Lascereste gestire i vostri soldi da un’intelligenza artificiale? Se la risposta è «sì» da pochi giorni esistono due prodotti finanziari che fanno al vostro caso: i primi storici Etf in cui a decidere cosa comprare e cosa vendere sono algoritmi e non esseri umani. Due pionieri di quello che accadrà in un terzo millennio destinato a essere sempre più dominato dall’intelligenza artificiale e dall’automazione, anche in finanza, e non solo per gli hedge funds. Ma vediamo in dettaglio come funzionano i due “cloni” guidati da macchine.

Il primo si chiama “AI Powered Equity ETF” (ticker: AIEQ) ed è stato lanciato il 18 ottobre, attirando l’attenzione perché nei primi tre giorni aveva già sovraperformato i grandi indici di Wall Street (con uno 0,8% contro lo 0,32% dell’S&P500 e lo 0,1% del Nasdaq Composite). «Merito di un buon timing di lancio – nota Michael Hartnett, chief investment strategist di Bank of America Merrill Lynch – con i fondi tecnologici che hanno assistito ai maggiori flussi di denaro in entrata delle ultime 38 settimane». In nemmeno un mese l’Etf in questione ha già conquistato asset in gestione di tutto rispetto (quasi 72 milioni di dollari), con commissioni annue che si aggirano intorno allo 0,75%.

Ma come funziona l’algoritmo di questo Etf? Il cuore pulsante è il potente sistema Watson di intelligenze artificiali, sviluppato da Ibm, che processa in tempo reale senza interruzioni i big data su qualcosa come seimila titoli statunitensi: analisi tecnica e fondamentale, correlazioni, news, ma anche “rumore” sui social media. L’obiettivo è scovare le azioni sottovalutate, mantenendone nel paniere un numero che oscilla tra 30 e 70, con un turnover alto (circa il 2-3% giornaliero del portafoglio).

La tecnologia di questo Etf di fatto ha la potenza di «un esercito di analisti finanziari che lavora 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno, ma senza gli errori e i “bias” comportamentali tipici degli esseri umani», spiega Chida Khatua cofondatore e ceo di EquBot, la società che ha lanciato il fondo. Meglio dell’analisi quantitativa? «Senza dubbio – continua Khatua – perché l’intelligenza artificiale dà la possibilità di selezionare gli investimenti in modo più informato e flessibile».

Il secondo Etf guidato esclusivamente da algoritmi è canadese ed è stato lanciato il 1° novembre. Si chiama Horizons Active A.I. Global Equity Etf (ticker: MIND) e investe su un paniere di indici mondiali attraverso Etf quotati nel Nord America. E’ più “tecnico” del suo collega statunitense, perché nel processo di investimento tiene conto soprattutto di strumenti classici dell’analisi tecnica come le medie mobili, la volatilità e gli indicatori sui flussi di cassa.

Il nuovo nato di casa Horizons ha in portafoglio un numero variabile di Etf (tra i 50 e i 20) ribilanciati su base mensile, mantenendo anche una quota flessibile di liquidità. A oggi ha meno di cinque milioni di dollari canadesi in gestione, con commissioni annue che si aggirano intorno allo 0,55%.

L’intelligenza artificiale che lo guida è stata messa a punto da Qraft Technologies, società fintech sudcoreana, con un backtest decennale del sistema di selezione degli asset finanziari. «Il bello di questo Etf è che può processare e interpretare milioni di dati in pochi secondi – spiega Steve Hawkins, presidente di Horizons – ma soprattutto che prende decisioni nel modo più efficiente ed efficace: senza il peso delle emozioni umane».