Un gradino più in alto di tutti, per ergersi nell’olimpo del tennis. Come ogni anno il weekend di Wimbledon ha molto da raccontare. La storia più importante è quella che Roger Federer avrà la possibilità di scrivere domenica.

Oggi lo svizzero è il tennista in attività con il maggior numero di titoli conquistati nel più antico e prestigioso torneo del Grande Slam. Sette, come un’altra icona di questo sport, Pete Sampras, dominatore del torneo tra il 1993 e il 2000, suo ultimo trionfo. Federer condivide già la prima piazza col campione statunitense. Battere Marin Čilić significherebbe però conquistare la vetta solitaria, con otto titoli. Federer affronterà questa finale per l’undicesima volta, a 35 anni di età e quattordici dal suo primo successo londinese. Un numero che rappresenta un altro record. Sampras vinse il primo titolo nel 1993, l’ultimo nel 2000, a sette anni di distanza. A dimostrazione di quanto Roger Federer abbia saputo mantenersi ad alto livello per un lungo periodo di carriera.

Anche la finale femminile vedrà protagonista la giocatrice più vittoriosa in attività per quanto riguarda questo specifico torneo dello Slam. Venus Williams sfiderà Garbine Muguruza alla ricerca del suo sesto titolo personale. Il primo successo risale al 2000, quando Venus riuscì ad avere la meglio su Lindsay Davenport in 2 set e 84 minuti.

I Campioni di Wimbledon

Dal 1877 sono 121 i diversi campioni di Wimbledon, 65 per quanto riguarda il torneo singolare maschile, 56 per il femminile. Pete Sampras e Roger Federer guidano il torneo maschile con sette titoli a testa, mentre Martina Navratilova, con 9 titoli conquistati tra il 1978 e il 1990, è la giocatrice più vincente in campo femminile.

Sono solamente 13 le diverse nazionalità dei vincitori del torneo. Il tennis a Wimbledon parla soprattutto inglese, statunitense o britannico. Novanta titoli portano i colori degli Stati Uniti, 57 femminili (dove guidano la classifica delle nazionalità) e 33 nel torneo singolare maschile. I britannici hanno invece conquistato il torneo di casa 73 volte, 37 uomini e 36 donne. Solo cinque tra i titoli vinti dai britannici nel torneo maschile appartengono al periodo posteriore al 1910. Tre furono conquistati da Frederick John “Fred” Perry tra il 1934 e il 1936. Settantasette anni prima che lo scozzese Andy Murray riportasse il titolo “in patria” dopo una lunga attesa.

Le Finali

Quanto possono essere predittive le teste di serie del tabellone ad inizio torneo per individuare i possibili finalisti?

In generale il 58.34% delle finali maschili vedevano in campo il numero 1 del tabellone. Una percentuale che cresce fino al 64.29% nel torneo singolare femminile.

In campo maschile il 30.95% delle finali è stata giocata tra il numero 1 e il numero 2 del tabellone, la percentuale più alta riscontrata (26 volte, 17 delle quali vinte dal numero 1). Lo stesso accade in campo femminile, dove 23 finali (il 27.38% del totale) sono state giocate dai due favoriti. Il numero 1 del torneo in campo maschile ha conquistato il titolo finale 37 volte, il 44.05% del totale, mentre nel torneo femminile si raggiunge il 51.19%.

La durata dei match

Il trend indica che la durata dei match è tendenzialmente aumentata nel corso degli anni. La finale più lunga è stata quella del 2008, quando il numero 2 del tabellone, Rafael Nadal, sconfisse Roger Federer in 288 minuti (4 ore e 48 minuti  col risultato di 6-4, 6-4, 6-7 (5-7), 6-7 (8-10), 9-7), conquistando il suo primo Wimbledon, poi bissato nel 2010. La finale più breve di cui è stata effettuata una registrazione fu quella del 1881, tra Renshaw e Hartley, durata solo 37 minuti.

Nel torneo femminile il record di durata appartiene alla sfida del 2005 tra Venus Williams e Lindsay Davenport, 166 minuti (2 ore e 46 minuti), mentre per la finale più breve dobbiamo tornare al 1992, quando Suzanne Rachel Flore Lenglen ebbe la meglio sulla Mallory in 23 minuti.

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