Non c’è solo Apple Pay, apripista ideale per lo sbarco in Italia delle piattaforme di Samsung e di Amazon, ad animare il palcoscenico dei sistemi di pagamento digitali a disposizione dei consumatori. Accanto al borsellino di Google (Android Pay) e ai vari servizi lanciati da carrier telefonici, banche e startup, sul mercato italiano è sbarcata di recente anche SlimPay, fintech francese (fondata nl 2009 da Jerome Traisnel e attiva in sei diversi sedi nel mondo con oltre 60 professionisti in organico) specializzata nei pagamenti online ricorrenti tramite addebito diretto Sepa in conto corrente.

L’idea? Monetizzare le abitudini di consumo di chi utilizza la Rete per usufruire di servizi e prodotti erogati in abbonamento, dallo streaming di musica e video al car sharing. SlimPay ha scommesso con successo sulla cosiddetta “subscription economy”, sulla logica dell’utilizzo di un bene e non del suo possesso. Il tutto partendo da un’infrastruttura tecnologica in grado di automatizzare le procedure inerenti agli addebiti su conto corrente, offrendo alle aziende la possibilità di gestire in completa autonomia, senza il coinvolgimento diretto della banca, il processo di pagamento. Dalla sottoscrizione dell’abbonamento fino all’incasso. SlimPay opera dunque come alternativa al classico bonifico o alla carta di credito. Al termine dell’acquisto sul sito di un merchant convenzionato, è inserita tra le opzioni di pagamento, accanto a PayPal e ai circuiti Visa o MasterCard: si inserisce il proprio Iban e la transazione avviene tramite addebito diretto Sepa senza passaggi ulteriori, in quanto la verifica dell’autenticità delle credenziali bancarie dell’utente è gestita direttamente da SlimPay. Quanto costa il servizio? Nulla per il cliente, mentre ai merchant che integrano la piattaforma (tramite apposite Api) vengono applicate delle commissioni. Perché SlimPay ha scelto l’Italia quale nuovo mercato da conquistare? Alla domanda risponde un’indagine condotta dalla società, secondo cui il 74% degli italiani dichiara di aver sottoscritto almeno un abbonamento a un servizio online e di questi circa il 49% ha già realizzato acquisti via Internet tramite addebito diretto sul conto. Un mercato in via di sviluppo, insomma. La prima ad essersi mossa per integrare SlimPay è Banca Sella.

Non c’è solo Apple Pay, apripista ideale per lo sbarco in Italia delle piattaforme di Samsung e di Amazon, ad animare il palcoscenico dei sistemi di pagamento digitali a disposizione dei consumatori. Accanto al borsellino di Google (Android Pay) e ai vari servizi lanciati da carrier telefonici, banche e startup, sul mercato italiano è sbarcata di recente anche SlimPay, fintech francese (fondata nl 2009 da Jerome Traisnel e attiva in sei diversi sedi nel mondo con oltre 60 professionisti in organico) specializzata nei pagamenti online ricorrenti tramite addebito diretto Sepa in conto corrente.

L’idea? Monetizzare le abitudini di consumo di chi utilizza la Rete per usufruire di servizi e prodotti erogati in abbonamento, dallo streaming di musica e video al car sharing. SlimPay ha scommesso con successo sulla cosiddetta “subscription economy”, sulla logica dell’utilizzo di un bene e non del suo possesso. Il tutto partendo da un’infrastruttura tecnologica in grado di automatizzare le procedure inerenti agli addebiti su conto corrente, offrendo alle aziende la possibilità di gestire in completa autonomia, senza il coinvolgimento diretto della banca, il processo di pagamento. Dalla sottoscrizione dell’abbonamento fino all’incasso. SlimPay opera dunque come alternativa al classico bonifico o alla carta di credito. Al termine dell’acquisto sul sito di un merchant convenzionato, è inserita tra le opzioni di pagamento, accanto a PayPal e ai circuiti Visa o MasterCard: si inserisce il proprio Iban e la transazione avviene tramite addebito diretto Sepa senza passaggi ulteriori, in quanto la verifica dell’autenticità delle credenziali bancarie dell’utente è gestita direttamente da SlimPay. Quanto costa il servizio? Nulla per il cliente, mentre ai merchant che integrano la piattaforma (tramite apposite Api) vengono applicate delle commissioni. Perché SlimPay ha scelto l’Italia quale nuovo mercato da conquistare? Alla domanda risponde un’indagine condotta dalla società, secondo cui il 74% degli italiani dichiara di aver sottoscritto almeno un abbonamento a un servizio online e di questi circa il 49% ha già realizzato acquisti via Internet tramite addebito diretto sul conto. Un mercato in via di sviluppo, insomma. La prima ad essersi mossa per integrare SlimPay è Banca Sella.