopo essersi liberata dei telefoni sceglie di occuparsi di sistemi di rete e tlc, acquisice Alcatel-Lucent per dare vita con la svedese Ericsson a un derby tutto europeo. Hmd Global invece ci crede. Gli smartphone come del resto fanno tutti sono prodotti in Cina da una sussidiaria taiwanese della Foxconn. “Da Nokia non abbiamo preso solo il nome ma anche competenze e tecnologie. I nostri telefoni sono finlandesi – dichiara con orgoglio Pekka Rantale e anche con una punta di furbizia dell’uomo marketing – sono europei – insiste – e raccontano una storia europea”. Nel board oltre all’inventore di Angry Bird che, per chi non li conoscesse, sono quegli uccellini che lanciati con la testa spaccano tutto (sempre in tema di testardaggine), c’è Arto Nummella che aveva seguito Nokia fino al disastro con Microsoft e Florian Seiche, altro ex e ora presidente.

Giudizio. Per usare una metafora disneyana Hmd Global è come Topolino ma nell’era della Pixar: scalda il cuore, fa vendere qualche maglietta ma appare spaesato nel nuovo mondo dell’animazione. All’orizzonte c’è la realtà dell’intelligenza artificiale forma smartphone, una partita che possono giocare Samsung, Google e Apple. E i display flessibili. Aprire uno smartphone per renderlo più simile a un tablet potrebbe segnare una nuova era dello smarphone. Ci vorranno almeno un paio di anni per avere prodotti stabili. Questa volta Nokia non potrà farsi soffiare il mercato da sotto i piedi, come è accaduto nel 2007 con l’avvento di iPhone.