Lo si era ammirato in forma sperimentale in occasione di Expo 2015 presso il “Future Food District”. Da martedi il prototipo di supermercato del futuro sviluppato da Coop su progetto di Carlo Ratti Associati è un esercizio commerciale vero e proprio. Innovativo, assicurano i diretti interessati, e unico nel suo genere, come conferma Alberto Pozzi, Managing Director in Italia della Retail Practice di Accenture (che del progetto è il main partner tecnologico). Negli stessi giorni Amazon ha lanciato il suo progetto di supermercato di nuova generazione, senza casse e cassieri, in cui si prende quello che serve e si paga alla fine via app. Per ora si tratta di un progetto pilota a Seattle, che dovrebbe aprire al pubblico l’anno prossimo.

Il negozio della Coop ha invece aperto i battenti a Milano presso il Bicocca Village su un’area di circa 800 metri quadri in cui trovano posto 6mila prodotti e un centinaio fra postazioni interattive e totem touchscreen. La struttura, come ha confermato in occasione del suo battesimo ufficiale Marco Pedroni, presidente di Coop Italia, è costata fra i quattro e i cinque milioni di euro e vedrà occupati una dozzina di addetti. L’obiettivo dichiarato è quello di portare in negozio circa 2mila persone ogni giorno, sfruttando il richiamo di una delle aree di intrattenimento più frequentate del capoluogo lombardo.

Il “supermercato del futuro”, dicono infatti i responsabili di Coop, vuole essere una sorta di “strumento avanzato” di relazione con il consumatore, e in questa relazione la tecnologia gioca ovviamente un ruolo fondamentale. Il negozio, operativamente parlando, diventa così uno spazio di ricerca e un laboratorio in corso d’opera, con una road map ben definita quanto a innovazioni da implementare (sistemi di pagamento contact less e via smartphone, app mobile per il riconoscimento profilato del singolo utente, aggiornamento dei database degli stock in tempo reale grazie alla sensoristica integrata nei banchi vendita e negli scaffali) e con una missione altrettanto precisa. Quale? Quella di raccogliere dati a getto continuo per migliorare la customer experience da una parte (con conseguenti ricadute sugli acquisti) e i processi di gestione del punto vendita dall’altra (nell’ottica di massimizzare l’efficienza operativa e di ridurre i costi).

Dal lato del consumatore la grande novità è sostanzialmente quella di poter interagire con i banchi vendita (molti dei quali posizionati in orizzontale come al tradizionale mercato rionale) per avere tutte le informazioni relative al singolo prodotto. Un semplice gesto della mano verso il banco espositivo viene infatti riconosciuto dal sistema (grazie a sensori Kinect e meccanismi di body detection) e a schermo vengono visualizzate una serie di indicazioni che vanno oltre quelle riportate sul packaging in etichetta, e quindi informazioni sull’origine delle materie prime, istruzioni per lo smaltimento e anche le promozioni in corso. Una sorta di “etichetta aumentata” dei prodotti, dunque, accessibile anche dai 46 totem touch dotati di scanner per visualizzare le informazioni degli articoli in vendita, indipendentemente dalla loro collocazione.

A beneficio dei clienti, il supermercato della Bicocca replica anche l’esperienza di Expo relativa al maxi schermo per la visualizzazione dei dati. La “data viz” posta all’estremità opposta rispetto alla barriera casse consiste in uno schermo di quasi 20 metri di lunghezza (composto da 54 monitor) che via via rappresenterà in tempo reale i dati raccolti all’interno del punto vendita, evidenziando i prodotti con cui stanno interagendo i consumatori, la hit-list degli articoli più venduti o ancora contenuti provenienti dalla community Coop.

Per la Coop il nuovo negozio è un esercizio “in progress” per affinare un’architettura informatica che sfrutta avanzate tecnologie (connettività, cloud, analytics, touchpoint) implementate ad hoc da Accenture, Microsoft e Avanade. Il modello, come dicono i diretti interessati, è unico ma al tempo stesso flessibile, ampiamente scalabile (il sistema si appoggia alla piattaforma cloud Azure di Microsoft) e replicabile in un ampio numero di negozi. Ed è perfettamente integrato con il sistema informativo Coop esistente.

Il vantaggio di digitalizzare la visione e la selezione dei prodotti in vendita è tutto nella possibilità di utilizzare la grande mole di dati raccolti per intervenire, in meglio, sul modello operativo e sui processi di gestione. In Coop parlano infatti di negozio dinamico e non più statico e la componente dinamica deriva per l’appunto dallo studio nel tempo del comportamento dell’utente/consumatore, dalla sua profilazione mirata, da regole di “ingaggio” che nascono dalle sue abitudini. I robot che movimentano i prodotti nei banchi espositivi come si erano visti a Expo, nel nuovo supermercato di Coop, non ci sono ma la presenza del digitale è sicuramente tangibile. E la vera intelligenza, quella che corre attraverso le informazioni e trasforma i dati in modelli di business, diventa una sorta di gioco interattivo per tutti.