Eccellenze alimentari, Italia campione d’Europa Messa in questi termini, il lettore potrebbe chiedersi dove sia la notizia. Orgoglio enograstronomico nazionale a parte, sono i numeri ad incoronare l’Italia come prima in Europa quando si parla di eccellenze agroalimentari. Certo, purché si prenda il numero di certificazioni Dop e Igp come misura di questo indicatore.

 

Il punto è che, secondo l’Istat, l’Italia è la prima nazione europea per numero di prodotti agroalimentari ad aver ottenuto questo riconoscimento. Sono in totale 295, cinquanta netti più dei 245 che permettono alla Francia di ottenere il secondo posto in classifica. La situazione completa, aggiornata al 31 dicembre dello scorso anno, è visualizzata in questa mappa.

 

 

Più il colore tende verso il rosso, maggiore è il numero di prodotti certificati. Il filtro in alto a sinistra permette di selezionare una tipologia di alimento. Nel computo non rientrano i quattro prodotti italiani che hanno ottenuto la certificazione nel corso del 2018. Ovvero la Lenticchia di Altamura, l’olio di oliva delle Marche, il Vitellone piemontese della Coscia e il formaggio Ossolano.

 

Utilizzando il filtro è possibile scoprire che oltre un terzo delle certificazioni, per la precisione sono 111, riguarda prodotti ortofrutticoli o cereali. Sui formaggi l’Italia cede, seppur di poco, lo scettro ai francesi: 54 quelli d’oltralpe certificati, 53 quelli nostrani. Francesi che invece stravincono, 78 a 6, per le carni fresche. Mentre cedono il passo, 41 a 18, nel settore delle carni lavorate. Un primato che, in questo settore specifico, l’Italia condivide con il Portogallo.

 

Detto della situazione a livello europeo, i dati Istat consentono di approfondire anche la situazione italiana. La regione con il maggior numero di eccellenze agro-alimentari è l’Emilia Romagna, che può vantarne 45. Significa che ogni 6 certificazioni Dop e Igp, una riguarda un prodotto realizzato in questa regione. Questo il quadro completo:

 

 

Seguono in classifica il Veneto con 38 e la Lombardia con 35. L’Emilia deve il proprio primato innanzitutto alle carni lavorate: prosciutto di Parma e soci costituiscono infatti un terzo delle certificazioni agroalimentari emiliane. Per quanto riguarda i formaggi, invece, il primato è lombardo. Mentre frutta, verdura e cereali incoronano il Veneto.

 

Nel suo rapporto, Istat scrive di come il 2017 abbia visto rafforzarsi il trend di crescita dell’agroalimentare di qualità, con un incremento dei produttori pari all’1,8% rispetto al 2016. Da segnalare che l’incremento riguarda in misura maggiore il Mezzogiorno, dove i produttori che hanno ottenuto la certificazione sono cresciuti del 7,3%. Mentre nel Nord si è registrato un calo del 2,8%. Il Sud ha visto anche una crescita del 31,2% dei terreni coltivati con prodotti certificati. Bene, ma quali sono questi prodotti? Infodata li ha rappresentati in questa wordcloud, con l’avvertenza che più una parola è grande, più sono le aziende che realizzano quel prodotto.

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