I trader di Wall Street stanno facendo uso di app criptate, come quelle di Telegram o Whatsapp, per attività illecite che vanno dal riciclaggio di denaro all’insider trading. L’allarme arriva da fonti dell’Fbi ed è stato rilanciato questa mattina dal Financial Times, che evidenzia una «preoccupazione crescente» sugli usi criminosi delle chat a prova di intercettazione esterna. A scatenare la polemica è un caso di insider trading risalente solo alla scorsa settimana, quando un ex dipendente di Bank of America ha ammesso la sua colpevolezza in uno schema di abuso di informazioni privilegiate da 5 milioni di dollari. Secondo l’accusa della Sec, la Consob americana, il dipendente aveva fatto uso di app di messaggistica criptate per informare tre amici su possibili acquisizioni in corso.

L’agente: «Le nuove tecnologie potrebbero essere utilizzate per frodi»

John Casale, un agente specializzato in crimini finanziari, ha dichiarato al Financial Times che l’uso della criptatura rappresenta un «problema crescente» per Wall Street e gli istituti finanziari in generale. «Le nuove tecnologie possono essere applicate per frodi, riciclaggio di denaro e insider trading» ha detto Casale, parlando di un fenomeno che va oltre le sole chat. Gli agenti Fbi spiegano che i criminali stanno spostando le proprie comunicazioni dai terminali di Bloomberg ai social media estranei al business in senso stretto, come Facebook e la sua controllata Instagram (il social delle immagini acquisito dal colosso di Zuckerberg per 1 miliardo di dollari nel 2012). Tra gli ultimi casi c’è quello di un dipendente di Jefferies, una banca di investimento newyorchese, multato con 37.198 sterline dalla britannica Financial Conduct Authority per aver diffuso informazioni sensibili via Whatsapp. E anche nel 2016 i mesaggi criptati sono stati utilizzati per promuovere la vendita di azioni.


Come funzionano le chat criptate

Nelle chat criptate i messaggi vengono, semplicemente, letti solo da mittente e ricevente. In gergo si chiama crittografia end-to-end ed è adottata da applicazioni come Whatsapp, Telegram (giudicata tra le più sicure) o Signal. La tecnologia garantisce una maggiore privacy agli utenti, ma è finita più volte al centro di polemiche perché impedisce o limita alle autorità il controllo delle informazioni diffuse al suo interno. In particolare Telegram ha subìto diverse contestazioni perché è utilizzata nei circuiti del terrorismo jihadista, proprio in ragione delle sue caratteristiche tecniche.

In realtà il sistema ha dimostrato anche le sue vulnerabilità, come nel caso della stessa Whatsapp. A inizio anno è stata stata scovata una falla nella crittografia, suscitando perplessità sul grado effettivo di “impenetrabilità” delle chat criptate.