«Era come un tarlo, un pensiero fisso che mi accompagnava prima di andare a dormire» dice Marina Olwen Fogarty. Quell’idea costante diventerà azione, un’impresa. Perché è tra le vincitrici del concorso indetto da We – Women for Expo, progetto dell’Esposizione universale che mette al centro la cultura femminile. Si muovono tra digitale, ambiente ed enogastronomia, le “idee delle donne” che diventeranno startup e si sono aggiudicate i premi di 40mila, 30mila e 10mila euro messi a disposizione da Fondazione Milano per Expo, Fondazione Giuseppina Mai e Accenture.

Punta il focus sugli orti urbani, la proposta presentata dall’architetto Elena Carmagnani che si è aggiudicata il primo premio. Con un team tutto al femminile, l’obiettivo di OrtiAlti è punteggiare di verde le città partendo dalle sommità delle case. Aree non sfruttate che possono diventare risorse: «I tetti piani degli edifici rappresentano oltre il 20% delle superfici urbane. Oltre a consentire l’autoproduzione di ortaggi, danno vantaggi termici migliorando l’isolamento dello stabile. Viene così limitato il ricorso a riscaldamento e raffrescamento artificiale». Il bonus che si ricava dai giardini «metropolitani» è sia ambientale che economico, dunque. Ma non solo. Emanuela Saporito, che fa parte del progetto e si occupa di urbanistica partecipata come borsista al Politecnico di Torino, mette in luce anche il valore umano: «Vogliamo rigenerare le città e il tessuto sociale urbano. In primo piano c’è la comunità, il senso di collaborazione e scambio che si instaura tra gli inquilini».

Il «pensiero fisso» di Marina Olwen Fogarty odorava di vino. Quello delle sue terre, tra Novara, Vercelli, Biella. Con «Alto Piemonte – Al Top!», che si è classificato al secondo posto, Marina vuole coniugare vino e cultura. Sono due le tappe. La prima è la produzione di un vino Dop con la costituzione di un’azienda viticola che rispetti la terra, con attenzione alla rifertilizzazione dei suoli, azzeramento dell’inquinamento e riciclaggio degli scarti di produzione. La seconda è la creazione di un polo culturale dove promuovere il vino e altri prodotti alimentari locali, in una rete tra imprese. Non sarà solo una vetrina, ci saranno iniziative scientifiche e divulgative per guidare verso un consumo consapevole, ma anche mostre e festival.

A vincere il premio vivaio, diretto agli under 35, è stata Elena Bellacicca. Ha messo a punto un’applicazione scaricabile gratuitamente che va incontro a un problema in cui tutti possono incappare. A chi, infatti, non è successo di perdere chiavi, cellulare, documenti? L’intuizione è mettere in contatto chi trova un oggetto con chi l’ha smarrito. Elena lo definisce un «lost and found social nato per dare speranza». Una buona occasione per testare l’app potrebbe essere proprio l’Expo per cui si prevedono 21 milioni di visitatori. Ma l’intraprendenza di Elena guarda oltre: «Si tratta di un modello che può essere utilizzato in tutto il mondo».