Nel 2016  secondo Crif scoperti 26.100 casi  e danni per 152 milioni dalle frodi finanziarie

di Nicola Borzi

Una ogni 20 minuti: ben 26.100 nel 2016. Sono le frodi creditizie,  perpetrate tramite i furti di identità, scoperte lo scorso anno in Italia, in crescita dai 25.300 casi del 2015. Se il caso del maxifurto di informazioni personali di circa 400mila clienti scoperto in UniCredit nei giorni scorsi ha fatto scalpore, questo stillicidio di crimini è invece sottovalutato — un caso su dieci viene scoperto anche cinque anni dopo — nonostante l’anno scorso abbia comportato una perdita economica superiore ai 152 milioni. Se si rapporta il numero delle frodi ai volumi di credito erogato, si nota che la mappa delle regioni più colpite cambia velocemente: la Calabria scala la “top ten” passando dalla nona alla prima posizione, la Campania scende al secondo posto e spiccano regioni di minore dimensione, come il Molise e l’Abruzzo.

Lo rivela la 24esima edizione dell’Osservatorio sui furti d’identità e le frodi creditizie, realizzato da Crif, che conteggia i reati perpetrati attraverso un furto di identità, con il successivo uso illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene, e i casi di emissione di cambiali e assegni a nome altrui perpetrati mediante furto di identità. Tra le Province con il maggiore aumento dei casi spicca Medio Campidano (Sardegna), seguita da Terni, Enna, Lecco e Cosenza.

 

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