In otto anni circa 700 imprenditori e più di 2.700 famiglie sono passati da essere non bancabili a bancabili in seguito all’erogazione di un microcredito da parte di PerMicro. La società italiana specializzata nell’innovativo sistema di piccoli prestiti, nata nel 2007, presenta oggi a Milano il suo report sull’impatto complessivo generato. Lo studio – curato dal Centro Tiresia del Politecnico di Milano che per la prima volta ha messo a punto indicatori ad hoc per il microcredito – mette in luce non solo i risultati diretti sui beneficiati ma anche il vantaggio complessivo di lungo periodo sulla società italiana.

Oltre all’aumento dell’inclusione finanziaria – con quasi cento milioni di euro erogati dal 2009 al 2016 – lo studio mette in evidenza l’aumento del benessere sociale che è stato generato dalla possibilità di ricevere un microcredito da PerMicro: ad esempio, il 65% dei richiedenti famiglia ritiene che il microcredito ricevuto abbia migliorato il proprio livello di benessere economico.

Lo studio evidenzia inoltre un beneficio per l’amministrazione pubblica in termini di aumento delle entrate statali: sono stati incassati dallo stato circa 46 milioni grazie ai microcrediti alle imprese e circa 12 milioni in 8 anni grazie ai finanziamenti alle famiglie, grazie all’aumento degli utili del mondo dell’impresa e del reddito Irpef imponibile come effetto dei microcrediti erogati.

Inoltre il centro Tiresia ha calcolato il dato di riduzione della spesa pubblica, circa 9,6 milioni di euro l’anno, grazie a una riduzione dei sussidi statali necessari e minori costi amministrativi ad essi associati.

I risultati di Permicro – condotti su un periodo pluriennale, da una terza parte con indicatori scientifici – sembrano smentire una serie di critiche mosse al sistema di credito ideato e diffuso dal premio Nobel Muhammad Yunus. In particolare alcuni esperti sostengono che il microcredito non sia efficace come è stato raccontato, che non abbia realmente contribuito alla riduzione della povertà nel mondo e che, in alcuni casi ,l’abbia aumentata portando sul lastrico intere famiglie. “Per quanto riguarda l’efficiacia parlano i numeri elaborati dal rigoroso Politecnico di Milano. A fronte di quasi cento milioni di euro erogati ci sono stati benefici diretti per le persone finanziate e lo Stato ha incassato almeno 68 milioni di euro. Ci dovrebbe chiamare Tria e sostenerci….” spiega ironicamente amministratore delegato di Permicro Andrea Limone. “Inoltre abbiamo favorito l’inclusione finanziaria e l’occupazione se si pensa che un finanziato su due è diventato bancabile e può quindi può accedere al sistema bancario tradizionale. Mentre un giovane imprenditore su due ha assunto una nuova persona”, aggiunge Limone.

Rispetto al rischio di generare altre povertà Andrea Limone spiega che a rendere più poveri i beneficiari dei prestiti è il sovraindebitamento. “Per scongiurare questo rischio bisogna accertarsi che il richiedente non abbia altri finanziamenti, che il piano di restituzione del denario sia sostenibile e che l’importo richiesto sia quello necessario. Noi lo diciamo sempre: non chiedete un euro in più del necessario, perché è un euro in più da restituire e con gli interessi”. Oltre a questa attività di consapevolezza finanziaria Permicro porta avanti con le imprese una minuziosa azione di accompagnamento per gli imprenditori pr stilare un business plan essenziale con stime di costi e ricavi realistici, tenendo conto del mercato e della precisa localizzazione dell’attività. Questa faticosa attività viene portata avanti dalla rete delle 15 filiali Permicro assieme a una settantina di mentor di MicroLab onlus, volontari che seguono nel tempo l’imprenditore, sostenendolo con competenze e consigli. “Per noi quello che fa la diffirenza è la relazione one to one, l’incontro con il cliente durante tute le fasi” aggiunge Limone.

PerMicro è supportata dalla Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore (detiene una partecipazione del 5,7% del suo capitale sociale), che nasce nell’ambito del programma Cariplo Social Innovation di Fondazione Cariplo. “Sin dall’inizio della sua attività – ha detto il consigliere della Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, Davide Invernizzi – infatti, la fondazione ha identificato come prioritario il tema della stima dell’impatto sociale quale contributo da apportare all’intero ecosistema dell’impact investing sia diffondendo le migliori pratiche esistenti sul mercato sia partecipando attivamente e con un approccio hands-on allo sviluppo di adeguate metodologie”.

Mario Calderini, professore ordinario del Politecnico di Milano e direttore di Tiresia spiega che “il punto di forza della metodologia scientifica sviluppata è l’utilizzo di indicatori “ad hoc”, creati sulla base di una approfondita analisi della letteratura esistente sulla misurazione dell’impatto sociale e personalizzati considerando le specificità delle attività di erogazione di microcredito. Questi strumenti consentono di misurare e quantificare il valore sociale generato in tutte le sue articolazioni. Stiamo ora lavorando con il team di PerMicro per implementare e raffinare questa metodologia, per integrarla in modo permanente nei processi dell’organizzazione”.

Nella foto Micaela e Michele, imprenditori di Street Burger Gourmet a Ferrara e beneficiari di Permicro