L’identità digitale italiana è una realtà, ma non piace a tutti gli italiani. Spid, il  Sistema Pubblico di Identità Digitale ha superato i due milioni di utenti e sta per compiere due anni, ma le registrazioni procedono a macchia di leopardo. I dati Agid, ottenuti in anteprima a livello regionale grazie a una richiesta Foia, mostrano che la Lombardia ha il numero più alto di utenti attivi (quelli che hanno compiuto almeno due operazioni), ma a livello procapite i lucani si dimostrano i più entusiasti, con oltre il 4,5% di registrati.

La buona notizia è che il quadro nazionale è in progressione lineare. A due anni dalla sua introduzione, l’aumento dei servizi disponibili al cittadino e delle Pa che lo utilizzano (quasi 4mila secondo Agid), Spid vede registrati il 3,3% degli italiani e a livello complessivo con un aumento del 100% rispetto al primo anno chiuso con un milione di nuovi utenti. C’è da aspettarsi un’impennata nei prossimi anni visto che l’obbiettivo governativo è di arrivare a 10mila PA attive con Spid entro il 2020.

La cattiva notizia è che siamo ancora molto distanti dai tassi di adozione di altri paesi, come per esempio l’Estonia dove l’identificazione digitale introdotta nel 2001 è oggi adottata dal 98% della popolazione.

Articolo pubblicato il 28 gennaio 2018

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