Comincia con oggi, nel bel mezzo delle febbrili trattative di calcio mercato del mese di gennaio, una disamina, dati alla mano, della qualità dei direttori sportivi delle principali squadre di serie A: Juve, Napoli, Roma, Inter, Milan e Lazio. Capita spesso, infatti, al tifoso come allo specialista, di giudicare l’operato di un dirigente sull’onda dell’emotività o delle impressioni. Come dicevano, però, Kahneman e Tversky. “le attese intuitive sono governate da un sistematico fraintendimento del mondo”. Abbiamo deciso, perciò, di mettere alla prova la bravura dei dirigenti delle squadre italiane nell’unico modo che ci pare sensato: con la forza dei numeri, insomma.
Come valutare la performance di un direttore sportivo? Il modo più semplice è cercare di capire se il suo operato generi plus o minusvalenze sul bilancio della squadra per cui lavora.
Per fare ciò, facendo uso della miniera di statistiche disponibili su Transfermarkt.it, abbiamo raccolto osservazioni concernenti gli ultimi tre campionati (2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018) e le relative sessioni di mercato, squadra per squadra e transazione per transazione, cercando di misurare la bontà degli affari conclusi con una metrica piuttosto semplice:10
• acquisti: la bravura da talent scout di un direttore sportivo è data dalla capacità di comprare a poco giocatori che si valorizzano sul campo e che, di conseguenza, vedono aumentare la loro quotazione (per dire: comprare Pogba a 0 è un buon esempio)
• cessioni: qui, chiaramente, il surplus è dato dalla differenza tra prezzo di vendita e di acquisto (ancora una volta, vendere Pogba a 120 milioni di € è decisamente un buon affare)

Nel disclaimer in fondo all’articolo, troverete più dettagli su metodologia e assunzioni. Ma ora, partiamo con la valutazione delle performance da direttore sportivo di Marotta

ACQUISTI
Nel complesso, la Juventus è considerata, in Italia, la squadra con la visione aziendale più matura e consolidata, con un’attitudine manageriale ben incarnata da Beppe Marotta. In effetti, il saldo alla voce acquisti è decisamente positivo, come si può vedere osservando questa infografica:

2015/2016
Qui Marotta è stato bravo in due direzioni: cogliere le occasioni del mercato internazionale, assicurandosi un giocatore di sicuro spessore come Khedira a 0 (oggi, il valore di mercato di Sami è di 28 milioni di euro), ma anche acquistare talenti emergenti a un buon prezzo (Dybala ed Alex Sandro contribuiscono decisamente a un saldo complessivo positivo per 80 milioni).
Gli affari negativi sono contenuti e, principalmente, si devono all’acquisto di Hernanes, dettato più che altro dall’emergenza di dover supplire, per la prima parte della stagione, proprio ai malanni fisici di Khedira.
Saldo complessivo: +80,2 milioni €

2016/2017
Questo è l’unico anno della gestione Marotta che mostra un segno meno, ma è coerente con la logica della società di ricostruire dopo l’uscita di Pogba, di investire per puntare a risultati immediati. L’enorme plusvalenza legata al francese è stata utilizzata per acquistare Pjanic (che segna un +18 in quanto a differenza tra valore di mercato e prezzo d’acquisto), Higuain e Pjaca.
Proprio questi ultimi due acquisti contribuiscono a generare il valore negativo, che si deve soprattutto al Pipita, acquistato a peso d’oro pagando la clausola rescissoria di 94 milioni di euro. Oggi Gonzalo vale 20 milioni di euro in meno, ma è un investimento coerente con l’età del giocatore: la Juve non lo ha comprato per rivenderlo, ma per sfruttarne i goal. Diverso il discorso per Pjaca, che in questi giorni ha abbandonato la Juve per la Bundesliga: dopo l’ottimo europeo, il talento croato non è riuscito a trovare spazio, stretto tra Dybala, Mandzukic e Higuain, appunto, e penalizzato dai gravi infortuni.
Saldo complessivo: -0,3 milioni di €

2017/2018
Possiamo giudicare il mercato dell’estate scorsa solo parzialmente, dato che stiamo parlando di giocatori attualmente impegnati nel campionato in corso. Marotta è comunque tornato a produrre il segno più, e lo si deve alla valorizzazione di Blaise Matuidi e Juan Cuadrado, che stanno facendo la differenza nel centrocampo dei bianconeri.
Per ora la delusione è Bernardeschi, il cui valore di mercato è sceso di 10 milioni di euro rispetto al prezzo d’acquisto: attenzione, però, a giudicare in fretta. Allegri è noto per dosare con intelligenza gli inserimenti dei nuovi arrivati. Il potenziale del talento ex viola è ancora tutto da esprimere.
Saldo complessivo: +5,55 milioni di €

CESSIONI
Dove Beppe Marotta si rivela un eccellente dirigente (nota a margine: parliamo solo del direttore sportivo, ma ovviamente facciamo riferimento all’intera struttura di cui lui è a capo e che a lui riporta) è sul lato cessioni. Per tutte e tre le stagioni considerate, infatti, il segno è un deciso più, a dimostrazione che la Juve non sa solo comprare bene, ma anche vendere quando è il momento giusto.

 

 

 

2015/2016
Qui Marotta si è ancora una volta mosso bene sui due fronti: vendere un giocatore giunto all’apice, e dunque nel momento migliore per fare una plusvalenza, e guadagnare dalla cessione di un talento in erba che contribuisce comunque a rimpinguare le casse della società cedente.
È il caso di Arturo Vidal, che ha generato una plusvalenza di 25 milioni di euro, e di Domenico Berardi, andato poi a valorizzarsi ulteriormente al Sassuolo.
Saldo complessivo: +15,78 milioni di €

2016/2017
Questo è l’anno dell’eccezionale plus-valenza di Paul Pogba, che ha generato un +105 milioni sul bilancio della Juve, ma anche dell’importante eccedenza generata dalla vendita di Alvaro Morata (+20).
Il segno meno riguarda prevalentemente delusioni come quella di Mauricio Isla (-10) o Jorge Martinez andato via a parametro 0.
Saldo complessivo: +71,2 milioni di €

2017/2018
Anche qui tante plusvalenze, una su tutte quella di Leonardo Bonucci (+26,5 milioni), le cui prestazioni fino ad ora sembrano giustificare ampiamente, contro ogni attesa, la decisione dello staff dirigenziale della Juve di cederlo. Buon risultato ottenuto anche dalla vendita di Coman (+21 milioni €).
Sul lato degli affari andati male, Zaza e De Ceglie, che però rappresentano perdite contenute (-2 e -3,5 milioni).
Saldo complessivo: +68,35 milioni di €

Sintesi
Dal quadro emerso, relativo a acquisti e cessioni per le ultime tre stagioni, emerge un valore monetario decisamente positivo, che pare confermare le qualità manageriali di Beppe Marotta in quanto a capacità di condurre in porto buoni affari, sia sul fronte degli acquisti che su quello delle cessioni. Tutto ciò senza compromettere ed, anzi, migliorando le prestazioni sportive della squadra, che ha vinto gli ultimi tre campionati e si è qualificata per due finali di Champions League su tre.

I dati sono stati raccolti dal portale www.transfermarkt.it e fanno riferimento alla stagione sportiva in corso e alle due precedenti. L’attuale sessione di mercato invernale è esclusa dal calcolo.
Nel caso un giocatore sia stato acquistato durante una delle stagioni considerate e quindi rivenduto non è stato considerato l’attuale valore di mercato ma il prezzo di vendita del cartellino.
Qualora un giocatore sia stato acquistato a parametro zero e quindi ceduto con la stessa formula o svincolato, è stato escluso dal calcolo. Del resto, almeno dal punto di vista del cartellino, si tratta di un’operazione a somma zero.
Come si legge il grafico: i giocatori sono ordinati per stagione di acquisto o cessione, a partire da quella 2015/2016, e per differenza tra prezzo di acquisto e valore di mercato. O tra prezzo di acquisto e di cessione se hanno già cambiato maglia. Le barre sono verdi se il giocatore ha generato una plusvalenza, rosse se ha causato una minusvalenza. Le dimensioni della barra fanno riferimento all’età: più è grande, più giovane è il calciatore in questione.

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