Quando l’introduzione di nuove tecnologie può distruggere anche i big, servono costanza e visione di lungo termine. A un’impresa, qualsiasi impresa, non basta più essere leader di un mercato. Deve essere capace di immaginarne altri. In questo scenario, l’innovazione ha bisogno di persone che la trasformino in una missione. Massimiliano Magrini (United Ventures) spiega che cosa fanno, e perché servono, i venture capitalist.

Storie delle aziende native digitali, come quella di Airbnb, dimostrano che cambiare organizzazione è un presupposto per sopravvivere. Roberto Rosti (24Next) spiega perché essere digitale, per un’azienda, significa dover penare, sperimentare e agire velocemente. Senza paura di sbagliare. Perché la crescita non è né infinita né “per sempre”, neanche per le aziende che dominano i mercati.

Ma come si misura l’impatto della digitalizzazione? Come quantificare e prevederne i benefici? Oggi meno del 15% delle aziende è in grado di dare una risposta a queste domande.  Non c’è un modello matematico che determina con facilità il ritorno degli investimenti in digitale. Ma diverse soluzioni analitiche sono allo studio, come spiega Luca Valentino di Accenture Strategy.

Le esperienze sul campo non mancano, e aiutano a tracciare un percorso per chi decide di innovare processi e prodotti, in chiave digitale. Pierpaolo Cristifori spiega come Terna coniugato cambiamento organizzativo e produzione di energia rinnovabile.

Per gli istituti di credito la digitalizzazione significa soprattutto eliminare la carta, verso una banca dematerializzata. Ma senza perdere d’occhio la customer experience, che deve rimanere al centro di ogni processo di sviluppo, come spiega Massimo Tessitore di Intesa Sanpaolo.