Un anno fa ci volevano sei centesimi di dollaro per comprare dieci Ripple, oggi un Ripple è arrivato fino a poco meno di 2,5 dollari. Un balzo di quasi il 35.000% in dodici mesi che fa impallidire anche la performance attorno al 1.400% del bitcoin, il fenomeno finanziario del 2017, e che ha permesso alla criptovaluta di superare Ethereum diventando la seconda per capitalizzazzine di mercato, con un valore attorno ai 90 miliardi di dollari.

A guidare la classifica rimane saldamente il bitcoin, con un valore complessivo di circa 240 miliardi di dollari, grazie a una quotazione assestata sopra ai 14.000 dollari, ben lontana dal picco di quasi 20.000 toccato a metà dicembre, ma comunque su livelli decisamente superiori ai 1.000 di un anno fa. Ma il balzo di Ripple ha ulteriormente ridotto il peso specifico della criptoavluta più conosciuta, scesa al di sotto del 40% sul totale di tutte le criptovalute, quando un anno fa era attorno al 90 per cento.

Una rivoluzione per i pagamenti

La rivalutazione di Ripple (o meglio del suo token Xrp) si è consolidata proprio negli ultimi giorni dell’anno appena terminato, quando ha superato,alla vigilia di Natale, la quota di un dollaro per poi raddoppiare superando i due dollari proprio venerdì scorso. Un anno fa aveva una quotazione pari a 0,006 dollari.

A mettere le ali a Ripple nell’ultimo scorcio dell’anno è stato l’annuncio di un consorzio di banche asiatiche e in particolare giapponesi che hanno raggiunto l’accordo per una sperimentazione per l’uso della criptovaluta come base per un nuovo sistema di carte di pagamento.

Blockchain centralizzata

Ripple è il nome della startup, con sede a San Francisco, che utilizza la tecnologia della blockchain per sviluppare un nuovo sistema di pagamenti per banche, exchange di valute digitali e altri istituzioni finanziarie. Il network di Ripple – che a differenza di bitcoin ha una struttura centralizzata – utilizza per le transazioni una valuta digitale denominata Xrp, che ha un tempo di settlement di quattro secondi, che in un mondo in cui il denaro si muove ormai in tempo reale rappresenta un deciso vantaggio competitvo rispetto agli oltre due minuti di Ethereum e all’ora richiesta da Bitcoin per la certificazione della transazione, stando a quanto indica il sito di Ripple.

La startup sostiene che un centinaio di istituzioni finanziarie di prima grandezza utilizzano già oggi la rete di Ripple e nelle ultime settimane alcune banche asiatiche avrebbero avviato una sperimentazione per un sistema di transazioni crossborder.