Venticinque milioni di italiani verranno informati sulle proposte elettorali dei partiti da un canale inedito e, per molti aspetti, inatteso e sorprendente: Facebook. Il social network fondato da Marx Zuckerberg accompagnerà i proprio utenti alla scelta politica in vista delle consultazione del 4 marzo, aggiornandoli sui programmi politici, mettendoli in contatto con i candidati della propria circoscrizione e fornendo tutte le indicazioni tecnico-operative per l’espressione del diritto di voto. Facebook ha infatti reso nota la diffusione sul News-feed dei propri iscritti di “Punti di vista”, una finestra di informazione per guidare gli elettori, si legge in un comunicato di Facebook, «a confrontare le pozioni dei principali partiti politici su questioni chiave legate alle elezioni e a vedere una serie di punti di vista diversi».

«Le informazioni incluse in “Punti di vista” – precisa la piattaforma social – sono state fornite dagli stessi partiti politici, che hanno compilato nei giorni passati la sezione “Temi” presente sulle loro Pagine Facebook. Le categorie della sezione Temi sono state definite insieme a Censis, il principale centro di ricerche socio-demografiche italiano, e all’International Center on Democracy and Democratization della Luiss».

Informazione politica targata Fb

Da sottolineare gli aspetti innovativi di ”Punti di vista” che invita i propri iscritti elettori a confrontare le posizioni dei principali partiti politici su diversi temi. Ma in che modo? E quali partiti? Sono state individuate dieci formazioni, più i movimenti che superano l’1% delle intenzioni di voto secondo i principali sondaggio politici elettorali; la sezione Temi è disponibile per tutti i partiti e candidati. Dettaglio non trascurabile: l’ordine di apparizione sui news feed sarà casuale. E in perfetto stile social, Facebook inviterà gli utenti a confrontale le posizioni dei principali partiti politici su diversi temi. Un invito al confronto non banale, per un social che ha contribuito a produrre quella che i massmediologi definiscono l’«omofilia delle reti», ossia l’attrazione verso connessioni che confermano principalmente la proprie opinioni, tenendo a distanza quelle differenti dalle proprie.

Insomma Facebook pare proprio aver compiuto il salto nel mondo dei publisher: allo scopo di fornire ai proprio utenti un’informazione attendibile, il social media ha infatti annunciato la realizzazione in partnership con l’agenzia di stampa Ansa, di una serie di interviste, trasmesse via Facebook Live, con i leader dei principali partiti e movimenti politici. «Le interviste in diretta . riferisce il social fondato da Zuckerberg – , che si terranno a partire della prossima settimana nella sede di Facebook a Milano e che offriranno alle persone la possibilità di interagire, fare domande e commentare via Facebook, verranno moderate da giornalisti di Ansa e saranno visibili sia sulla pagina Facebook sia sul sito internet dell’agenzia di stampa, dove verrà reso disponibile anche il calendario degli appuntamenti».

Facebook lancerà nelle prossime settimane anche un’altra funzionalità: “Candidati” aiuterà le persone ad entrare in contatto con i candidati e i partiti della loro circoscrizione. In questo modo gli elettori potranno conoscere i candidati e le coalizioni della loro circoscrizione ed avere informazioni dettagliate, ad esempio, sui temi rilevanti per ciascun candidato, sugli eventi previsti in campagna elettorale e istruzioni su come votare con il nuovo sistema elettorale.

Inoltre, il giorno delle elezioni, il 4 marzo, le persone vedranno comparire, in cima al loro News Feed, uno strumento che fornirà loro informazioni ufficiali su come e dove votare, oltre a dare la possibilità di far sapere ai propri amici su Facebook di aver votato. E la notte delle elezioni, dopo la chiusura dei seggi, i risultati degli scrutini saranno visibili su Facebook man mano che verranno aggiornati.

La lotta alle fake news

Non si tratta della prima iniziativa di Facebook in materia di tutela della sicurezza dell’informazione e lotta alle fake news: insieme all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) Facebook ha lavorato negli ultimi mesi partecipando al Tavolo tecnico per la garanzia del pluralismo e della correttezza sulle piattaforme digitali lanciato dall’autority a dicembre 2017, con l’obiettivo di identificare il più efficace tra gli strumenti di autoregolamentazione, per prevenire e contrastare le strategie di disinformazione che minino la creazione di un dibattito libero e consapevole sulla rete, specie riguardo temi che sono tipicamente oggetto di confronto politico-elettorale.

Sul News-feed degli utenti compare per una settimana un vero e proprio decalogo per far fronte ai rischi della cattiva informazione: attraverso 10 utili suggerimenti, le persone verranno aiutate ad individuare le notizie false e a prendere decisioni più informate quando le trovano – dentro e fuori il social media.

La verifica delle notizie

Per quanto riguarda l’attività di fact-checking il social media ha annunciato l’avvio della partnership con Pagella Politica (firmataria dei Poynter International Fact Checking Principles.) A partire dalla prossima settimana, Pagella Politica rivedrà e valuterà l’accuratezza delle storie presenti su Facebook: «se una storia verrà giudicata falsa – si legge in un comunicato – Facebook mostrerà, per dare più contesto, nella sezione sottostante, l’analisi scritta dal fact-checker, e la storia potrà comparire più in basso nel News Feed. Inoltre, le persone riceveranno una notifica se una storia che hanno condiviso è stata giudicata falsa da Pagella Politica e, in ottica di dare maggiore controllo agli utenti, Facebook li incoraggerà a segnalare, direttamente attraverso la piattaforma, le notizie che ritengono false».

La svolta di Zuckerberg

Mosse che il team di Zuckerberg ha intrapreso in varie parti del mondo. Tra queste anche la decisone di ridurre dal 5 al 4% la presenza delle notizie sulle pagine degli utenti, privilegiando contenuti “di prossimità”, legate alla vita quotidiana degli individui. Più gattini e meno giornalismo, come è stato sottolineato da più parti. Una decisione messa in relazione alle polemiche seguite all’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, che hanno visto Facebook accusata di aver amplificato le fake news su cui si è basata parte della campagna elettorale del tycoon Usa.

Il fenomeno fake news è entrato nel mirino delle major del web tutti i livelli, spingendoli ad aumentare i controlli e ad assumere diverse iniziative per contrastarli. Anche in concomitanza dell’entrata in vigore, a inizio 2018, di una legislazione che in Germania – primo paese ad assumere questa decisione – punisce chi ospita e diffonde notizie non veritiere. Tra queste, l’osservatorio messo in campo dalla Polizia di Stato italiana. Il tema dell’intermediazione dell’informazione politica, soprattutto, è oggetto di discussione in proporzioni crescente, parallelamente allo sviluppo dell’informazione digitale. E questa iniziativa del social media più diffuso in Italia e nel mondo non mancherà di suscitare polemiche.

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