Htc ci riprova. Il marchio taiwanese di smartphone torna in vendita nei negozi fisici in Italia dopo la parternship siglata con Tech Data, la multinazionale della distribuzione di tecnologie che ha in portafoglio i principali brand della telefonia mobile. La scomparsa di Htc dalle vetrine italiana era scattata con il tonfo delle sue vendite internazionali, penalizzate – anche – dalla crescita improvvisa di concorrenti cinesi come Huawei, Oppo e Vivo. Un trend opposto a quello seguito dall’azienda di casa a New Taipei, in declino dopo gli anni d’oro raggiunti con modelli come Evo4G, il primo smartphone abilitato al 4G negli Stati Uniti.

L’incapacità di tenere il passo con la concorrenza esterna al duo di testa Apple-Samsung ha finito per erodere la quota di mercato di un brand che era stato anche pionieristico nel settore, facendo scendere il fatturato dall’equivalente di 14,5 miliardi di dollari ricavi nel 2011 ai poco meno di 2,5 miliardi di dollari messi a bilancio nel 2016. Oggi la sua nuova disponibilità sul mercato italiano segue di pochi mesi il lancio di nuovi modelli come Htc U Ultra (un top di gamma da 729 euro, già disponibile online), Htc U Play (di fascia media, il prezzo consigliato è di circa 450 euro) e il più recente Htc One X10, sempre di di fascia media e venduto solo su alcuni mercati con un prezzo equivalente a 329 euro.

Pappolla (Tech Data): puntiamo sulla rinascita di Htc
Da qui a far riprendere le vendite nella Penisola, comunque, il passo non sarà immediato. I due modelli che saranno distribuiti da Tech Data, U-Ultra e U-Play, si inseriscono in segmenti già presidiati dalla concorrenza.
Sul fronte dei top di gamma, un prodotto come U Ultra vanta display principale e fotocamera notevoli (rispettivamente 5,7 pollici e 16 megapixel), ma deve scontrarsi con le novità appena lanciate da colossi come Samsung o Huawei. Senza dimenticare che in autunno, secondo i rumours, potrebbe alzarsi il sipario sull’iPhone 8 e gli ultimi aggiornamenti apportati dalla casa di Cupertino.

Nella fascia media, il problema è farsi notare in un’offerta che ha già messo sul piatto device performanti e a prezzo anche più basso dei 450 euro consigliati per le ultime due creature di Htc.

Enrico Pappolla, Senior director Tech Data Mobile Italy & Switzerland, interpreta l’intesa con Htc in chiave di «rinascita» di uno dei marchi che hanno inaugurato il concetto di smartphone. «Htc è un vendor su cui puntiamo in termini di rinascita. Non credo ci siano particolari dubbi sulla qualità – dice – magari hanno commesso altri errori, ma non sul prodotto in sé».

Tech Data distribuisce già i dispositivi dei grandi player del settore, a partire da Apple. Pappolla non si sbilancia in aspettative sul ritorno di Htc negli scaffali. L’unica stima concessa è, più che altro, una speranza: rifare guadagnare al brand un’incidenza sul mercato, oggi schiacciata al di sotto della soglia di rilevanza. «È un po’ più difficile fare previsioni perché l’azienda non è ancora strutturata sul mercato – dice – Però è evidente che rispetto ai dati che si sono visti ci attendiamo una crescita in termini di market share».

In realtà i device dell’azienda taiwanese sono già in vendita sul Web. Tech Data cercherà di riportare l’attenzione sulla vendita in negozio secondo un principio più psicologico che di mercato: l’acquisto dello smartphone come «atto emotivo», dove linee di design e primo impatto nell’uso superano l’attenzione alle specifiche tecniche.

«Oggi lo smartphone è comunque un prodotto emotivo – dice Pappolla – Uno magari cerca i dettagli tecnici, ma poi è la forma e il touch&feel (tocca e senti, ndr) a fare la differenza. Potrà funzionare anche con Htc».