I big tech hanno sempre più fame dei dati finanziari degli utenti per allargare il loro campo d’azione. A tornare nella bufera è Facebook: nell’anno in cui è finito nel mirino per il modo in cui gestisce i dati personali, emerge anche che il social network starebbe mercanteggiando da anni con le banche per avere accesso ai dati finanziari degli utenti.

Stando a quanto riportato dal Wall Street Journal il colosso di Mark Zuckerberg starebbe premendo almeno dallo scorso anno sugli attori del comparto finanziario per poter utilizzare il flusso di dati che passano sulla sua piattaforma Messenger «per diverse finalità, compresa la pubblicità». Preoccupate per gli aspetti legati alla privacy, diverse aziende hanno siglato accordi su misura per limitare l’utilizzo da parte di Facebook dei dati finanziari che passano sui suoi server.

Interpellata dai cronisti del Wsj, la società di Menlo Park ha spiegato che al momento non utilizza – e non ha mai utilizzato – questo tipo di dati dei propri utenti per pubblicità targetizzate o per indirizzare determinati annunci a specifiche persone. «Come altre aziende del web abbiamo partnership con istituzioni finanziarie per migliorare le esperienza commerciali delle persone – ha spiegato Elisabeth Diana, portavoce di Facebook -. Abbiamo sottolineato ai nostri partner che la sicurezza delle informazioni personali è cruciale per questi obiettivi. Questa è stata e sarà sempre la nostra priorità».

Il Wall Street Journal, citando persone vicine alla vicenda e documenti consultati, fa riferimento a diversi episodi. Nel 2016 Facebook avrebbe trattato con American Express per ottenere i dati delle transazioni dei singoli possessori di carte di credito. Le due aziende avrebbero anche discusso dell’introduzione di un chatbot su Facebook per mandare ai dteentori gli alert delle spese effettuate con la carta di credito.

Un esperimento di chatbot è stato effettuato con Wells Fargo, che ha informato i propri clienti che in questo modo il social media avrebbe avuto accesso a tutte le informazioni rilasciati nelle conversazioni con i propri dipendenti. PayPal, che abilita il pagamento via Messenger, ha negoziato un accordo che vieta a Facebook di utilizzare i dati relativi ai pagamenti, come anche Western Union.

Il mese scorso lo stesso Wsj aveva accesso un faro sul tentativo esplicito di Facebook di mettere le mani sulle informazioni dei clienti delle banche: in sostanza il social network avrebbe offerto agli istituti di avere accesso ai dati sui loro clienti, dalle trasnazioni sulle carte di credito ai movimenti dei conti correnti. In cambio avrebbe aperto alle banche la platea enorme dei suoi utenti, a partire da 1,3 miliardi di utilizzatori di Messenger.

Ma non è solo Facebook a voler avere accesso alle informazioni più delicate dei propri utenti. Un paio di settimane fa è emerso un patto segreto tra Google e Mastercard per permettere al motore di ricerca di tracciare gli acquisti “fisici” dei propri clienti in modo da verificare l’efficacia delle pubblicità e delle offerte diffuse online. Il tutto all’insaputa dei due miliardi di possessori di carte di credito Mastercard.