È stata la prima Federazione al mondo a lanciare un “hackathon” sull’intelligenza artificiale applicata all’analisi delle partite di calcio: ora la Figc ha vinto il premio “Innovation & Creativity” nell’ambito del “Uefa Grow Award”, che seleziona le migliori iniziative federali da tutta Europa: sono state 106 la candidature sottoposte da 44 diverse associazioni nazionali.

Lanciato nel 2015, «Uefa Grow – come spiega Zoran Lakovic, direttore dell’Uefa – è il nostro programma centrale di sostegno al business development per alimentare il calcio in tutta Europa e ottimizzare il potenziale delle Federazioni sul campo e fuori dal campo».

La Figc ha vinto nella categoria innovazione per l’iniziativa di “open innovation” realizzata lo scorso anno a Trento con la partecipazione di centinaia di “hacker” da tutta Italia, grazie al supporto delle istituzioni e degli enti di ricerca trentini, ingaggiando anche grandi player mondiali della tecnologia, quali Google, Microsoft, Sap, Ibm, Accenture, e con il convinto patrocinio del presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani. L’hackathon di Trento, primo caso organizzato da una Federazione calcistica nazionale, è stata dedicata alla “match analysis” con tecnologie di machine learning, intelligenza artificiale e video analytics, oltre che ai processi di “social engagement” tramite canali digitali e big data, utilizzati per il coinvolgimento delle community di tifosi e supporter. Uefa, Fifa, Figc e una dozzina di Federazioni calcistiche nazionali europee si sono riunite a Trento in occasione dell’hackathon e hanno discusso di innovazione e calcio, creando un patrimonio di idee e un network tecnologico da non disperdere.

La partita dell’innovazione nel mondo del calcio italiano, dopo il recente rinnovo dei vertici federali, rimane tuttavia ancora aperta. Il neo presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha avviato la costituzione di sei tavoli di lavoro dedicati a temi strategici per il futuro del calcio nazionale, nella prospettiva di una riforma complessiva del settore. I temi dei tavoli sono: governance (controlli e statuto), giustizia sportiva, riforma dei campionati, impiantistica, marketing (sviluppo economico e commerciale) e Club Italia.

Ma non va dimenticato il fronte dell’innovazione. Il Premio Uefa è stato dato a Figc e all’hackathon di Trento, come recita la motivazione ufficiale, per aver rappresentato un esempio di una associazione nazionale che «pensa in maniera non convenzionale e che guida l’innovazione a beneficio del calcio». Il prestigioso riconoscimento ottenuto è un incentivo a proseguire sulla strada dell’innovazione, come peraltro riconosce lo stesso comunicato stampa federale laddove sottolinea la «grande soddisfazione di tutti gli stakeholder» per il premio ottenuto, e apre «alla possibilità di organizzare in futuro iniziative simili».

Il calcio rappresenta lo sport più praticato in Italia e la Figc rappresenta la federazione sportiva con il più alto numero di tesserati (1,4 milioni, secondo il bilancio integrato 2017). Nella prefazione del programma per il suo mandato presidenziale, Gravina scrive: «È tempo di scegliere, di innovare, di rinnovarsi. Ma se non si ha il coraggio di giocarsi la partita fino in fondo, non si potrà mai vincerla». Il programma del nuovo corso federale è focalizzato su sfide come competitività sistemica, condivisione, sostenibilità, innovazione e ridefinizione di un ruolo centrale della Figc. È sempre più fondamentale, come avvenuto in occasione dell’hackathon di Trento, intrecciare il mondo del calcio con quello della scienza e della tecnologia, oltre che con i temi della passione sportiva e della partecipazione degli appassionati.

Le nuove piattaforme di artificial intelligence e video analytics saranno sempre più essenziali per supportare la gestione tecnico-atletica e sportiva delle squadre che vogliono competere a livello internazionale. I media digitali non sono solo un diverso canale di visione delle partite, ma una vera e propria rivoluzione del rapporto tra istituzioni sportive, club e appassionati. Scrive Jorge Valdano in “Il calcio come scuola di vita”: chi è curioso non ha paura del futuro perché si apre in modo naturale al cambiamento, alle idee e all’innovazione. Per la Figc, mantenere un dialogo costante con il mondo dell’innovazione tecnologica è quindi indispensabile per governare il cambiamento in corso e assicurare l’aggancio alle opportunità fornite dai social network, dai big data e dall’intelligenza artificiale.

Francesco Anesi è responsabile operativo dell’hackathon, Carlo Alberto Carnevale Maffè coordinatore scientifico