«È un’operazione che fa contenti noi fondatori e tutti coloro che hanno investito e creduto in noi in questi anni». Così Alessandro Petazzi, CEO di Musement, una delle principali aziende digitali nostrane per prenotare tour e attrazioni in 1.100 città nel mondo.Da poche ore è stata comunicata l’acquisizione da parte del colosso tedesco TUI Group. Una cifra undiclosed per questa startup nostrana guidata dai fondatori Fabio Zecchini, Claudio Bellinzona e Paolo Giulini. Resteranno indipendenti all’interno di TUI Destination Experiences, la business unit di TUI Group dedicata al segmento viaggi e attività che attualmente opera in 49 Paesi nel mondo servendo 20 milioni di clienti. Con Musement è possibile prenotare online biglietti d’ingresso a musei, eventi e attrazioni a visite guidate. L’azienda conta oggi 135 dipendenti. P101, 360 Capital Partners, Micheli Associati e Italian Angels for Growth tra i fondi che l’hanno sostenuta negli anni. Il team di professionisti è dislocato tra Italia, Stati Uniti, Spagna, Francia, Emirati Arabi, Inghilterra. «Questi sono i nostri principali mercati, ma il centro nevralgico resta Milano con il nostro headquarter. Qui lavorano sviluppatori e product manager». Tecnologia e capitale umanoIl traguardo dopo un percorso di crescita costante che ha portato negli anni a raccogliere 15 milioni di euro di equity. Si tratta della più importante exit nel settore tech travel italiano nell’ultimo decennio. L’ultima è stata dieci anni fa con Venere.net. Una mossa strategica in un mercato globale delle esperienze di viaggio che vale 150 miliardi di euro, con un tasso di crescita del 7%. «L’operazione ha una forte valenza industriale: ci hanno scelto perché siamo importanti nel processo di digital trasformation in atto. D’altronde ci sono acquisizioni legate ai contratti o alla sola tecnologia. Qui la differenza, oltre agli asset tecnologici che possediamo, la fanno le persone: siamo di fatto un gioiello digitale da incastonare nella funzione travel company per vendere meglio ai 20 milioni di clienti che Tui Group possiede già e che potranno integrare le nostre soluzioni», precisa Petazzi.Non e un caso i fondatori restiamo a bordo per guidare questa nuova fase aziendale. «Entriamo anche in un board congiunto, segno di voler costruire un percorso comune».