Quando, poco più di un mese fa, la Cina ha bloccato le piattaforme per lo scambio di criptovalute e le nuove emissioni di valute tutti temevano che avesse ragione Jamie Dimon, il ceo di JP Morgan che pochi giorni prima aveva ammonito contro il rischio di una bolla speculativa attorno al bitcoin. Allora la criptovaluta più famosa del mondo aveva appena toccato il picco a quota 5.000 dollari, per poi precipitare in pochi giorni poco sopra 3.000.

Da allora il bitcoin ha ripreso a macinare terreno e con una progressione costante si è riaffacciato stamane sopra quota 5.000 arrivando attualmente a ridosso di 5.200, in terreno del tutto sconosciuto per la criptovaluta. Le quotazioni sono risultate anche più forti delle mosse della Russia che negli ultimi giorni ha ventilato l’ipotesi di bloccare gli scambi sul bitcoin, un po’ siul modello della Cina.

Neanche le tensioni in vista di una nuova, imminente, fork, una scissione che potrebbe far nascere a breve un nuovo bitcoin, forse anche due, sono riuscite a frenare gli entusiasmi dei trader, che continuano a scommettere forte sulla criptovaluta. Anche perché, come ha dimostrato la scissione dello scorso agosto con la nascita di bitcoin cash, nel caso di una nuova fork i possessori di bitcoin si ritroverebbero in portafoglio anche una conseguente quantità del nuovo bitcoin. E se, come allora, i corsi continueranno al rialzo i risparmiatori si ritroverano un portafoglio ulteriormente rivalutato.