Prosegue la «corsa all’oro» delle grandi piattaforme online verso il mercato dei contenuti. L’ultima mossa è di Facebook che questa notte ha annunciato il lancio di Watch, un nuovo servizio video che offrirà presto, in via sperimentale a una porzione di pubblico americano, brevi contenuti originali prodotti da società partner come A&E, Major League Baseball e National Geographic. Una strada nuova che dovrebbe far crescere sensibilmente i ricavi pubblicitari per la società che quest’anno già si porterà a casa il 20% degli investimenti complessivi in advertising digitale che avranno luogo in America, pari secondo EMarketer a 83 miliardi di dollari. «Torta» che per il 41% appartiene a Google.

In casa Facebook si punta ad ampliare l’esperienza degli utenti che, oltre a guardare i video, avranno adesso la possibilità di commentarli e condividerli nei gruppi cui sono iscritti. L’annuncio è arrivato dal fondatore Mark Zuckerberg, nelle ultime settimane impegnato da un lato a percorrere gli States in un tour politico (ma non elettorale), dall’altro a schivare le provocazioni degli intellettuali sostenitori del «salario minimo» di cittadinanza che dovrebbe essere corrisposto ai cittadini/utenti del web proprio dai giganti come Facebook, in cambio dei loro preziosissimi dati, puntualmente girati alle agenzie di pubblicità. «Crediamo – ha scritto Zuckerberg sul suo profilo ufficiale – che sia possibile ripensare molte esperienze attraverso la lente della community in costruzione, inclusa la visione di video. Guardare uno spettacolo non deve essere un’azione passiva. Può esserci la possibilità di condividere un’esperienza e mettere insieme persone cui interessano le stesse cose. Ecco perché oggi stiamo lanciando Watch, un luogo dove puoi scoprire gli spettacoli che i tuoi amici guardano e seguire gli show e i creator preferiti in modo da non perderti un episodio. Potrai chattare e connetterti con persone durante un episodio e unirti a gruppi a cui piacciono gli stessi spettacoli e successivamente costruire una comunità». I contenuti spazieranno dalla fiction ai reality, fino ad arrivare allo sport. Alcuni di essi saranno prodotti da professionisti, altri da normali utenti di Facebook. La mossa non sorprende più di tanto gli osservatori più attenti delle dinamiche della rete.

A maggio dell’anno scorso, in una sorta di manovra di avvicinamento a questo progetto, Facebook aveva stretto accordi con numerose società produttrici di contenuti tagliati sulla generazione dei millennial, da Vox Media a BuzzFeed, da Attn fino a Group Nine Media, mentre sul versante musicale si segnalava l’accordo con Warner Music per il lancio di un altra funzione, Slideshow. Già sono noti alcuni contenuti che verranno diffusi attraverso il nuovo servizio. L’attrice Jessica Alba, per esempio, apparirà in un paio di corti su salute e benessere, mentre Nev Schulman, protagonista di «Catfish», si cimenterà con una docu-fiction su come relazionarsi con il prossimo.
La mossa di Facebook conferma una tendenza molto diffusa tra le società online, sempre più proiettate a investire nei contenuti. Tra Amazon che sfida Hbo sulle serie Tv, Netflix che già da tempo ha cominciato a prodursele in casa e adesso dovrà fare i conti con la rottura con Disney e Google che spinge forte l’acceleratore sui progetti riguardanti YouTube. Perché le piattaforme sono decisive quando si tratta di veicolare i contenuti, ma è proprio per questi ultimi che il pubblico le frequenta. E dove va il pubblico arrivano gli inserzionisti.