Il mercato dei robot domestici è in rapida ascesa. Si stima possa valere 15 miliardi di dollari, entro il 2023. Ma già quest’anno chiuderà a 5,4 miliardi. Ed è per questo che i big player tecnologici vogliono metterci le mani sopra. L’ultima indiscrezione riguarda Amazon, che a quanto pare sta spingendo forte sull’acceleratore con un progetto chiamato “Vesta” (dal nome della dea del focolare domestico). Bezos, che in questi anni ha prima lanciato il lettore digitale Kindle e poi lo speaker Echo, sta dirottando importanti investimenti su “Vesta”, e il piano di lancio in questo momento è affidato a Gregg Zehr, manager che gestisce la divisione di ricerca e sviluppo hardware “Amazon Lab126” con sede a Sunnyvale, in California.

Lab126 è l’area in cui sono nate le ultime novità in fatto di hardware made in Amazon: dallo speaker Echo alla Fire Tv, fino allo sfortunatissimo FirePhone, lo smartphone che nei piani di Bezos doveva competere con iPhone e che invece è finito ben presto nelle classifiche dei flop tecnologici più clamorosi.

Una nuova sfida

Quella dei robot domestici, però, è una sfida tutta nuova per Amazon. Una sfida che, a scanso di equivoci, non ha nulla a che fare con Amazon Robotics, ramo d’azienda con sede in Massachusetts e Germania, dedicata alla produzione di robot che si occupano del trasferimento merci nei grandi magazzini. I robot per la casa sono un’altra cosa. E il colosso di Seattle conta di irrompere sul mercato già nel 2019. O almeno questo emerge dall’aggressività con cui la società di Bezos ha condotto una importante campagna di reclutamento per il progetto “Vesta” nei mesi scorsi. Difficile, al momento, ipotizzare come potrebbe essere un robot domestico progettato da Amazon. L’idea più diffusa è che non si tratterà di robot pensati per le pulizie. O quanto meno non solo per quello. Potrebbe trattarsi di dispositivi in grado di navigare in casa grazie a telecamere e software evoluti, e legati all’assistente personale Alexa. Un robot al quale l’utente potrebbe impartire comandi vocali.

I flop della robotica

Una bella scommessa insomma. L’idea del robot domestico, infatti, è in ballo da anni e stuzzica le big tecnologiche che fino a oggi sono riuscite a penetrare solo parzialmente il mercato. A parte i robottini delle pulizie (come i Roomba di iRobot Corp), che sono sempre più diffusi ma fanno solo quello, il mercato è abbastanza fermo in fatto di innovazioni. Qualche mese fa, al CES di Las Vegas, quelli di LG hanno presentato il robot Cloi, che davanti a una interminabile platea di giornalisti ha fallito palesemente la sua missione rimanendo in silenzio. Anche Sony, con il cagnolino Aibo, ha provato a sondare il mercato dei robot domestici. Ma senza grande rilievo.

La carta in mano a Bezos

Per questo Amazon ha in mano una carta importante. I progressi fatti dalla tecnologia in fatto di telecamere, sensori e intelligenza artificiale, dicono che le opportunità per produrre un prodotto da effetto “wow” esiste. Manca un piccolo salto. E Amazon, per potenzialità tecnologiche ed economiche, può essere l’azienda giusta per fare questo salto. Soprattutto se, come da tradizione aziendale, riuscirà a portare sul mercato un robot domestico ad un prezzo altamente competitivo e alla portata di tutti.