Se ne parla dall’inizio di quest’anno, manca ancora qualche mese per vederlo in commercio – il debutto sul mercato è previsto a fine 2018 – ma il prodotto c’è e si presenta con un’etichetta sicuramente ambiziosa: essere il primo telefono al mondo basato su blockchain. Htc Exodus, più che un terminale, va considerata una soluzione focalizzata sulle applicazioni decentralizzate e sulla sicurezza dei dati personali e dell’identità digitale dell’utente, che punta ad ampliare l’ecosistema basato sulla tecnologia della catena a blocchi. Una soluzione, tra l’altro, ancora in fase di sviluppo, se è vero che ulteriori dettagli sulle specifiche, come recita una nota diffusa dalla società taiwanese, verranno rilasciati nell’arco nei prossimi mesi.,
La scommessa del produttore asiatico, finito ai margini del mercato smartphone (oggi l’azienda vanta un organico di circa 5mila dipendenti su scala globale, rispetto ai 19mila del 2013), è grande e contempla elementi esterni al prodotto in rampa di lancia, a cominciare dalla collaborazione stretta con con Cryptokitties per distribuire in esclusiva il popolare gioco Nft (Non fungible token) sui suoi dispositivi mobili, a partire dalla serie U12+.
In casa Htc, insomma, hanno disegnato a tavolino una strategia per realizzare un marketplace dedicato a token “non fungibili” e un app store per acquistare e scaricare i crypto gaming (va in questa direzione anche l’accordo con Animoca, distributore di Cryptokitties), con l’obiettivo non nascosto di diventare il principale mercato di scambio per i beni basati su blockchain.
Tornando a Exodus, alle sue caratteristiche tecniche, si sa in realtà ancora poco. Phil Chen, Chief Crypto Officer di Htc, l’ha definito “un telefono personale da dove hanno origine tutti i dati legati all’utente che lo utilizza e che permette di decentrare Internet e rimodellarlo a favore dell’utente contemporaneo”. Altro indizio, questo, che lascia intuire come l’idea della casa taiwanese sia quella di puntare sulla componente servizi e applicazioni che ruotano attorno al prodotto, e non tanto sul prodotto in quanto tale. Exodus, in ogni caso, ha il “fascino” di essere uno smartphone costruito partendo dalle logiche di una tecnologia, la blockchain, che molti esperti indicano come il vero elemento di “disruption” dei prossimi anni, e non solo in campo finanziario.