Come scrive Istat, la presenza di patologie cronico-degenerative e il dolore fisico comportando una progressiva riduzione nell’autonomia delle persone anziane. L’11,2% di loro (1 milione e 400mila persone) riferisce gravi difficoltà in almeno un’attività di cura della persona (ADL) come mangiare, vestirsi da soli o farsi la doccia (si legga la legenda in fondo al post) . Si tratta in gran parte di ultrasettantacinquenni (1 milione e 200mila): in questa fascia di età un anziano su cinque riporta tali difficoltà. L’attività quotidiana di cura personale nella quale gli anziani sono meno autonomi è fare il bagno o la doccia da soli (10,3%), seguono sdraiarsi e alzarsi dal letto o sedersi e alzarsi da una sedia (7,3%), vestirsi e spogliarsi (7,3%), usare i servizi igienici (6,5%) ed infine mangiare da soli (3,6%). Quasi il 7% degli anziani presenta gravi difficoltà in tre o più attività e tale quota sale al 12% tra gli ultrasettantacinquenni.

Le disuguaglianze tra gli anziani in base ad indicatori di status socio-economico (livello d’istruzione e quinti di reddito familiare) sono nette e si osservano per tutti gli indicatori di salute considerati. I quinti di reddito servono per misurare la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi, è possibile ordinare le famiglie dal reddito equivalente più basso a quello più alto e classificarle in cinque gruppi (quinti). Il primo quinto comprende il 20 per cento delle famiglie con i redditi equivalenti più bassi, il secondo quelle con redditi medio-bassi e così via fino all’ultimo quinto, che comprende il 20 per cento di famiglie con i redditi più alti. Nell’Info possiamo selezionare le malattie (in fondo abbiamo messo la Legenda di Istat) per capire cosa cambia in base al reddito (quinti di reddito familiare). 

 

Considerando la condizione economica, si conferma lo svantaggio degli anziani che appartengono alle famiglie con livelli di reddito più bassi: la multicronicità si attesta al 55,7% nel primo quinto di reddito contro il 40,6% degli anziani più agiati dell’ultimo quinto; per almeno una malattia cronica grave le percentuali sono rispettivamente 46,4% e 39,0%. Ampi divari si osservano anche per le gravi riduzioni di autonomia nelle ADL (13,2% contro 8,8%) e nelle IADL (35,7% contro 22,0%), soprattutto tra i 65-74 anni. A

 

Attività di cura della persona (ADL: Activities of Daily Living): l’indicatore “persone con gravi difficoltà nelle attività di cura della persona” deriva dalla scala utilizzata per misurare il grado di autonomia/indipendenza nello svolgimento delle fondamentali attività quotidiane (ADL) quali mangiare da solo, anche tagliando il cibo da solo, oppure sdraiarsi e alzarsi dal letto o sedersi e alzarsi da una sedia, vestirsi e spogliarsi, usare i servizi igienici e fare il bagno o la doccia, senza l’aiuto di una persona, o l’uso di ausili/apparecchi o modifiche dell’abitazione. L’indicatore è stato costruito secondo le indicazioni di Eurostat per garantire la confrontabilità tra i paesi dell’Unione europea, considerando i due massimi livelli di difficoltà (“molta difficoltà” o “non sono in grado”), con la precisazione di quanto riportato nella nota metodologica, alla voce diffusione riferita a tutti gli indicatori.

Attività quotidiane strumentali di tipo domestico (IADL: Instrumental Activities of Daily Living): l’indicatore “persone con gravi difficoltà nelle attività domestiche” deriva dalla scala utilizzata per misurare il grado di autosufficienza nelle attività strumentali, ovvero quelle attività necessarie per vivere in modo autonomo, quali: preparare i pasti, usare il telefono, fare la spesa, prendere le medicine, svolgere lavori domestici leggeri, svolgere occasionalmente lavori domestici pesanti, gestire le proprie risorse economiche. Anche in questo caso sono stati accorpati i due livelli massimi di difficoltà (escludendo i casi di persone che non svolgono tali attività perché non hanno necessità di farlo, ma non hanno problemi di autonomia in tali attività).

Care giver: persone che si prendono cura o assistono altre persone (familiari e non) con problemi dovuti all’invecchiamento, patologie croniche o infermità (la definizione in questo report fa riferimento pertanto solo all’aiuto fornito per problemi circoscritti a salute e invecchiamento).

Limitazioni motorie: difficoltà a camminare su una superficie pianeggiante per 500 metri oppure a salire una rampa di scale (circa 12 scalini) senza alcun aiuto.

Limitazioni sensoriali: difficoltà a vedere con o senza occhiali oppure difficoltà a sentire ciò che si dice in una conversazione con un’altra persona in una stanza con o senza rumore avvalendosi anche di apparecchi acustici.

Malattie croniche gravi: diabete; infarto del miocardio; angina pectoris; altre malattie del cuore; ictus; bronchite cronica, broncopneumopatia cronica ostruttiva, enfisema; cirrosi epatica; tumore maligno; parkisonismo; alzheimer; insufficienza renale cronica.

Multicronicità: è definita multicronica (o affetta da comorbilità) la persona che dichiara di essere affetta da tre o più delle seguenti malattie: asma; bronchite cronica, broncopneumopatia cronica ostruttiva, enfisema; infarto del miocardio o conseguenze croniche dell’infarto del miocardio; malattia coronaria o angina pectoris; ipertensione; altre malattie del cuore; ictus o conseguenze croniche dell’ictus; artrosi; patologia lombare o altra affezione cronica a carico della schiena; patologia cervicale o altra affezione cronica del collo; diabete; allergia, ad esempio rinite, raffreddore da fieno, infiammazione oculare, dermatite, allergia alimentare o di altra natura; cirrosi epatica; incontinenza urinaria, problemi di controllo della vescica; problemi renali; insufficienza renale cronica; depressione; ansietà cronica grave; tumore maligno; Alzheimer, demenze senili; Parkinsonismo; altra malattia cronica. Poiché l’indicatore risente del numero di patologie rilevate non è confrontabile con le stime pubblicate in occasione di altre indagini sulla salute.

 

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