La notizia era nell’aria, ma ora è ufficiale. Il colosso americano dei processori Qualcomm ha respinto al mittente l’offerta da 103 miliardi di dollari della rivale Broadcom, considerata troppo bassa e, comunque, passibile di problemi dal punto di vista della regolamentazione. Come si legge in una nota, «il consiglio di amministrazione, che si è espresso all’unanimità, ritiene che la proposta di Broadcom sottovaluti Qualcomm in modo significativo, considerando la posizione di leadership della società nelle tecnologie mobile e le prospettive di crescita futura».

Per questo, si legge, «il Board ha all’unanimità respinto l’offerta non sollecitata annunciata da Broadcom il 6 novembre». La società ha ricordato il contributo dato nel settore dei semiconduttori e gli sforzi fatti nel settore mobile, dell’internet delle cose, nel computing e nel networking. «Abbiamo fiducia nella nostra capacità di creare ulteriore valore per gli azionisti», ha detto l’amministratore delegato di Qualcomm Steve Mollenkopf.

Sulla stessa linea anche Tom Horton, presiding director della società: «Dopo una revisione organica, il Board ha concluso che l’offerta di Broadcom sottovaluta in modo drastico Qualcomm e porta con sè vari elementi di incertezza dal punto di vista della regolamentazione», ha detto.