Il cinema come posto sicuro. Perché «andare al cinema ti fa condividere emozioni con persone fino a quel momento sconosciute, ti senti parte di qualcosa». Giulio Vita in Venezuela è stato accusato di Guarimba, ovvero disordini contro il governo, ma dopo aver scoperto che il termine «ha un’origine indios, significa rifugio», ha deciso di tornare ad Amantea (Cs), il paese dei nonni, per fondare, assieme all’illustratrice Sara Fratini e il collettivo di artisti “Nancy e El Tornillo De Klaus”, un’associazione culturale che è anche un festival del cortometraggio internazionale a ingresso libero: “La Guarimba” appunto.

«Non vogliamo intrattenere il pubblico, ma rispettarlo. Avvicinarlo al cinema sfidandolo, senza ammiccamenti, ma portando storie da altre parti del mondo»: per realizzare la prima edizione del festival,  nel 2012, e restare fedeli al motto “Riportare il cinema alla gente e la gente al cinema”, Vita ed altri volontari hanno riparato una vecchia struttura all’aperto di 938 posti, l’arena Sicoli, coinvolgendo la cittadinanza.

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«Tramite Twitter ci ha contattato un imprenditore degli Emirati Arabi che ci ha supportato nelle spese e siamo partiti» ricorda Vita «perché pensiamo che nonostante la chiusura delle sale, specie nelle piccole comunità, il cinema possa fungere da aggregatore sociale. Nelle grandi città è più difficile fare cose, qui è più denso, nel bene e nel male. Funziona perché se per strada le persone mi parlano di corti che hanno visto due anni fa vuol dire che li ricordano e che le storie sono entrate loro dentro. Arrivano da noi ragazzini e novantenni. La gente non è stupida, può ragionare di fronte ad una storia».

L’edizione 2015 del festival vedrà nel paesino calabrese di 15.000 abitanti la prima conferenza europea di Vimeo, piattaforma di pubblicazione video che con il servizio on demand funge da vetrina di distribuzione cinematografica.

«In Italia esiste un grave problema di distribuzione» spiega Vita. «È difficilissimo portare un film che sia fuori dalle major statunitensi, e per i cortometraggi la situazione è ancora peggiore. La distribuzione indipendente online è un modo nuovo di bypassare i canali tradizionali senza ricorrere alla pirateria e può essere interessante per i piccoli registi che hanno difficoltà a prodursi».

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