La prima volta non è stata tra le più accoglienti: alla reception dell’Henn na Hotel gli ospiti hanno trovato un dinosauro. Che è valso all’albergo dentro al parco divertimenti di Nagasaki, l’ingresso nel Guinness dei Primati per il primo robot-receptionist nella storia. È andata meglio ai visitatori americani degli Hilton Hotel che all’accoglienza trovano il robot Connie, frutto della collaborazione con Ibm. A due anni dall’esordio la presenza di robot nel turismo non è più un fatto isolato. E secondo il rapporto Sabre – che sarà presentato il 4 maggio a Milano – è uno dei tre maggiori trend che avranno un impatto sul settore nel 2017.

Intelligenza connessa
Non solo robot, ma anche bot e beacon sono destinati a cambiare la vita di chi viaggia e di chi lavora nel settore turistico. I robot offriranno sempre più servizi soprattutto all’interno degli hotel ma non solo. I droni potranno garantire consegne veloci sia negli alberghi sia negli aeroporti. I beacon di prossimità consentiranno alle compagnie aeree di seguire e analizzare dove sono in ogni momento sia lo staff sia le risorse materiali, così da migliorare l’organizzazione. Non solo. Attraverso i beacon le compagnie aereee gli hotel potranno mandare offerte ai turisti mentre sono in viaggio e caratterizzare l’esperienza in maniera personalizzata, magari chiedendo a che ora preferiscono che la stanza d’albergo venga pulita. Infine, l’integrazione tra bot (software che automatizzano le operazioni) e persone consentirà un maggior engagement del consumatore.

Interfacce di conversazione
Il secondo trend dell’anno riguarda tutti gli strumenti digitali che consentono da ogni dispositivo digitale un’interazione con le persone, mimando la conversazione umana. Le chatbot integrano intelligenza artificiale ed elaborazione del linguaggio naturale per interagire con i device. Diverse aziende come la società alberghiera Hyatt, il meta motore di ricerca dedicato ai viaggi Kayak, la compagnia aerea Klm e Uber hanno già investito sul dialogo con il cliente attraverso Facebook Messanger. Inoltre Sabre Labs sta testando il prototipo Labsie per permettere a hotel, compagnie aeree e agenti di viaggio di interagire con i turisti tramite Messanger e assisterli durante l’esperienza di viaggio. La stessa tecnologia si applica alle interfacce via voce, come accade per Alexa di Amazon o Siri, per fare richieste e domande o riportare comandi del tutto simili a quando si sta parlando con una persona. Alcune catene americane hanno già installato il servizio via voce che consente agli ospiti di controllare le luci in camera o chiudere le porte.

Realtà digitale
Il terzo trend è l’impatto che avrà sul turismo l’impiego di realtà virtuale (Vr), aumentata (Ar) e mista, un mercato che entro il 2020 varrà 160 milioni di dollari. Il punto di forza è la curiosità dell’utente e l’emozione che questi strumenti sanno generare. Introdotta già da tempo, il 2017 esprimerà al meglio le potenzialità dell’impiego di tecnologie avanzate di Ar e Vr. I piloti di aereo potranno trarre beneficio dalle simulazioni di volo in Ar all’interno dei loro programmi di formazione. L’Ar su smartphone arricchirà di contenuti digitali – basta pensare al modello Pokemon Go – le proposte degli alberghi. La traduzione real time dei segni o di altri contenuti di test continuerà a essere uno dei più potenti strumenti per viaggiatori internazionali e la traduzioni voce in real-time non è lontana. Le compagnie aeree useranno la Vr non solo più come motivo di ispirazione a viaggiare ma come un modo per posizionare e vendere prodotti premium.
Un capitolo dalle grandi potenzialità è quello del riconoscimento facciale dei viaggiatori, reso possibile incontro tra i social network (che includo la foto dell’utente) e dai sistemi di analisi dei dati. Sabre ha già lavorato sul marketing di prossimità per il settore hospitality: l’app dell’hotel piuttosto che del programma fedeltà, in combinazione con la tecnologia beacon, oggi permette il riconoscimento immediato dell’ospite non appena questo si avvicina a un’area definita; questo permette di migliorare l’intera esperienza nell’hotel, mettendo l’ospite al centro. Ma ci si può spingere anche oltre. La società americana sta lavorando al Facial Recognition prototype, che consentirà l’utilizzo del volto del viaggiatore come Id biometrico. I test pilota riguardano, ad esempio, il check-in dei viaggiatori sia in un desk dell’aeroporto o attraverso l’app di una compagnia aerea su tablet. Il riconoscimento sarà immediato. Il viaggio sarà certo più facile, la sensazione forse un po’ inquietante, come il dinosauro di Nagasaki.

Il report “Emerging Technology in Travel” di Sabre Labs sarà presentato il 4 maggio al Travel Technology Exchange di Milano. Tra gli interventi “Global travel next generation” di Olaf Slater, director International Strategy & Innovation di Sabre Hospitality, “La trasformazione della guest experience al cuore del digital” di Graziano Cavallo, Marketing, Communications & eCommerce director di Nh Hotel Group, “Smart consumer, smart loyalty: la disruption dell’era digitale” di Cristina Ziliani, direttrice dell’Osservatorio Fedeltà dell’Università di Parma, “Unplogged digital detox procedure” di Daniela Mastropasqua, Industry Lead Ce&Cc Travel & Hospitality di GfK.