Non è un vero criptodollaro, ma l’ultima invenzione di Circle si avvicina molto al concetto. La società fintech inglese attiva nei pagamenti via criptovalute ha annunciato la creazione di una sua criptovaluta il cui valore sarà legato alla parità uno a uno con il dollaro. L’obiettivo è di creare uno strumento che abbia tutti i vantaggi delle criptovalute – trasparenza e sicurezza – ma che riduca il rischio di volatilità che finora ne ha limitato l’uso come mezzo di pagamento.

La Usd Coin di Cricle nasce infatti come una soluzione che permette di utilizzare questi “token del dollaro”, nel senso che sono garantiti da riserve in dollari Usa, come strumenti di pagamento nell’”ecosistema cripto”.

Come funziona

La criptovaluta, basata su Ethereum, sarà sviluppata e gestita all’interno del consorzio Centre, fondazione indipendente non profit che vuole fornire trasparenza operativa e finanziaria operando secondo la normativa di trasmissione del denaro in vigore negli Stati Uniti. La piattaforma di Centre sarà aperta anche ad altre criptovalute legate a fiat currencies come euro o sterlina.

A supporto di questo progetto, Circle ha firmato una partnership strategica con Bitmain, attore di primo piano nel mining di criptovalute, che ha guidato il nuovo round di investimento da $110 milioni di dollari. Sulla base di questo investimento la valorizzazione di Circle è balzata a 3 miliardi di dollari. Tra gli attuali azionisti figurano Idg Capital, uno dei più grandi venture capital cinesi, Breyer Capital e General Catalyst Partner, ma anche investitori strategici del calibro di Goldman Sachs e Baidu.

«L’invenzione di asset crittografici e basati su blockchain ha inaugurato la nuova era dell’open internet – affermano i fondatori di Circle, Sean Neville e Jeremy Allaire nel post in cui annunciano la novità di Usd Coin -. Ma un mezzo di scambio e di riserva di valore che sia anche stabile manca ancora ed è assolutamente necessario per fare in modo che il sistema finanziario globale sia interoperabile in maniera affidabile e stabile».

Una critpovaluta stabile, come un token legato al dollaro Usa, è quindi «decisivo per abilitare l’adozione mainstream della tecnpologia blockchain per i pagamenti, così come per supportare lo sviluppo dei contratti finanziari basati su piattaforme di smart contract, come azioni, titoli, prestiti e proprietà tokenizzate».

L’esperienza di Tether

A dir la verità una criptovaluta legata al dollaro esiste già. Tether, che ha una capitalizzazione di 2,3 miliardi di dollari sulla base di un parità uno a uno con il dollaro che doveva essere garantita dall’emissione di valuta con una pari riserva in dollari.

Tether è però finito sotto i riflettori perché sospettata di essere utilizzata per manipolare il mercato del bitcoin mediante “emissioni” un po’ troppo spregiudicate, senza le adeguate coperture. Come mezzo operativo sarebbe stato coinvolto anche Bitfinex, uno dei principali exchange globali per criptovalute, che ha azionisti e management in comune con Tether. A inizio anno entrambe le società sono finite nel mirino della Commodity Futures Trading Commission, l’authority americana dei mercati futures.